<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-8681944419884473535</id><updated>2011-08-02T05:09:22.553-07:00</updated><category term='libertà'/><category term='vita'/><category term='gay'/><category term='riflessioni'/><title type='text'>Il Gran Ballo del Narratore</title><subtitle type='html'>Le mirabolanti avventure esistenziali di un narratore alla ricerca della redenzione, di un signore del sogno ancorato alla terra in cui vive. 
Ricercatore dell'Amore e servo dell'Entropia.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://albatross89.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albatross89.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Andrea Piccolo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03258174907589240997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_Q9VrNdTgT84/Sz-hUDrqJEI/AAAAAAAAAKc/khgzHWvF41k/S220/6818_1236564557401_1327831648_1994558_7970330_n.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>34</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8681944419884473535.post-1150636313697688523</id><published>2010-08-23T11:24:00.000-07:00</published><updated>2010-08-23T11:25:16.370-07:00</updated><title type='text'>antropologia estrema</title><content type='html'>Antropologia estrema &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Yuppie da ye, è da un bordello che non scrivo in questo blog. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo periodo sono arrivato alla conclusione che non sono mai cresciuto. Al che, miei sfortunati lettori penserete, ma tutte le perle che dicevi sono stronzate? No, non lo sono, ma sono volgari teorie che non si basano su il nulla. Bene a dire il vero sono una persona che cerca di mostrare solo quello che vuol far vedere, o meglio, farmi vedere da voi non era mia esplicita intenzione,ma mostrarvi come sarei dovuto migliorare sì. Ho scritto un libro di possibilità, di probabilità, ma concretizzare tutto, ahimè, devo crescere concretamente. Vomitare discorsi saggi su come gestire il proprio tempo, ahimè, non è un atto di crescita, ma un discorso che nella sua pienzza affonda nelle tristi e mesti latrine dell'inferno. &lt;br /&gt;Sono un ragazzino viziato che rifugge le responsabilità, indi, non sono nulla di speciale,anzi, sono come tutti. Ho atteso tutta la mia vita l'epifany, qualcosa che mi rendesse qualcun altro, affidandomi a persone di cui sinceramente non me fregava una cippa ,( no, non sto parlando di te doppia zeta, ma di davide ro). L'attesa rende marcio il frutto, e se associamo i frutti alle occasioni, sono immerso in una maschera marcia e consunta, dolciastra che sà da morte, perché dalla morte del mio tempo trae la sua forza. Ebbene, l'attesa non ha portato ad un cazzo, sono rimasto in attesa di un momento che non esiste se non lo si vuole, non lo si può attendere, questo mi ha impedito di realizzarmi e coltivarmi: quel che mi è successo è unicamente colpa mia, non di nessun altro. I complessi sono mie invenzioni sopraffine, in fondo chi cazzo colpisce un malato? La mia mente ha affinato questa strategia per anni.. non ero io il cafone un po' isterico, ma erano gli altri ad avere colpe, le colpe che minimizzavano le mie, ma ahimè, le azioni sono assolute e sono dati di fatto, indi è inutile cercar di rinfacciare il male ad un altra persona, bisogna considerare il proprio agire in senso assoluto e obbiettivo. Non che non abbia avuto problemi, però, neh, semplicemete ho ingigantito questi per impedire di muovermi. Ma perché questo mio capriccio? Perché invidiavo e corrodevo le persone con lo sguardo, mentre le osservavo dal salotto tra una pausa e l'altro di un videogioco e l'altro? Era evidente che a me sarebbe piaciuto uscire... beh, il piacere era ostacolato dall'idea che dovevo far fatica per affrontare la mia paura, paura che mi bloccava e che mi ha spinto tra l'inferno artificiale che mi sono creato. &lt;br /&gt;Ho progettato un mondo tutto mio, dal primo mattone all'ultimo. Ero l'architetto, l'ingegnere e il geologo a capo della creazione del mio inferno. Un inferno confortevole, con tutte le sofferenze di cui avevo a disposizione per simulare una vera vita. Signori, è la verità, la vita è, perché esiste la sofferenza. Ma qual'è la differenza tra la sofferenza naturale e quella artificiale, quella data dalla maschera che noi tutti indossiamo nella speranza di passare indiferenti tra le adulazioni? La sofferenza naturale non viaggia mai da sola, c'è la gioia, la pienezza del vivere fino all'ultimo istante: NON C'È rimpianto. Il dolore dato dal vivere non è altro che una parte del grande ritmo della vita. L'angoscia in vitro, no, è solo angoscia, un qualcosa che vorrebbe dire che sei vivo, ma alla fine ti toglie dal reale ruolo dell'essere umano:essere attore tragico di una commedia. Non si danza tra le mura di casa, bisogna correre allegramente tra prati e notare di pestare un filo d'erba con la propria individualità per comprendere il bene irripetibile che possediamo, il lavoro stesso che io guardo da lontano, la fatica, la lentezza e la pienezza scorrono allegramente abbracciati, bisogna riconoscere questo. Io mi sono creato un inferno perché ho fatto la star incazzata e viziata, avevo paura di vivere, di essere attore tragico di una commedia, questa è la reale colpa e altresì la tragedia della mia vita. Per cosa? per paura ed accidia, accoppiata avvicente, poi scopano come ricci e vengono fuori orgoglio, invidia e sadismo. &lt;br /&gt;E poi cos'ho fatto, ho nominato un tiranno che mi facesse servo: il narratore, ovvero la maschera che ho indossato. Signori miei, sono teatrale in questo post, ma nel teatro si esaurisce tutto la metafora della vita. Ora il tiranno non è necessario, deve ritornare al suo posto come parte integrante di me, non come qualcosa al di sopra di me. Voglio una rivoluzione, una rivoluzione totale in me. Però, come ci insegna la storia e la geologia, i veri cambiamenti duratori sono quelli iniziati subdolamente e lentamente. L'accidia che mi frusta, vuole evitare tempi così lunghi, ma così è, punto, non bisogna far altro che accettare di andare un passo alla volta verso il cambiamento, verso il nuovo giorno e verso un amante focoso. Le rivoluzioni falliscono se si affrontano tutti i problemi assieme, ma un problema per volta, lo si può affrontare. Momo mi ha detto che non è mai troppo tardi, indi, mi fido della bambina di ende. &lt;br /&gt;Antropologia estrema? Perché? beh, mi little boys, ingravido il mondo, piglio un bastardo che faccia da tramite tra me il mondo, ma non una maschera, la maschera è il dignitario, l'ambasciatore che porta pena, io voglio un ponte, un legame sacro con ciò che vivo. sostanzialmente devo usare qualsiasi cosa del mondo naturale come maestro, voglio che il mondo mi sia maestro per creare di nuovo il mio mondo. &lt;br /&gt;Parlando di cose serie. Non sono felice per come sia andata con una certa persona, però, non devo sentirmi in colpa, spero che trovi la felicità e ci reincontreremo. Non mi sentirò in colpa, gli auguro ogni bene.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8681944419884473535-1150636313697688523?l=albatross89.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albatross89.blogspot.com/feeds/1150636313697688523/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8681944419884473535&amp;postID=1150636313697688523' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/1150636313697688523'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/1150636313697688523'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albatross89.blogspot.com/2010/08/antropologia-estrema.html' title='antropologia estrema'/><author><name>Andrea Piccolo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03258174907589240997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_Q9VrNdTgT84/Sz-hUDrqJEI/AAAAAAAAAKc/khgzHWvF41k/S220/6818_1236564557401_1327831648_1994558_7970330_n.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8681944419884473535.post-2441679998343558617</id><published>2010-03-27T01:03:00.001-07:00</published><updated>2010-03-27T01:03:43.787-07:00</updated><title type='text'>Piccole pippe mentali disorganizzate. Il crack tagliato male. Tutto procede</title><content type='html'>Mandato a fare in culo il sacrestano, oggi, con tutta la gioia del momento, posso tranquillamente dedicarmi, per un momento, all'aggiornamento del mio blogguccio. Le parole che getto a mo' di serie di dadi, non saranno un granché, ma è sempre meglio scrivacchiare, prima che si perda la mano e il gusto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Primo argomento: Il valore delle parole. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lanciamo un sasso nello stagno. Che succede? Si sente un piccolo rumore, gocce d'acqua cozzano l'una con le altre e poi si osservano i simpatici cerchi d'acqua infrangersi nella costa in miniatura dello specchio d'acqua antistante. &lt;br /&gt;Che profondità inaudita, vero? E' evidente che io non sia una persona che può produrre, in qualche modo, qualcosa che affonda le sue radici negli abissi dell'animo umano, ci si fa una ragione. Comunque non sono qui per parlare di me. Parlerò del sasso. &lt;br /&gt;Le parole che usiamo, possiedono un significato ben preciso. Le parole vengono usate con pressapochismo, soprattutto da questo gallinaccio che sta scrivendo. Per lo meno io, mi rifiuto di guardare le ondicelle dello stagno e di sentire quel rumore che mi dovrebbe rendere evidente la perforazione della superficie dell'acqua.  Lentamente perdono il loro significato originale... è una degenerazione molto triste, e che io sia il messaggero di questa triste condizione in cui costringo il linguaggio, è ancora più triste o paradossale. M'è sovvenuta una questione che naturalmente nel mio cervello mi avreste posto voi: Se si usano le parole come oggetti, allora non si può far più poesia, oppure, non si può descrivere il mondo con le sfumature, a questa questione cercherò di rispondere con l'iniziativa del momento: quello che realmente si vuole dire sta nel rapporto, non nelle singole parole. Struttura ed elemento. Io ho una parola, ma la parola, portatrice di un significato, diviene parte del messaggio se e solo se la struttura, ovvero il rapporto con gli altri elementi, è tale da renderlo evidente al lettore. Però, io, inizialmente ho denunciato la evidente mancanza, in me, non so se in voi, nell'uso delle parole; però, penserete voi, anzi penso io, se so bravo nel strutturare un discorso magari a mo' di dea greca, dal caos emerge una divinità! &lt;br /&gt;Le parole possiedono un rapporto biunivoco con ciò che definiscono e descrivono, un altro significato emerge con il loro rapporto, ciò da come risultato evidente che esse stesse hanno una funzione, anzi hanno possibilità di significato che vengono scremate dalla struttura e diventano logiche nel contesto in cui sono inserite. &lt;br /&gt;La sostanza di questa prima parte, che oserei dire inutile, è che per produrre un discorso bisogna pensare al peso di ciascuna parte e del loro rapporto armonioso. Ironia della sorte, sono le nove, e questo prima parte è solo intuita. Un velo d'ipocrisia m'avvolge? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo Argomento : Non penso agli dèi &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Beh, ragazzi miei, non penso agli dèi. Non mi pongo domande inutili per cercare di descrivere metafisicamente il mondo. Questo mi rende meno pippaiolo mentale? Questo mi degrada? No, evidentemente no. Sposto la mia attenzione su problemi quotidiani. Pensare agli dèi, pensare a Dio, non è compito mio, e alla fine che muoiano tutti di emorroidi esplosive. &lt;br /&gt;L'intuizione è un bene prezioso, ma rappresenta solo il primo passo, come questo post. Frutto d'un intuizione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Terzo Argomento:  Come procede?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bah, procede bene. Mi rendo conto sempre più dei miei piccolo peccati di gioventù e lentamente recupero. Non m'immergo nella becera tristezza che dovrebbe coprire il mondo. Anzi, cerco e sto cercando di mettermi in testa che questo mondo nella sua evidente ambiguità, contraddittorietà è bello. &lt;br /&gt;Non ho molti aggiornamenti. Ho preso dei votacci all'uni. &lt;br /&gt;Se penso che avrei saltati gli appelli per uno pien di mentali orpelli, mi mangio le mani. &lt;br /&gt;Ah, ultima cosa. Sono tremendamente orgoglioso. Allontano le persone perché non sopporto di essere visto dall'alto verso il basso, odio l'arroganza. Sto imparando l'umiltà salutare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Adieu&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8681944419884473535-2441679998343558617?l=albatross89.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albatross89.blogspot.com/feeds/2441679998343558617/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8681944419884473535&amp;postID=2441679998343558617' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/2441679998343558617'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/2441679998343558617'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albatross89.blogspot.com/2010/03/piccole-pippe-mentali-disorganizzate-il.html' title='Piccole pippe mentali disorganizzate. Il crack tagliato male. Tutto procede'/><author><name>Andrea Piccolo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03258174907589240997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_Q9VrNdTgT84/Sz-hUDrqJEI/AAAAAAAAAKc/khgzHWvF41k/S220/6818_1236564557401_1327831648_1994558_7970330_n.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8681944419884473535.post-8968606357647669801</id><published>2010-02-14T01:42:00.000-08:00</published><updated>2010-02-14T01:43:11.911-08:00</updated><title type='text'>Comprendere</title><content type='html'>Rifletto. E' già un inizio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Superficialità, credo che sia uno dei peccati che più mi sono trascinato in questi anni; me ne rendo conto ora, dopo aver ragionato su delle parole che ho usato a sproposito, posseduto, evidentemente, dall'aspetto puramente essoterico. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“A noi non interessa comprendere, a noi interessa sapere” questa citazione proviene da un anime: Tengen Toppa Gurren Lagan. Lo cito perché questo insieme di parole mi ha colpito ( sono convinto che citare un anime sia banale, molto nerd, o comunque molto basso, però devo ).  Fuori dal contesto, ovvero una produzione d'animazione molto blanda e banale, questa frase è potente; vorrei ragionarci sopra, e il ragionamento suddetto è funzionale a ciò che voglio dire oggi, in questo preciso istante. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qual'è la differenza tra comprensione e il sapere? E' una domanda fondamentale a cui rispondere. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Iniziamo con l'etimologia: (adoro etimo.it) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sostanzialmente la parola sapere deriva dal flusso, poi dal flusso è stata applicata al sapore del succo, poi dal succo è passata al profumo, poi, infine, dopo essere giunto alla più immateriale delle sensazioni sensoriali, è stato legato al sapore di un uomo, inteso, come conoscenza. &lt;br /&gt;Sostanzialmente vuol dire avere coscienza, aver appreso, intendere qualcosa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comprendere significa prendere insieme, abbracciare a pieno, intendere completamente qualcosa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Queste due parole sembrano uguali, anzi, per me, il sapere è un implicazione della comprensione, quindi sembra difficile fornire una distinzione se non in termini di causa ed effetto, sempre partendo dalla mia modesta opinione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inizialmente avevo interpretato quella citazione in questo modo: sapere come conoscenza superficiale dell'argomento, il saper che esiste e la comprensione come la distruzione e ricostruzione dell'argomento. Avevo interpretato la comprensione come un atto complesso composto da distruzione, catalogazione dei singoli pezzi del fatto per poi infine riportarlo allo stato iniziale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse bisogna apprendere la differenza tra apprendere e comprendere: il sapere è implicato dall'apprendere, se questo verbo risulta diverso dal secondo oggetto del mio post, allora troverò ciò che discrimina. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Apprendere, letteralmente, vuol dire afferrare, impossessarsi, appigliarsi. Ha un significato molto duro, quasi violento di comprendere. &lt;br /&gt;Però, questo, nulla toglie che sapere è implicato sia dalla apprensione, che dalla comprensione. &lt;br /&gt;La risposta può essere questa? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1)Comprendere → Sapere( 1)&lt;br /&gt;2)Apprendere → Sapere( 2 ) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutte e due le parole implicano il sapere, ma nello specifico, il sapere è un insieme vasto quindi, in quel vasto insieme, comprendere porta ad un elemento diverso, rispetto ad apprendere. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La differenza sta negli approcci. L'apprendere forse è violenza, un disinteresse verso l'argomento e la necessità di possederlo, per avere sapore; il comprendere non è violento, è un approccio interessato all'oggetto, come una madre abbraccia il figlio per sentirlo e non per possederlo. E' un interesse sincero verso l'argomento, che porta sempre alla conoscenza, però, in modo radicalmente diverso, c'è qualcosa di diverso, c'è un contatto vero con l'oggetto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa implica il possesso, cosa implica l'abbraccio? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il possesso è il possedere un bene concreto e stabile, mentre l'abbracciare è il circondare qualcosa, darsi all'oggetto. &lt;br /&gt;L'abbraccio, per me, implica mutevolezza. Il possedere, invece, è la necessità di stabilità. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sapere è qualcosa di definitivo, se implicato dal apprendere, quindi dal possesso, mentre se il sapere è implicato dalla comprensione, dall'abbraccio è qualcosa che cresce, che necessita di essere circondato, che non ha necessità di essere stabile. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riassumiamo: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1)“A noi non interessa comprendere, a noi interessa solo sapere”&lt;br /&gt;2)Sapere vs Comprendere &lt;br /&gt;3)Sapere come prendere sapore, apprendere l'argomente, aver coscienza dell'argomento(compreso)&lt;br /&gt;4)Apprendere, prendere possesso, appigliarsi, afferrare &lt;br /&gt;5)Comprendere ( che fatalità deriva sempre da prendere, come apprendere) circondare con le braccia, circondare colla mente.&lt;br /&gt;6)Possesso come concretezza e stabilità &lt;br /&gt;7)Apprendere → Sapere (1), ovvero possedere l'argomento e non essere interessato ; Comprendere → Sapere(2), circondare l'argomento, essere interessato all'argomento, vederlo crescere in sé. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono una sequela di pippe mentale fine a sé stesse, credo che siano delle enormi stronzate, ma sostanzialmente, il ragionamento è stato funzionale a quel che voglio intendere: la mia necessità di comprensione per vivere meglio. &lt;br /&gt;Mi sono limitato a sapere, tutto ciò che è andato letto, appreso, è stato abbandonato. La comprensione, invece, è ciò che mi porterebbe a contatto con la vita. Fatalità questo l'ho appreso accorgendomi del modo errato con cui utilizzavo la parola significante. Sapevo cosa voleva dire significante, ma non avendolo compreso, ho solo appreso un significato che utilizzavo per incastrarlo in un puzzle non coeso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8681944419884473535-8968606357647669801?l=albatross89.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albatross89.blogspot.com/feeds/8968606357647669801/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8681944419884473535&amp;postID=8968606357647669801' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/8968606357647669801'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/8968606357647669801'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albatross89.blogspot.com/2010/02/comprendere.html' title='Comprendere'/><author><name>Andrea Piccolo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03258174907589240997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_Q9VrNdTgT84/Sz-hUDrqJEI/AAAAAAAAAKc/khgzHWvF41k/S220/6818_1236564557401_1327831648_1994558_7970330_n.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8681944419884473535.post-4143388635252886772</id><published>2010-01-30T03:29:00.001-08:00</published><updated>2010-01-30T04:17:36.380-08:00</updated><title type='text'>Coccio</title><content type='html'>Coccio vuoto&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8681944419884473535-4143388635252886772?l=albatross89.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albatross89.blogspot.com/feeds/4143388635252886772/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8681944419884473535&amp;postID=4143388635252886772' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/4143388635252886772'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/4143388635252886772'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albatross89.blogspot.com/2010/01/coccio.html' title='Coccio'/><author><name>Andrea Piccolo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03258174907589240997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_Q9VrNdTgT84/Sz-hUDrqJEI/AAAAAAAAAKc/khgzHWvF41k/S220/6818_1236564557401_1327831648_1994558_7970330_n.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8681944419884473535.post-6532782438320281289</id><published>2010-01-03T03:58:00.001-08:00</published><updated>2010-01-03T03:58:55.604-08:00</updated><title type='text'>Buon anno</title><content type='html'>Anno nuovo e vita Nuova&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fatto il piano dell'opera, è tempo di iniziare con il post bifronte. &lt;br /&gt;Il 2009, contrariamente a tutti i miei conoscenti, è stato un anno sopra la media, voi direte figuriamoci gli altri. La mia vita, seppur sia ancora un orologio al quanto mal concio ha iniziato a girare e seppur sia avvolto da un manto di pessimismo e di carattere intrattabile, devo dire che ho notato rilevanti cambiamenti nella mia persona, che per quanto esigui, per quanto mantengano la mia matrice esistenziale, sono importanti. &lt;br /&gt;Il 2009 è stato un anno bellissimo. Qualche settimana fa, mentre facevo una pausa forzata dalle mie fantasmagoriche relazioni sociali, che dopo la fuga di Davide si sono ridotte al minimo necessario per essere definite umane, ho pensato, dopo essere stato folgorato da una illuminazione quasi divina che è passato un anno. In un istante, in un misero sputacchio di tempo geologico ho visto concentrati tutti gli avvenimenti che hanno caratterizzato l'anno: la montagna, Luca z., Davide, Matteo, Fiorenzo, Riccardo, Università, La Raminga, Blueboy, Mino, Pietro M., Marco, Ferdinando, Arcigay... insomma, in un solo secondo è stato condensato tutto, liberando una concentrazione emotiva che si è diffusa in tutta la mia esistenza, come se fosse stato guidato da un gradiente chimico. &lt;br /&gt;Ci sono stati diversi avvenimenti significativi, altri li ho dimenticati, ciascun elemento, però, nel complesso, forma il quadro di un anno significativo, l'anno dei miei 20 anni, il preludio della mia rinascita come persona.&lt;br /&gt;Devo migliorare, ne sono conscio, è inutile che mi sieda sugli allori, ho compreso numerosi difetti, ho commesso errori madornali, sono stato vittima di me stesso.&lt;br /&gt;Devo trovare una persona importante per me. Sono ancora troppo cieco e apatico, però,  ho deciso che quest'anno voglio dire ti amo ad una persona. Ho troppo desiderio di dirlo, baciare delicatamente le labbra di un uomo, sentirlo mio e sentirmi suo. Desidero fare l'amore, farmi vivere, e vivere il mio ragazzo. Pensieri romantici e un po' discordanti con la mia realtà bagasciona, lo so, però, è un desiderio che voglio concretizzare. Come voglio concretizzare il desiderio di vivere le esperienze. Quest'anno ho vinto la battaglia contro il desiderio della morte e posso dire che ora come ora voglio vivere totalmente la mia esistenza. Devo rompere il guscio che mi separa dal mondo, è così piccolo e fragile basta poco, appena toccherò e mi toccheranno, finalmente, potrò farmi vivere dal mondo, dal mio ragazzo, finalmente sarò vivo realmente e completamente. &lt;br /&gt;Non devo farmi cogliere dal pessimismo, anche i sedimenti cambiano la propria natura, sì, un sedimento carbonatico può diventare un nodulo di selce, viene preservato parte della struttura, come è necessario, ma la sostanza cambia. I carbonati possono essere dolomitizzati. Nulla è statico, tutto è dinamico, bisogna seguire la corrente, non farsi intimorire, lasciare la catena che mi lega a quel punto di questo vasto oceano che è la vita. Andare all'orizzonte riconsiderando il passato, non vincolarlo o dimenticarlo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buon anno a tutti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8681944419884473535-6532782438320281289?l=albatross89.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albatross89.blogspot.com/feeds/6532782438320281289/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8681944419884473535&amp;postID=6532782438320281289' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/6532782438320281289'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/6532782438320281289'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albatross89.blogspot.com/2010/01/buon-anno.html' title='Buon anno'/><author><name>Andrea Piccolo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03258174907589240997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_Q9VrNdTgT84/Sz-hUDrqJEI/AAAAAAAAAKc/khgzHWvF41k/S220/6818_1236564557401_1327831648_1994558_7970330_n.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8681944419884473535.post-182777614722751671</id><published>2009-12-02T11:32:00.001-08:00</published><updated>2009-12-02T11:32:58.600-08:00</updated><title type='text'>Stagione degli amori</title><content type='html'>Guardo la sua guancia...una piccola barba, come un prato d'erba su un suolo neonato, si staglia su quei lineamenti delicatamente giovanili e mascolini. Guardo le sue labbra e i suoi occhi, mi arriva un impulso strano, un moto, una tendenza di baciarlo intensamente come se fossi un naufrago che ha visto per la prima volta terra dopo anni di intenso vagabondaggio senza meta per i mari tempestosi del nord. Il suo collo che si incunea all'interno della sua maglietta m'invita a tastare il suo petto, infilare la mano sotto le sue vesti, sentire il suo cuore palpitare o toccare quell'accenno di virilità che potrebbe avere. Mentre tranquillamente osserva nel microscopio lo guardo, sento uno strano impulso destinato ad essere cestinato, mentre nel mio cuore alberga una fantasia: io che mi avvicino di soppiatto e gli sussurro dolci parole di sesso e forse d'amore con le mie labbra talmente vicine al suo volto da simulare un bel bacio dolce, di quelli che solo un uomo amante un altro può dare; poi, incuranti degli altri, avremmo estirpato i nostri istinti nudi, mentre i nostri fluidi ci avrebbero sommersi in un bagno di puro sesso. &lt;br /&gt;Ultimamente, anzi negli ultimi tre mesi, sono colpito da un intenso desiderio sessuale e affettivo, ogni persona diviene per me un oggetto di fantasia sessuale omoerotica e soprattutto oggetto di scenette la cui dolcezza mi fa rabbrividire. Lungi da me rifiutare questo lato del mio carattere, ma diventa decisamente controproducente per le relazioni sociali con gli individui del mio stesso sesso, e forse anche dell'altro. Però, ammetto, che il sentire certe sensazioni mi aiuta a star bene, non voglio assolutamente abbandonarmi ad uno spirito di quattordicenne latente, però, sono convinto che queste emozioni siano positive, seppur mi vogliano indurre ad un rapporto sessuale sul posto e con una persona la cui eterosessualità se non è certa, lo è quasi come l'esistenza della energia oscura. Per esempio L., ovvero il tizio che ho descritto prima, mi invoglia tantissimo, non comprendo la ragione, ma questa mio accanimento sessuale mi fa sembrare che gli voglia bene seppur non lo conosca, o ho un potenziale d'amore estremamente elevato e quindi per la nota legge del potenziale chimico si dirige dove questo stessa caratteristica è minore, oppure sono talmente infoiato e voglioso di dare il mio affetto che non riesco a fare a meno di crearmi questi strani moti interni. &lt;br /&gt;Tra l'altro, l'elemento più preoccupante è il fatto che non scelgo un unico oggetto, ma più persone contemporaneamente, il che rende tutto un sistema complesso di storie e fantasie che si collegano o interagiscono tra di loro, in un sommario quadro tragico. Questa frustrazione non è terribile, non lavoro, non ho occupazioni tanto particolari, ma risulta comunque un elemento aggiuntivo da curare nella mia personalità e soprattutto una simpatica barriera energetica effettiva per cercare la stabilità   che tanto agogno. Vederla in sistemi chimici, fisici sembra molto riduttivo, ma visto che amo le metafore, ma non le rime, utilizzo ciò che ho a disposizione per creare e tessere ciò che più mi confà per quello che voglio comunicare. &lt;br /&gt;Un altro ragazzo che mi sta letteralmente infoiando, tanto è che oggi volevo perdere il treno appositamente per aspettarlo, nella vana speranza di poter avere un vagone per noi e per consumare – quanto sono infoiato-  è un ragazzo che mi abita vicino di Ospedaletto, il che lo renderebbe anche appetibile in tutti i sensi. Ultimamente questo strano sentimento mi domina. Che sia effettivamente giunta la mia stagione degli amori?&lt;br /&gt;Sotto un cielo plumbeo, con il freddo incalzante, con la natura morta, si risvegliano i più terribili istinti sessuali affettivi che io possieda? Può essere, funziono male,  è un dato di fatto. &lt;br /&gt;La follia, in fondo, è la mia vita, e solo con il perseguimento dell'irrazionale e dell'utilizzo del teatro posso effettivamente trovare ciò che mi manca per far sì che io sia una persona completa. &lt;br /&gt;Tornando seri, ultimamente, al di là delle pippe mentali che dedico alle varie materie che sto affrontando all'università, ho concluso che non devo necessariamente prendermela con il mio modo di pensare; fantasie, racconti, transfert eccetera. Ho compreso di avere una tendenza teatrale, dunque devo svilupparla per me, e utilizzare la scena mentale come metodo introspettivo.&lt;br /&gt;Per ora non ho molti aggiornamenti, apparte che il judo và a gonfie vele, che ho conosciuto un tipetto niente male e che ho preso un altro votazzo. Adieu&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8681944419884473535-182777614722751671?l=albatross89.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albatross89.blogspot.com/feeds/182777614722751671/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8681944419884473535&amp;postID=182777614722751671' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/182777614722751671'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/182777614722751671'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albatross89.blogspot.com/2009/12/stagione-degli-amori.html' title='Stagione degli amori'/><author><name>Andrea Piccolo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03258174907589240997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_Q9VrNdTgT84/Sz-hUDrqJEI/AAAAAAAAAKc/khgzHWvF41k/S220/6818_1236564557401_1327831648_1994558_7970330_n.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8681944419884473535.post-3975549487846435593</id><published>2009-10-27T12:32:00.000-07:00</published><updated>2009-10-27T12:34:09.722-07:00</updated><title type='text'>Prigione</title><content type='html'>Prigione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si perde la via.&lt;br /&gt;Miraggi, &lt;br /&gt;Suoni,&lt;br /&gt;Speranze e &lt;br /&gt;Sogni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tramonto è nato, &lt;br /&gt;il rosso riflesso &lt;br /&gt;dà al deserto&lt;br /&gt;del dolore l'aspetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il cammino è arido.&lt;br /&gt;Mille sono le vie.&lt;br /&gt;Mille sono i passi &lt;br /&gt;per accorgersi &lt;br /&gt;di non star seguendo&lt;br /&gt;niente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'aurora saluta, &lt;br /&gt;il tramonto insegue &lt;br /&gt;me, il viaggiatore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'aurora saluta, ma c'è il giorno prima ancora &lt;br /&gt;L'aurora saluta, è appena iniziata la notte.&lt;br /&gt;L'aurora saluta... mentre mi perdo&lt;br /&gt;in un deserto, impaurito...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'è solo sogno,&lt;br /&gt;miraggio, &lt;br /&gt;illusione&lt;br /&gt;e speranza...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ma sono parole, &lt;br /&gt;granelli di quarzo&lt;br /&gt;granelli di roccia...&lt;br /&gt;eppure sempre frammenti &lt;br /&gt;e mai solida roccia?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto è uguale, ciò che è certo &lt;br /&gt;è stato mangiato dall'oscurità&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ormai il tramonto è morto.&lt;br /&gt;L'aurora saluta &lt;br /&gt;L'aurora saluta&lt;br /&gt;Le stelle guardano...&lt;br /&gt;la luna è spenta&lt;br /&gt;...&lt;br /&gt;Silenzio...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cammino...&lt;br /&gt;mille passi&lt;br /&gt;Cambio&lt;br /&gt;mille passi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'aurora saluta, ma non s'avvicina&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;M'accascio al suolo e piango.&lt;br /&gt;Il mio deserto non parla.&lt;br /&gt;s'è finto tinto di rosso.&lt;br /&gt;Il mio deserto non parla.&lt;br /&gt;L'anima è stata frammentata.&lt;br /&gt;....&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8681944419884473535-3975549487846435593?l=albatross89.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albatross89.blogspot.com/feeds/3975549487846435593/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8681944419884473535&amp;postID=3975549487846435593' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/3975549487846435593'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/3975549487846435593'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albatross89.blogspot.com/2009/10/prigione.html' title='Prigione'/><author><name>Andrea Piccolo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03258174907589240997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_Q9VrNdTgT84/Sz-hUDrqJEI/AAAAAAAAAKc/khgzHWvF41k/S220/6818_1236564557401_1327831648_1994558_7970330_n.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8681944419884473535.post-1482007308608626247</id><published>2009-10-16T11:31:00.000-07:00</published><updated>2009-10-16T11:35:53.634-07:00</updated><title type='text'>Tramonto</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_Q9VrNdTgT84/Sti9Aq4nJVI/AAAAAAAAAKU/5MWSd1wO108/s1600-h/DSCF3050.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_Q9VrNdTgT84/Sti9Aq4nJVI/AAAAAAAAAKU/5MWSd1wO108/s320/DSCF3050.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5393268372985554258" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Tramonto del Narratore &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sole si sta dirigendo verso ovest, nella sua misera tomba notturna: è finita un epoca, è finito un anno, è giunto il tempo di lasciarlo morire quel narratore morente. Il suo tempo, nato dalla distruzione, sta giungendo al termine, già troppe volte ha mangiato i suoi figli, ma il fuoco sta raggiungendo il suo monte, l'ombra rossa del tramonto ormai lo sta avvolgendo. Il narratore ora sta lì nel suo evanescente palazzo, mentre le marionette stanno perdendo il loro spirito e morendo. Anguilla osserva da lontano quel purgatorio e torna a vivere nella sua terra, come marionetta libera tra uomini liberi. &lt;br /&gt;Il narratore mi osserva, la sua maschera crepata fa trasparire il suo sconforto, la sua vecchiaia, la sua tristezza dinnanzi ad una fine ormai prossima. Io sono qua, quello che un tempo si chiamava Scrittore, quello che è sempre stato il soggetto dell'azione, Andrea il responsabile di quella costruzione mentale. Il narratore mi osserva, ormai è debole è senza marionette, ed anche io, ora, dopo aver attraversato le lande del mondo creato da me, sono stanco e impoverito nell'anima. Il mio corpo è stato mangiato, e il mio spirito assopito con l'inganno è stato utilizzato da quel bislacco demiurgo. &lt;br /&gt;-Sono qui per proporti un patto-&lt;br /&gt;-Io? Io? Io? Io? Come ti permetti? Proporre patti a me, nel mio regno? Il mondo esiste perché ci sono io. Il padre non può tornare a chiedere il suo antico trono, l'evoluzione non ritorna mai indietro. Io sono IL NARRATORE, il tramonto è solo un illusione... Tu sei debole, una merda, un ricordo lontano che io disprezzo, sei una lurida merda, Andrea.&lt;br /&gt;-Non sono qui per detronizzarti. E io NON SONO UNA LURIDA MERDA!&lt;br /&gt;-Ah, non saresti una lurida merda? Io ho le prove per dirlo, tu hai prove per negarlo. No, e no... tu non sei un Dio, tu non sei me.. Ti ho detronizzato per evitare tutto ciò, e ho creato il mondo. In fondo chi plasma il mondo è dio e creatore. &lt;br /&gt;-Ormai sta giungendo la fine per ambe due, tu hai sfruttato le mie energie. La tua maschera sta per essere distrutta, non hai il potere per narrare, le tue marionette si sono ribellate, il tuo  potere è morto, il mondo non ti appartiene. Il tramonto è dinnanzi a questo monte, è inutile ribellarsi o rassegnarsi al destino. Bisogna pensare al futuro. E' finita un epoca, è finita la nostra epoca. Definirci errori non possiamo. E' tempo di pensare al futuro, Narratore.-&lt;br /&gt;-No, io non posso accettarlo, non posso accettarlo, io sono in questo mondo da poco, il nostro mondo è caduto perché eri un debole e ti rifugiavi nella narrazione. Sono nato così, e sono stato io a prendere il potere...&lt;br /&gt;-Come le marionette, in fondo. Le marionette hanno compreso il tuo abuso e hanno deciso di narrarsi da sole, le mie aspirazioni, la mia volontà si sono rese indipendente anche da te e soprattutto da me. E' tempo comunque di riconciliare.&lt;br /&gt;-NO, non posso accettare la fine. Riconciliare cosa? COSA? CHI TI HA MESSO QUESTE IDEE, queste idee idiote, non puoi scendere a patti con la tua immagine, lurida merda!-&lt;br /&gt;-Sono stato a Palladia e una raminga mi ha parlato, ho guardato una stella e ora è tempo di amare la stella, e conservare gli insegnamenti di una cacciatrice di foglie. Mentre in questo mondo illusorio freme questa decadenza, mia sorella nel mondo reale e tante altre persone aspettano il mio amore, e purtroppo non posso amare se non rispetto me stesso, ma non posso amare se rimango dentro un mondo fatto di narrazione. Oh, narratore, è tempo di abbandonare insieme questo mondo e lasciare spazio al SOGNATORE. &lt;br /&gt;-Il sognatore? No ti ruberò l'ultimo barlume di anima.&lt;br /&gt;Prende la spada e si scaglia verso di me, ma non si rende conto che questa scena la sto narrando io, ovvero Andrea... Un fendente di spada mi ha sfiorato, ma sono riuscito a pararlo con facilità, giacché la mia coscienza va a pari passo con la sua debolezza. Un altro fendente viene lanciato nel vuoto, cerca di narrare la mia reazione, ma io ormai sono immune alle sue parole. La sua follia traspare in quello sguardo d'anziano disperato. &lt;br /&gt;Uso la lama della mia spada, regalatomi dal cavaliere bianco nelle fantasticheria della Raminga,- colui che le salvò la vita. La uso per riflettere il volto della maschera priva di interezza del narratore. Lui si ritira, non riesce ad accettare, vede parte della sua pelle, vede i suoi occhi, vede che riflette il padre, ma non lo accetta. Si ritira indietro lentamente si accascia nel suo trono. Distrugge gli ultimi pezzi della sua maschera.&lt;br /&gt;Ci guardiamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tempo passa, sta passando....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora ci guardiamo da tre giorni. Voi non potete percepire i nostri giorni, giacché nel tempo dell'anima il tramonto è ancora imperante. &lt;br /&gt;-Ormai sono morto. Ma ora, guardandoti... devo accettare il destino. Che la mia freccia sia scagliata e che descriva un arco d'iperbole, affinché simboleggi la mia accettazione. Che sia il tempo del sognatore e del suo amore. E' tempo della mia dipartita. Addio-&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così l'anguilla del ristorante, il suicida, il dio della solitudine, il saluto mancato, i miei ex compagni, la marionetta anguilla, io, il narratore, l'oste... e tutti i personaggi di questi anni si uniscono.&lt;br /&gt;L'esperienza fa da padrone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' giunto il tempo della nuova epoca. E' arrivato il sognatore, e il suo cammino è segnato da uno sguardo ancorato nel mondo, ancorato nello spirito e nella mente. E' giunto il tempo di non temere il mondo. Il mondo nuovo è quello concreto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sognatore: Che l'esperienza mi aiuti a dipingere il nuovo mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fine&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' tramontata un epoca. Davide ha deciso di andarsene, tutto quel che mi è capitato di positivo quest'anno e anche un po' di negativo, lo devo a lui. E' finita un epoca, e sfortunatamente so che non posso recuperarla. Posso chiedere perdono per essere stato narratore e poco amico, posso chiedere perdono per aver avuto paura e aver utilizzato la narrazione per nascondermi e non accettare le mie responsabilità, posso chiedere perdono per aver invidiato i miei amici e aver dedicato poche energie al voler bene, all'odiare, all'essere arrabbiato e aver tenuto tutto dentro in una logica narrativa priva di fondamento. &lt;br /&gt;Posso fare tante cose ora, giacché ho accettato la mia esperienza. Non voglio più narrare il mondo, voglio viverlo, voglio ESTIRPARE il bisogno di raccontare. Amare è una parola bellissima, ma non si concilia con l'illusione, ma con il mondo. Vivere è bellissimo. &lt;br /&gt;E' tramontata l'era di Davide, è tramontata anche l'era di Enrique, e di tanti altri, non perché non li consideri più amici, ma per il semplice fatto che ora non ho paura di essere di fronte a loro. Lotterò per me stesso, ma soprattutto perché io stesso sia in grado di lottare per un sentimento comune. Forse banalizzare l'amicizia, il sentimento d'amore in questi termini sembrerà strano da parte mia. Ma per quanto sia conscio che questo mondo è un immondezzaio, non posso rifiutarlo o rassegnarmi ma vivere lottando. Lottando contro cosa? Contro la noia? Contro cosa? Contro tutto ciò che mi vuole annullare, voglio lottare per i miei contenuti. La soddisfazione del rigore, e della perfezione tecnica. Il divertimento di essere divertente. Ora come ora desidero amare, essere un buon amico...&lt;br /&gt;Voglio diventare un insegnante di judo, di Scienze della Terra. Voglio lottare perché tutti possano vivere e aver il diritto di vivere. &lt;br /&gt;Ho trovato i miei valori. Ho trovato il mio dinamismo.&lt;br /&gt;E' tramontata l'era di transizione.&lt;br /&gt;E' giunto il tempo del sognatore. Raminga, il narratore conserverà un buon ricordo di te, ora iniziamo a diventare amici.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8681944419884473535-1482007308608626247?l=albatross89.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albatross89.blogspot.com/feeds/1482007308608626247/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8681944419884473535&amp;postID=1482007308608626247' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/1482007308608626247'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/1482007308608626247'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albatross89.blogspot.com/2009/10/tramonto.html' title='Tramonto'/><author><name>Andrea Piccolo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03258174907589240997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_Q9VrNdTgT84/Sz-hUDrqJEI/AAAAAAAAAKc/khgzHWvF41k/S220/6818_1236564557401_1327831648_1994558_7970330_n.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Q9VrNdTgT84/Sti9Aq4nJVI/AAAAAAAAAKU/5MWSd1wO108/s72-c/DSCF3050.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8681944419884473535.post-2305225041153189664</id><published>2009-10-05T13:35:00.001-07:00</published><updated>2009-10-05T14:43:03.749-07:00</updated><title type='text'>E se...</title><content type='html'>Se Dio Esistesse&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con estremo orgoglio e consapevolezza di me mi definisco agnostico, non credo alla non, ma neppure all'esistenza di un Dio, di un entità superiore oppure di un beffardo e bastardo destino. Non credo che il mondo abbia un senso e considero questa mancanza di significato il più bel dato di fatto di questo universo meccanico e confuso, ordinato e caotico, vitale ed entropico; ogni elemento non ha una direzione, ma una molteplicità di versi.&lt;br /&gt;L'immagine univoca partorita da certi luminari dell'imbecillità è un offesa alla vita stessa, come si può considerare il mondo un posto desertico, pieno di insidie maligne, e considerarlo per questa ragione maligno? Molte persone hanno paura dell'ambiguità, è un dato di fatto, persino io la temo, non aiuta a definire, non aiuta in niente... La paura genera idiozia, ignoranza e ottusità le quali portano inevitabilmente verso a quell'immagine distorta, quell'immagine che cerca di dar colpa all'esistenza per essere un groviglio di versi che non puntano a niente, e che partono da ovunque. &lt;br /&gt;Io non mi reputo così, sono stato vittima del becero pessimismo per paura... timore che mi ha impedito di vivere, di essere e di conoscere realmente me stesso. Il mondo è un posto bellissimo, e desidero con tutto il mio cuore viverlo come sentimento... e utilizzare la mia ragione come strumento di fantasia e non di definizione di una realtà sfumata, come strumento di progresso e non regresso e morte.&lt;br /&gt;Però, ora... mi ritrovo solo in una piccola stanza, la mia mente... un groviglio senza pari, una matassa di circoli viziosi, una matassa di morale e peccato, una matassa che è difficile da dipanare. Sono lì alla ricerca dell'interruttore della luce, per chiudere il circuito e iniziare l'operazione di ordinamento della mia memoria e del mio essere... In questo momento colto da un improvviso spirito religioso mi chiedo cosa farei se Dio esistesse...&lt;br /&gt;Pregherei ogni giorno affinché mi concedesse il bellissimo dono d'amare. Pregherei e sacrificherei me stesso a lui, per farmi donare quel piccolo sentimento che racchiude in sé l'ambiguità del mondo. Immergersi nel sentimento, trovare un contatto con sé stessi perduto o mai trovato. Pregherei, piangerei, lo invocherei affinché realizzasse quel mio piccolo sogno: sentimento nei rapporti con gli altri, rapporti puri senza invidia o rabbia, rapporti d'amore...&lt;br /&gt;Dio, però, non è in questo mondo al momento, non sappiamo se esiste o meno...&lt;br /&gt;Ora mi guardo allo specchio e prego me stesso di amare con tutte le forze la vita, un amante, le piccole cose e il mondo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8681944419884473535-2305225041153189664?l=albatross89.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albatross89.blogspot.com/feeds/2305225041153189664/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8681944419884473535&amp;postID=2305225041153189664' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/2305225041153189664'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/2305225041153189664'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albatross89.blogspot.com/2009/10/e-se.html' title='E se...'/><author><name>Andrea Piccolo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03258174907589240997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_Q9VrNdTgT84/Sz-hUDrqJEI/AAAAAAAAAKc/khgzHWvF41k/S220/6818_1236564557401_1327831648_1994558_7970330_n.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8681944419884473535.post-3156073333809402443</id><published>2009-09-07T05:52:00.000-07:00</published><updated>2009-09-07T05:53:13.585-07:00</updated><title type='text'>Racconto su un mio pg di Maghi il risveglio</title><content type='html'>La foschia riempiva il vicolo. L'asfalto, rovinato e lasciato a sé stesso, era umido come lo erano le mura degli edifici, argini di quel piccolo vicolo poco frequentato e nascosto. L'angusto canaletto era illuminato dalla poca luce diffusa proveniente sia dai lampioni delle strade principali, sia delle case ospitate da quelle monotone costruzioni urbane. &lt;br /&gt;Il rumore dei passi s'infrangeva nelle rive artificiali, e moriva nelle orecchie dell'unico passante di quel momento; lenti, claudicanti e morenti continuavano ad emanare piccoli respiri ignorati ed offesi da una persona che aveva perso interesse, in quel momento, per la vita che lo circondava e per il suono che il suo movimento provocava nello spazio circostante. &lt;br /&gt;Joshua si toccò il naso, sentendo una sostanza viscosa ed umida scendere dalle cavità: era sangue. Inizialmente guardava le sue dita incuriosito, come se non comprendesse. Improvvisamente lo colpì un mal di testa lancinante, come se fosse stato colpito da centinaia di aghi nelle tempie. Si prese la testa con ambe due le mani, sporcando la sua fronte di sangue. Sentiva l'istinto di piangere, e soprattutto di urlare; non comprendeva, perché questi strani sentimenti lo stavano dominando in quel momento. Cercò di calmarsi, con un rapido movimento della testa cercò un piccolo posto dove sedersi al riparo; lo vide vicino a dei sacchetti della spazzatura. Sedendosi si sentì come un tossicodipendente in astinenza. Vide, in un pezzo di vetro leggermente opaco, il riflesso del suo sguardo, vide le pupille completamente nere. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lanciò un sasso nel piccolo stagno vicino casa sua. L'acqua venne perturbata, gli schizzi si spargevano ovunque, mentre lentamente i cerchi diventavano sempre più tenui per toccare la riva ormai già morti. Prese un altro sasso- in fondo era il suo unico divertimento in quelle giornate estive- e lo lanciò; era abbastanza grosso, mentre volteggiava in aria perdeva piccole particelle di terra, le quali rimbalzavano sull'acqua per poi galleggiare, poi un tonfo, acqua ovunque, anche lui ne fu investito. La solita onda perturbò l'acqua, i soliti cerchi si infrangevano nella riva... ma una macchia di sangue iniziò a dilagare, colpì per sbaglio un pesce. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Morte... non aveva mai conosciuto la morte realmente sino a quel momento, il sangue dello stagno gli rivenne in mente. Morte... vedeva sua madre che piangeva un suo compagno... Morte... voleva dire privazione? Quando lanciò il sasso nello stagno, non sentiva privazione, vedeva solamente una macchia rossa di cui perse subito interesse. Morte significava dolore, incapacità di dare una ragione, incapacità di controllo... Non comprendeva, provava semplicemente compassione per la madre, i suoi occhi color rosso e lucidi sembravano penetrarlo, bloccargli il respiro. &lt;br /&gt;Il rosso dello stagno iniziò a ritornargli in mente. Qualcuno pianse il pesce a cui tolse la vita? &lt;br /&gt;I singulti di sua madre erano un eco nella sua mente, sentì un senso di mancanza. Dolore come privazione. Il peso della compassione era grave, ma più di tutto lo tormentava l'idea di aver commesso un atto simile a quello che aveva reso sua madre triste. &lt;br /&gt;Aveva quindici anni, la morte era solo una parola prima di quel momento,in quel momento assumeva una certa rilevanza. Aveva quindici anni, e ripensava agli anelli degli stagni, pensava alla conseguenza delle sue azioni... pensava soprattutto come comportarsi per stare nel giusto. Il peso dell'abisso era stato avvertito per la prima volta in quel momento, quando non riusciva a dare un senso assoluto. Il mondo era un abisso, al di là del guanto, al di là del mondo degli spiriti, sopra la sua testa aleggiava un senso di insensatezza, un incapacità di definizione. L'abisso che era in lui, era solamente un frammento di un vuoto immenso. Aveva paura. La morte ora lo incuteva, ora lo faceva stare male, ora era diventata una colpa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;&lt; Il paradosso, miei cari, è un anomalia degli incantesimi. E' la punizione inferta ai maghi che peccarono di arroganza &gt;&gt;. Ancora quelle parole... Erano le parole del suo mentore; si prese cura della sua educazione magica quando si risvegliò a sedici anni. Il paradosso... a volte si chiedeva cosa fosse, utilizzava la magia e veniva punito perché la utilizzava... non comprendeva, per quale ragione esisteva. Utilizzava la magia a fin di bene, e generava male, utilizzava la sua coscienza per agire, e inevitabilmente si trovava perso in un mare di caos... che valore aveva il peccato? Che valore aveva la conseguenza del suo agire in un mondo in cui le conseguenze sono indiscriminate? &lt;br /&gt;Infrangere le meccaniche del mondo era come infrangere una legge, ad una infrazione c'era la relativa condanna. Allora perché si ha la possibilità d'infrangerle? Soprattutto, perché la magia gli era stata concessa? Erano domande a cui non sapeva rispondere, forse erano al di là della sue capacità, oppure sapeva la risposta e non voleva ammetterla a sè stesso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sangue continuava a scendere, la sua testa era molto leggera. La sua visione era distorta, si sentiva distante dalla realtà. Passò un ora in quello stato, poi si riprese. Era vivo, stava meglio. Era nervoso, comprese quello che aveva fatto, del rischio che aveva fatto correre ai suoi amici, e alla sua nuova casa... non riuscì a trattenere le lacrime. Pianse nella solitudine, disperato, colmo di quello strano senso di colpa. Cosa l'aveva spinto a fare quell'azione? Il desiderio di sapere dov'era il suo fratellastro... Perché ora piangeva, perché sentiva di aver fatto qualcosa di male... in fondo era un incantesimo andato male, poteva succedere quando era in una battaglia... in fondo poteva capitare a chiunque... no, si sentiva in colpa per aver sentito il suo desiderio, e non aver pensato minimamente alle conseguenze sulle altre persone. &lt;br /&gt;Pluff... il sasso cadde, il rosso divenne il color dell'acqua dello stagno. Il bambino andò via senza sapere. L'adulto cosciente guardava il sangue e comprese che quell'atto divertente era malsano... la colpa scaturita dalla conseguenza, la conseguenza scaturita dall'azione, l'azione scaturita dal desiderio di rompere la noia, o di trovar il fratello. &lt;br /&gt;Pluff... tutto era indelebile... pluff il sangue sarebbe rimasto sempre in quell'acqua... pluff l'espiazione non cancellava... pluff... pluff...pluff.&lt;br /&gt;Si rialzò... &lt;br /&gt;Vide che la sua maglietta bianca era sporca di gocce di sangue. Cercò di sistemarsi il meglio possibile, sembrava appena uscito da una crisi d'astinenza, non poteva avventurarsi nella città in quello stato. I suoi capelli neri mossi erano bagnati del suo sudore. Il suo volto era bianco, e gli occhi oltre ad essere umidi per le lacrime, erano gonfi. Con passo claudicante deambulò fino alla fine del vicolo, e si rimise alla ricerca di suo fratello. &lt;br /&gt;Durante il percorso, iniziò ad avere visioni. Gli spiriti della collera che aveva invocato involontariamente durante l'incantesimo lo avevano seguito. Era come se vivesse realmente quei sogni ad occhi aperti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era in una stanza... &lt;br /&gt;Attendeva...&lt;br /&gt;Leggeva...&lt;br /&gt;Osservava il muro...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un rumore...&lt;br /&gt;Un rutto...&lt;br /&gt;Una presenza volgare...&lt;br /&gt;Dei passi lungo le scale &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad un certo punto vide gli spiriti della collera che lo presero e lo tenevano fermo, la sua bocca era cucita. Vide una presenza. Un uomo sulla cinquantina dalla faccia rosea, con una barba incolta e ispida. Grasso, il suo odore era un misto tra il sudore di un porco e l'odore della birra. Non poteva muoversi, non poteva liberarsi. L'uomo lo toccava, lo spogliava. Premeva con la sua mano goffa sul petto nudo, toccava quell'accenno di virilità, e scendeva lentamente. Mentre con l'altra mano cercava di aprire le gambe... Quando la mano arrivò verso il pube iniziò a prendere i peli pubici come se volesse strapparglieli... &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La visione finì. Cadde per terra. Il suo respiro era bloccato... Vomitò. Vide una strana figura davanti a lui... prese quel poco coraggio che gli rimaneva e disse &lt;&lt; Sappi che sono in grado di ferire gli spiriti, ti ho evocato, e posso distruggerti!&gt;&gt;&lt;br /&gt;La figura si avvicinò e disse &lt;&lt; Io non sono uno spirito, non sono di questo mondo, sono una cosa che ti porti dentro, sono qui per proporti un accordo&gt;&gt;&lt;br /&gt;Joshua comprese cos'era. Puzzava di vomito, era sporco di sangue. Era sporco... Arrancò verso la figura che continuava a ripetere le solite frasi. Ci passò attraverso, ed essa scomparve. Girovagò per le strade di Londra alla ricerca di suo fratello. &lt;br /&gt;La gente lo osservava con circospezione. Si vergognava di sé stesso in quell'istante. Tutto questo, però, non gli importava. Cercava suo fratello. &lt;br /&gt;La notte ormai regnava. Iniziava a temere per quella persona. Si sentiva collegato a lui, nonostante lo conoscesse da poco provava un sentimento di affezione, una certa compassione. Era vittima di un mondo crudele, di un destino beffardo che l'aveva spinto ad uccidere. Mentre camminava la sua testa era affollata da moltissimi pensieri. Voleva chiedere perdono ad Alex, a Lara e a tutti coloro che aveva fatto soffrire perché non accettava quella sofferenza: privazione, compassione  e rabbia. &lt;br /&gt;Vide una persona addormentata in una panchina... Era suo fratello. Si sedette vicino a lui... Non voleva svegliarlo, era così bello da addormentato... gli accarezzò i capelli. Si mise a piangere.&lt;br /&gt;Kami si svegliò, lo guardò intensamente... lo abbracciò. &lt;br /&gt;&lt;&lt; Dormirai nella mia casa...&gt;&gt;.&lt;br /&gt;Entrarono di soppiatto nel covo. Tutti dormivano. Lo portò in camera sua... Si spogliò di quegli abiti sporchi e puzzolenti... e andò sotto la doccia. Quell'acqua, e quella doccia divennero il lavacro del suo peccato. Pianse... era tutto finito, mentre l'acqua calda lo purificava, mentre l'acqua calda gli faceva male.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ritornò nella sua stanza con i pantaloni del pigiama e basta. Vide che suo fratello dormiva nel suo letto. Si distese per terra, e iniziò a dormire.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8681944419884473535-3156073333809402443?l=albatross89.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albatross89.blogspot.com/feeds/3156073333809402443/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8681944419884473535&amp;postID=3156073333809402443' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/3156073333809402443'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/3156073333809402443'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albatross89.blogspot.com/2009/09/racconto-su-un-mio-pg-di-maghi-il.html' title='Racconto su un mio pg di Maghi il risveglio'/><author><name>Andrea Piccolo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03258174907589240997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_Q9VrNdTgT84/Sz-hUDrqJEI/AAAAAAAAAKc/khgzHWvF41k/S220/6818_1236564557401_1327831648_1994558_7970330_n.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8681944419884473535.post-3118305242262041889</id><published>2009-08-30T10:04:00.001-07:00</published><updated>2009-08-30T10:04:43.262-07:00</updated><title type='text'>Turpe mentali</title><content type='html'>Ieri pomeriggio ho passeggiato per il solito percorso con il mio cane. Nulla di strano in quest'azione quotidiana, se non fosse che durante questo arco di tempo, scandito dai miei passi privi di periodo e di ordine, ho iniziato a pensare. &lt;br /&gt;E' bello pensare, rilfettere, collegare... a volte vorrei essere abbastanza intelligente per dar valore a ciò che penso, o per essere sicuro che quel che penso abbia un valore e che dunque non sprechi tempo inutile quando, mentre deambulo m'immergo nella mia mente nuotando in modo asincrono con il mondo circostante in cui agisco concretamente. Mentre ero in questa sorta di trance sono stato avvolto in modo repentino da molte emozioni, per lo più arcane, misteriose e quindi inquietanti. Al di là dei pensieri autolesionistici che mi rivolgo e che lasciano poca speranza al mio avvenire ho notato che a volte ho la tendenza di narrarmi. &lt;br /&gt;Non mi vedo come un "io", bensì come un oggetto, interpreto le mie emozioni e tutto ciò che provo dall'esterno... Per esempio, durante quella passeggiata mi sono intristito, perchè pensando certe cose è inevitabile sentirsi frustrati, allora pensando al fatto che ero triste ho pensato ad una persona che dicesse per me che ero triste.  E' qualcosa che a volte non sopporto, e mi fa innervosire. E' inutile che mi si dica che non si può comandare il come pensare, questo modo di esprimere ciò che riguarda sè stessi è qualcosa che ritengo un pò malata. Ho paura di essere narcisista, oppure sono talmente dipendente dalla parola altrui da immaginarmi come un riflesso creato da loro. Il problema di queste due situazioni è che il mio modo di essere non è carattegorizzabile in queste cateogire, perchè? Se fossi narcisista non proverei attrazione sessuale verso gli altri, se, invece, fossi plagiato da ciò che potrebbero pensare o pensano di me sarei più aperto alle critiche. In ogni caso, anche se cercassi di trovare una ragion d'essere a come sono, e per quanto io mi sforzi in questo futile tentativo, non riesco a trovare una risposta definitiva alla domanda essenziale di tutto questo, che seppur non l'abbia introdotta, mi pare una logica conseguenza a ciò che sto cercando di fare: Io sono o non sono? Non è una domanda cartesiana, non è qualcosa di metafisico, ma è una domanda lecita. Sono vero, o sono falso? Quanto di quello che provo, o di quel che penso, di quel che vorrei, sono realmente imputabili alla mia pulsione? Cosa devo fare per cercare quel che realmente mi motiverebbe di proseguire verso un futuro, verso la voglia di vivere che tanto desidero, che tanto agogno. &lt;br /&gt;Come ripeto spesso, io desidero ardentemente vivere con passione la mia vita. Leggere attivamente, studiare attivamente, fare attivamente. Sembra un obbiettivo nobile per un ragazzino della mia età - ho solamente due anni, perdonatemi se mi sono svegliato così in ritardo -, però è difficile, perchè a volte ciò che si desidera fare, ciò che si vuole portare avanti potrebbe essere solamente uno sfogo isterico e estetico. Io voglio imparare la grammatica. Perchè? Perchè dopo posso avere nel mio curriculum vitae questo, voglio imparare a nuotare in modo sincrono con un altro essere umano. Perchè? sempre per la stessa ragione di prima. Qual'è la differenza tra bulimia di vita, e voglia di vivere? Qual'è la differenza tra vivere e possedere dei momenti? E' difficile, realmente difficile discriminare, perchè nell'ottica che mi è stata propinata sin da bambino, nell'ottica della mia realtà sociale conta il fine dell'azione, non l'azione in sè. Se desidero intraprendere un percorso, devo tenere a mente il fine di esso. E' impensabile vagare per il mondo, senza una precisa meta, se non il vagare stesso. Qualcuno di voi dirà, ma alla fine anche il vagare fine a sè stesso ha un fine, io posso rispondere che la retta matematicamente parlando può essere interpretata come una circonferenza degenere, o altre simpatiche cose. Comunque, tornando al discorso di prima. Se devo iniziare qualcosa io mi immagino alla fine del percorso, ma questo di per sè rende vana l'azione, e il vissuto, che senso ha scrivere un libro immaginando l'inizio e il finale? Perchè c'è questa mentalità in me? Io non la voglio, preferirei non possederla. &lt;br /&gt;Io esisto per il fine? O esisto per esistere? Sono domande inutili, possono sembrare formalmente sbagliate, ma alla fine mi fermano. A volte penso che cerco la sincerità del mio essere, però è brutto doverla cercare in un groviglio di narcisimo, è difficile cercarla in un mondo in cui essere qualcosa, equivale in automatico essere giudicati e perseguitati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attualmente sto cercando di migliorarmi nei rapporti sociali, ovvero seguendo un principio base, ma alla fine penso che sia sempre difficile, è difficile saper cosa dire o fare. Da un lato voglio aiutare, è un mio sincero desiderio, sia egoistico che umano, aiutare, ma dall'altro sono totalmente incapace di consolare, perchè non mi piacciono le frasi di circostanza, non mi piace dipingere la realtà sotto un ottica positiva. Perchè per aiutare una persona devo mentirle? Perchè? Sono stato accusato di essere stato indelicato, di essere molto insensibile, però, ho cercato di aiutare... Se non si è capaci di fare, è meglio non tentare? Ma mi sembra un controsenso, ma alla fine è quello che molte persone mi stanno dicendo implicitamente, senza mezzi termini, senza essere capaci di comprendere che se non si tenta, o si rimane fermi in un rapporto rende questo stesso una sorta di coppia di specchi. &lt;br /&gt;Forse sono diretto, anzi lo sono, però non comprendo... Ritengo che l'essere sinceri sia una virtù rara, dannata e bellissima. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La settimana scorsa ho incontrato un giovane professore, mentre eravamo fuori dalla sua macchina ad osservare gli enormi stabilimenti di Paiuscato, mi ha detto una frase su cui riflettere. Noi siamo corpo, o possediamo il corpo? Qual'è la differenza? A ciascuna la sua opinione.&lt;br /&gt;In ogni caso il percorso che mi sono scelto è banale, e comunque mi risulta impossibile, il che mi fa innervosire e pone un velo dubbioso sul mio esistere, sulla mia persona...&lt;br /&gt;ma va beh, vi lascio questo post sgrammaticato, insulso e dannatamente pippa, adieu .&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8681944419884473535-3118305242262041889?l=albatross89.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albatross89.blogspot.com/feeds/3118305242262041889/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8681944419884473535&amp;postID=3118305242262041889' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/3118305242262041889'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/3118305242262041889'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albatross89.blogspot.com/2009/08/turpe-mentali.html' title='Turpe mentali'/><author><name>Andrea Piccolo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03258174907589240997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_Q9VrNdTgT84/Sz-hUDrqJEI/AAAAAAAAAKc/khgzHWvF41k/S220/6818_1236564557401_1327831648_1994558_7970330_n.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8681944419884473535.post-8435802657710471269</id><published>2009-07-10T03:19:00.001-07:00</published><updated>2009-07-10T03:25:47.641-07:00</updated><title type='text'>Il collezionista di Tempo</title><content type='html'>Oggi ho riaperto il mio libro di matematica delle superiori. Ho sentito un vuoto immenso. Sfogliandolo svogliatamente con sguardo perso nelle nozioni ivi scritte ho notato molti argomenti che non abbiamo trattato al tempo. Quante cose non ho fatto in passato. So che il passato è morto, sepolto e non si può riesumare, però, vedere l'analisi dei numeri complessi, l'algebra lineare, i vettori, scritti su un libro che definivo a priori, per evitare il peso della   fatica, idiota, mi ha fatto ripensare al problema di fondo di tutto questo mio processo di crescita:  l'assoluta incapacità di strozzare il destino con le mie mani... Ora, pensando a quegli argomenti mi viene la pelle d'oca, vorrei avere la volontà, il tempo e l'intelligenza per prenderli uno ad uno e impararli, divenire tutt'uno con quello che studio, comprendere e andare oltre alle parole scritte. E' un desiderio idiota, ma è in generale è il mio bisogno di sentire pienamente quello che sto vivendo. Sentimento che non provo normalmente. &lt;br /&gt;Mi perdo nei miei sogni, sono un narratore di illusioni , ma è tempo di prendere in mano la situazione... il problema è riuscire a scoprire come fare. Scoprire come realizzarsi, come esprimersi. Volgendo uno sguardo nel mio passato apatico, non posso non negare che sia migliorato un bel po'. Un tempo non avrei ammesso tutti i miei errori, e non sarei neppure giunto alla volontà sincera di vivere quel che faccio, e costruirmi una vita piena e di fatiche. Forse non ho le spalle adatte per questo onere che mi voglio prendere, però, non posso neppure attendere che il tempo trasformi delle ossa rachitiche in archi marci. &lt;br /&gt;Come ho deciso all'inizio di quest'anno, devo assolutamente vincere la battaglia contro quello che è il mio vero male: l'odio assoluto verso me stesso. La totale rassegnazione verso la mia persona- Ho investito poco su questo progetto, e ho creato sogni collaterali che mi facevano fuggire da questa unica e vera battaglia. L'amarsi... è difficile, però non credo che sia il peso più grande possibile, ma per quanto triste ammetterlo è l'unica cosa che forse mi blocca. L'aver paura di impegnarsi perchè ci si considera a priori un fallito non è qualcosa di veramente auspicabile, soprattutto per una persona come me che ha come sogno quello di diventare maturo, indipendente, una colonna per le altre persone, e soprattutto libero dalla monotonia che ha afflitto e continua ad affliggere il suo tempo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sto pensando di scrivere un racconto molto lungo, ecco il titolo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il collezionista di Tempo &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1)Una giornata indimenticabile&lt;br /&gt;2)La fuga &lt;br /&gt;3)Il tempo perduto&lt;br /&gt;4)Il Viandante &lt;br /&gt;5)Le bambole senza nome&lt;br /&gt;6)La Strega e il Viandante &lt;br /&gt;7)Il signore dell'oblio &lt;br /&gt;8)Il collezionista del tempo&lt;br /&gt;9)Le due memorie&lt;br /&gt;10)La fuga dell'oblio&lt;br /&gt;11)La fuga da una realtà frammentaria&lt;br /&gt;12)Tessere una tela &lt;br /&gt;13)Il viandante ritorna a narrare&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8681944419884473535-8435802657710471269?l=albatross89.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albatross89.blogspot.com/feeds/8435802657710471269/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8681944419884473535&amp;postID=8435802657710471269' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/8435802657710471269'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/8435802657710471269'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albatross89.blogspot.com/2009/07/il-collezionista-di-tempo.html' title='Il collezionista di Tempo'/><author><name>Andrea Piccolo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03258174907589240997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_Q9VrNdTgT84/Sz-hUDrqJEI/AAAAAAAAAKc/khgzHWvF41k/S220/6818_1236564557401_1327831648_1994558_7970330_n.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8681944419884473535.post-2384606928831261977</id><published>2009-07-09T04:53:00.000-07:00</published><updated>2009-07-09T04:54:10.236-07:00</updated><title type='text'>Betulla</title><content type='html'>Mah... Cerco l'amore, ma effettivamente non dovrei pormi il problema... alla fine chi ama, ha le potenzialità di essere amato, invece, per quanto mi riguarda queste potenzialità non riesco a trovarle in me.&lt;br /&gt;Mi aspetta una vita nella solitudine, e il fatto che sia dipendente da questo desiderio mi rende molto idiota, dovrei smetterla, cercare sesso ogni tanto, farla finita con i sogni, morire e diventare una creatura terrestre. Il cielo non fa per me, non riesco a controllarmi, il cielo è una droga che mi impedisce di vedere ciò che non va' in me: alla fine sono tante cose. Troppe, e non so come pigliarle per nome. Non so mai da che parte iniziare, ed è infinitamente triste accorgersi di avere delle radici marce, quando si è già una betulla avviata alla crescita. &lt;br /&gt;Forse è questa casa, questa vita monotona, e tutto quel che mi sta attorno, ma alla fine lo scenario, di per sé non conta, semplicemente conta chi può plasmare lo scenario. Io ho mai cercato di diventare un narratore? No, ho cercato qualcosa in me, però l'ho cercata in funzione del contesto in cui sono vissuto, e seppur in questo tragico palcoscenico regni la noia, l'incapacità di vedersi come mondo, e non come attore in un teatro di parole e di racconti personali è stato un mio grande peccato. &lt;br /&gt;A chi devo rimettere i miei debiti in un mondo senza Dio, chi è Dio? Forse sono cristiano e non me ne rendo conto, ma alla fine rimetterli a persone esterne è come rifiutare la propria responsabilità. Alla fine Dio, gli altri – entità che generalizzo a priori, ma di cui non mi importa nello specifico – non sono manifestazione di una personalità incapace di affrontare il problema di fondo, cioè sé stesso? Conosco la risposta, e devo ammettere che questa risposta è vera. Ma a volte penso di essere un perenne bugiardo, e non so do da dove iniziare a prendere il filo d'Arianna per arrivare alla mia vita, alla mia personalità, o comunque all'entrata di questa grotta scavata con le unghie di piombo.&lt;br /&gt;Dio non esiste, come non esiste quell'entità generalizzata chiamata altro. Sono capri espiatori, e alla fine se non sto attento posso rendere anche me stesso un capro, in una sorta danza schizzofrenica. Come posso dare la colpa a me stesso, creando in me stesso un capro? Separando le mie personalità, oppure, costruirmi un immagine di me perversa, insulsa, a cui riversare la colpa della mia attuale situazione? Credo che la seconda immagine corrisponda alla realtà, e per quanto sia deprecabile,  alla fine è quello che sto facendo nell'ultimo anno. Io sono debole, sono quello, sono stupido, e brutto.&lt;br /&gt;L'immagine che mi sono costruito è il mio capro espiatorio, sostituto di un Dio morto, e di un concetto dell'altro che si è perso nella frammentazione delle personalità incontrate fino ad ora.  Allora come posso guarire da questa situazione, come posso prendere l'antidoto della cicuta che io stesso ho bevuto per mia spontanea volontà ? Dov'è? Devo trovarli nei miei sogni, nelle mie aspirazioni? Ma se quello che vorrei essere lo contrappongo al mio io capro, non è come contrapporre la figura di un santo a quella di un peccatore, per far risaltare la santità di uno, e il malvagità di un altro?&lt;br /&gt;Dov'è la soluzione? Non lo so, magari questi problemi sono soltanto il parto di una mente astratta, troppo poco terrena. Devo cercare ciò che mi lega a questo pianeta, e vivere qua, ma devo ancora trovarlo, e non ho voglia di uscire da queste quattro mura, come se fossi un carcerato che non ha più speranze, non ha più pulsioni... &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Devo trovare il cielo in cui si perde il mio sguardo, oltre quelle montagne in cui voglio dimorare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parlando di cose concrete. Ultimamente sto ripensando di fare il servizio civile, però, ho paura di dimenticarmene, oppure, semplicemente aver paura di non poter essere in grado di farlo, spero di riuscirci, magari potrei abitare a Padova, che cosa bella sarebbe. &lt;br /&gt;Ho preso 30 in geografia fisica, e ho conosciuto una bella persona. L'ultimo ragazzo che ho cercato di frequentare naturalmente non gli ne frega niente di me, che strano? Il mio migliore amico si è innamorato di una persona di cui ho parlato in questo blog. Tutto si ripete pacatamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ramoscello snello, ombra ad ombrello&lt;br /&gt;terreno secco, vicino ad un fiume.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8681944419884473535-2384606928831261977?l=albatross89.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albatross89.blogspot.com/feeds/2384606928831261977/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8681944419884473535&amp;postID=2384606928831261977' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/2384606928831261977'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/2384606928831261977'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albatross89.blogspot.com/2009/07/betulla.html' title='Betulla'/><author><name>Andrea Piccolo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03258174907589240997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_Q9VrNdTgT84/Sz-hUDrqJEI/AAAAAAAAAKc/khgzHWvF41k/S220/6818_1236564557401_1327831648_1994558_7970330_n.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8681944419884473535.post-5283394833006045997</id><published>2009-06-21T02:38:00.000-07:00</published><updated>2009-06-21T02:58:49.416-07:00</updated><title type='text'>Piccole ricadute</title><content type='html'>Ridere, ridere, ridere ancora&lt;br /&gt;Ora la guerra paura non fa&lt;br /&gt;Brucian le divise dentro il fuoco la sera&lt;br /&gt;Brucia nella gola, vino a sazietà&lt;br /&gt;Musica di tamburelli fino all'aurora,&lt;br /&gt;Il soldato che tutta la notte ballò&lt;br /&gt;Vide fra la folla quella nera signora,&lt;br /&gt;Vide che cercava lui e si spaventò....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Soldato:&lt;br /&gt;"Salvami, salvami, grande sovrano,&lt;br /&gt;Fammi fuggire, fuggire di qua,&lt;br /&gt;Alla parata lei mi stava vicino&lt;br /&gt;E mi guardava con malignità..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sovrano:&lt;br /&gt;"Dategli, dategli un animale&lt;br /&gt;Figlio del lampo, degno d'un re&lt;br /&gt;Presto, più presto, perchè possa scappare&lt;br /&gt;Dategli la bestia più veloce che c'è..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Soldato:&lt;br /&gt;"Corri cavallo, corri, ti prego,&lt;br /&gt;Fino a Samarcanda io ti guiderò&lt;br /&gt;Non ti fermare, vola, ti prego,&lt;br /&gt;Corri come il vento, che mi salverò...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oh oh, cavallo,&lt;br /&gt;Oh oh, cavallo&lt;br /&gt;Oh oh, cavallo&lt;br /&gt;Oh oh, cavallo&lt;br /&gt;Oh oh...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fiumi, poi campi, poi l'alba era viola&lt;br /&gt;Bianche le torri che infine toccò,&lt;br /&gt;Ma c'era tra la folla quella nera signora&lt;br /&gt;Stanco di fuggire, la sua testa girò..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Soldato:&lt;br /&gt;"Eri tra la gente nella capitale&lt;br /&gt;So che mi guardavi con malignità&lt;br /&gt;Son scappato in mezzo ai grilli e alle cicale,&lt;br /&gt;Son scappato via,ma ti ritrovo qua?!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Signora:&lt;br /&gt;"Sbagli, t'inganni, ti sbagli, soldato,&lt;br /&gt;Io non ti guardavo con malignità&lt;br /&gt;Era solamente uno sguardo stupito,&lt;br /&gt;Cosa ci facevi l'altro ieri là?&lt;br /&gt;T'aspettavo qui, per oggi, a Samarcanda&lt;br /&gt;Eri lontanissimo due giorni fa,&lt;br /&gt;Ho temuto che per ascoltar la banda&lt;br /&gt;Non facessi in tempo ad arrivare qua..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Soldato:&lt;br /&gt;"Non è poi così lontana Samarcanda,&lt;br /&gt;Corri cavallo, corri di là,&lt;br /&gt;Ho cantato insieme a te tutta la notte&lt;br /&gt;Corri come il vento che ci arriverà..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oh oh, cavallo&lt;br /&gt;Oh oh, cavallo&lt;br /&gt;Oh oh, cavallo&lt;br /&gt;Oh oh, cavallo&lt;br /&gt;Oh oh...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bellissima canzone...&lt;br /&gt;Cioè, mi intrippa sempre un casino ascoltarla, e ad essa è associata una interrogazione meravigliosa d'inglese. Ieri ho raccontato questa mia esperienza ad un ragazzo, ma evidentemente non gli interessava. Incidenti di percorso. &lt;br /&gt;Mi sento un incidente di percorso, una piccola parentesi insulsa che si staglia su questo mondo. Tutte le parole che scrivo non hanno significato, come del resto tutta la esperienza che mi reco sul mio groppo. Alla fine reinterpreto tutto, è tutto falso, forse ho paura di ammettere a me se stesso di essere stupido, però me lo urlo nella convinzione che questo copra la realtà. &lt;br /&gt;Mi sento circondato da persone più dotate di me, e sento il peso della legge naturale, di solito i deboli vengono lasciati indietro a morire nel deserto. Sono così crudele? Solo con me stesso, perchè io mi considero stupido, e sento che non ho tempo per rimediare. Perdo tempo, perchè sono smemorato, disattento, in un marasma di avvenimenti che innesco io perchè voglio mangiare più veloce possibile, come se mi inseguissero. La fine cavalca velocemente... ma perchè sono così? non ne ho motivo, però lo sono, e non comprendo quale sia la soluzione a tutto questo, perchè non è nato da un problema concreto... cioè, non sono sicuro di niente, vorrei tanto essere sicuro, ma non ce la faccio, sono veloce e disattento dunque ho paura di lasciarmi indietro qualcosa, mi dimentico dei miei progetti, dunque è come se non li avessi mai fatti, che non avessi tensioni per il futuro, il mio futuro viene immaginato, e si ripresentano fatti vecchi come il mondo... &lt;br /&gt;Tutto è statico, non cambia nulla, ho paura di non sentire il bisogno di cambiare e questo mi fa schifo, come mi fa schifo il solo fatto di essere me stesso, di non avere qualcosa di me che possa realmente condividere, e che per farlo debba essere forzato, mi dà fastidio. &lt;br /&gt;Tutto mi dà fastidio, il fatto che debba sempre inventare, mentire per rendermi interessante. Mi fa paura tutto ciò che penso, perchè non so se siano qualcosa di estetico per descrivermi ed autoconvincermi di una personalità forte, oppure qualcosa che realmente penso, a volte vorrei sfogarmi, litigare, tirare fuori tutto quello che ho dentro di me, vomitarlo verso qualcuno, ma non ce la faccio, perchè non porto rancore, solo indifferenza. Vorrei andare da mia sorella e chiedergli di starmi a sentire e smontarmi...&lt;br /&gt;mah&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8681944419884473535-5283394833006045997?l=albatross89.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albatross89.blogspot.com/feeds/5283394833006045997/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8681944419884473535&amp;postID=5283394833006045997' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/5283394833006045997'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/5283394833006045997'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albatross89.blogspot.com/2009/06/piccole-ricadute.html' title='Piccole ricadute'/><author><name>Andrea Piccolo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03258174907589240997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_Q9VrNdTgT84/Sz-hUDrqJEI/AAAAAAAAAKc/khgzHWvF41k/S220/6818_1236564557401_1327831648_1994558_7970330_n.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8681944419884473535.post-5225643414700163059</id><published>2009-06-12T11:44:00.001-07:00</published><updated>2009-06-12T11:44:52.119-07:00</updated><title type='text'>Post casuale</title><content type='html'>La gentil signora stava seduta in una piccola panchina abbandonata nella solitudine. Dava da mangiare a dei bellissimi piccioni, i quali volarono non appena stesa sulla panchina, la donna esalò il suo ultimo respiro. La morte arrivò danzando sopra una foglia, prese la mano della fanciulla, ormai ringiovanita e la portò con sé. Salutarono i piccioni, gli approfittatori che non vollero rimanere al suo funerale, e la Morte con garbo se li portò con sé. &lt;br /&gt;Che dire, è da un po’ che non aggiorno il blog, per una ragione, o per un'altra il blog è passato in ultimo piano, diciamo che molti avvenimenti privi di significato hanno fatto prendere una diversa piega alla mia esistenza. Continuo a cercare me stesso in un pagliaio fatto di spilli.&lt;br /&gt;Sono un po’ privo di volontà, è un ammissione, oppure sono privo di concentrazione, però punto per un misto dacché è impossibile per me determinare quale sia effettivamente il vero. A volte attendo danzando la morte, ma lei è molto volubile, come il mio animo, così ho deciso di lasciarla, e riprovare con la vita. L’ho presa, abbracciata, e baciata. Un tempo, quasi un mese fa, c’eravamo lasciati dopo un rapporto sessuale andato male. Sapete, quando una persona è impaziente, vuole scaricare tutto il suo vigore, e durante l’amplesso, egoisticamente non si accorge di spezzare ciò che gli è caro, e quando se ne accorge, vedendo il volto piangente di quella figura amata, si convince di non amarla e se ne và per contrade lontane. Per proteggerla? O per egoismo. A me la scelta di scoprire per qual ragione.&lt;br /&gt;Dopo aver visto i piccioni danzare insieme alla signora anziana morta davanti alla mia stanza, non ritengo interessante la morte: danza male, segue un ritmo tutto sì, mentre mi ricordo che con la vita ci si poteva fare qualsiasi cosa, bastava accordarsi, mettersi in una sala vuota, e riempirla con i gesti per imparare la danza. Alla fine basta prendere la mano, accarezzarla, e iniziare lentamente quella danza. Poi dopo aver imparato il suono di quella determinata musica, s’inizia con un altro simpatico ritmo, si va lentamente in camera da letto, ci si spoglia lentamente, in modo tale che ogni attimo sia dilatato, si esprima per sé stesso, in modo tale che esso sia assaporato, sentito annusato nel profondo; poi non appena si è nudi, si vede la vita come si vuole. La si può vedere come un bel uomo, come un uomo magro, dalla pelle color olivastro, dalla barbetta incolta e virile nel petto. Lo si può toccare lentamente. Lo si sfiora, poi lo si guarda negli occhi. Si annusa il collo, si sente quell’odore caratteristico, quello che si sente non appena si entra in casa di un proprio conoscente. Si annusa la vita, poi lentamente si tocca il fianco, e si cercano le labbra, ma non si vuole baciare, si vuole sfiorare quelle labbra leggiadre, simpatiche e poi, infine, lentamente la passione si accende e i palpeggi, le emozioni e tutto ciò che ad esse sono collegate diventano concretezza: inizia l’amplesso sessuale passionale. Inizia la vita sospesa nel dolore del piacere del sesso.&lt;br /&gt;Intanto, vi starete chiedendo che fine fece la signora, la morte e i piccioni. Volarono lontano ballando, librandosi nelle nubi cercando altre persone. Un giorno tutti danzeranno attorno alla morte, e tutti seguiranno il ritmo che il vivere bene gli ha impresso nella mente. La solitudine è un male, ma ha insegnato alla signora a parlare con i piccioni, ad essere gentile con la natura e parlare con sé stessa. Per questo la morte capendo che il suo ballo, seppur inevitabile era accettato ma non eseguito anche nella morte, prese il largo e andò verso l’eternità e portò con sé molti altri lasciandoli liberi di credere e amare ciò che volevano. &lt;br /&gt;Ho incontrato un ragazzo, spero che possa nascere qualcosa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8681944419884473535-5225643414700163059?l=albatross89.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albatross89.blogspot.com/feeds/5225643414700163059/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8681944419884473535&amp;postID=5225643414700163059' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/5225643414700163059'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/5225643414700163059'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albatross89.blogspot.com/2009/06/post-casuale.html' title='Post casuale'/><author><name>Andrea Piccolo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03258174907589240997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_Q9VrNdTgT84/Sz-hUDrqJEI/AAAAAAAAAKc/khgzHWvF41k/S220/6818_1236564557401_1327831648_1994558_7970330_n.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8681944419884473535.post-513793185039505261</id><published>2009-04-19T01:44:00.000-07:00</published><updated>2009-04-19T01:47:48.169-07:00</updated><title type='text'>Inventare un curriculum</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_Q9VrNdTgT84/SerlGXbsZhI/AAAAAAAAAIk/j3p7ECZUowU/s1600-h/0.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 176px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_Q9VrNdTgT84/SerlGXbsZhI/AAAAAAAAAIk/j3p7ECZUowU/s320/0.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5326321406851180050" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;“Davanti a me. C’è un'altra vita, la nostra è ormai già finita, e nuovi notti, e nuovi giorni…” Lucio Battisti, Pensieri e Parole…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eh, ritorno a scrivere in questa piccola mattina. Come al solito il mio progetto di svegliarmi presto e quindi mettermi in moto rapido sin da quel momento è fallito, forse il bere troppo caffè, o altre sostanze doppanti durante il giorno mi impedisce di avere un sonno denso e compresso, rimedierò in un futuro prossimo. &lt;br /&gt;Allora… Ho deciso. La persona che amerò, dovrà trovare una persona che si ama, e che vuole vivere, vitale. Ho deciso, quindi, di lavorare su me stesso come non mai, e anche se ci vogliono dieci anni prima che io diventi una persona amabile, perché ama sé stessa, devo accettare questo dato di fatto. &lt;br /&gt;Per portare avanti questo progetto devo innanzitutto diventare indipendente, cioè trovarmi un lavoro e farlo; devo continuare le attività sportive; devo trovarmi un interesse; e soprattutto devo andare bene all’università. &lt;br /&gt;I risultati, o comunque il corrispettivo positivo che mi danno essi, sono necessari per andare avanti. &lt;br /&gt;Devo anche decidere quale sarà il mio ruolo del mondo a partire da adesso, un tempo aspettavo il futuro, ora devo prenderlo di forza e gettarlo in strada dalla finestra del suo monolocale al quinto piano. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Primo punto: Trovare Lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché? Per essere indipendente e formarmi ad una vita attiva e piena di responsabilità. Essere ancora legati ai genitori, in ogni caso è sbagliato, dovrei, appunto, prendermi le mie responsabilità e essere io l’artefice di ciò che mi circonda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come fare? Prendermi la patente prima di tutto. Scrivere, o inventare, un curriculum, visto che è da due anni che mi dicono che sono senza esperienza, e che non me la danno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo punto: Attività sportive &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Devo assolutamente iniziare di nuovo palestra, perché ne sento estremamente la mancanza, ma fin tanto che sono dipendente ai miei, non posso.&lt;br /&gt;Essere estremamente costante con focoleria sarà il mio nuovo scopo, e fare judo anche così finalmente potrò picchiare mio fratello. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Terzo Punto : Studiare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Studiare, studiare e studiare. Solo così avrò gli strumenti per essere libero, anche se sono infinitamente stupido, insulso, devo studiare per andare avanti. E devo decidere cosa mi interessa veramente. Anche se penso che meteorologia mi attizza assai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, passiamo al punto fondamentale: &lt;br /&gt;Inventare un Curriculum…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che non ho, è quello che non mi manca…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che mi manca, è appunto l’esperienza. Se ritornassi indietro nel tempo mi ucciderei di fatica, ma invece sono stato talmente coglione da essere depresso, tra l’emo e il depresso vero. Se mi fossi impegnato sin da subito avrei evitato di dover riprendere le fila della mia vita ora, che sta per finire. &lt;br /&gt;Ora, devo semplicemente impegnarmi e non pensare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’esperienza non la ho, potevo fare gli stage, ma al tempo non mi interessava fare archivista in una biblioteca…&lt;br /&gt;Sempre esperienza era.&lt;br /&gt;E’ da due anni che i datori di lavoro mi chiedono di avere come prerequisito l’esperienza, ma l’esperienza non ce l’ho, e non me la vogliono far fare, magari devo farmi sfruttare per un po’ da qualche idiota che vuole speculare un po’. Uno sfruttamento programmato in modo tale da poter avere qualcosa in cambio: l’esperienza di cui tutti parlano. &lt;br /&gt;Ora mi inventerò un curriculum, proverò in un piccolo ristorante nei pressi del ponte della torre, e poi vedrò cosa fare. &lt;br /&gt;In ogni caso  vi aggiornerò…&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8681944419884473535-513793185039505261?l=albatross89.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albatross89.blogspot.com/feeds/513793185039505261/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8681944419884473535&amp;postID=513793185039505261' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/513793185039505261'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/513793185039505261'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albatross89.blogspot.com/2009/04/inventare-un-curriculum.html' title='Inventare un curriculum'/><author><name>Andrea Piccolo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03258174907589240997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_Q9VrNdTgT84/Sz-hUDrqJEI/AAAAAAAAAKc/khgzHWvF41k/S220/6818_1236564557401_1327831648_1994558_7970330_n.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Q9VrNdTgT84/SerlGXbsZhI/AAAAAAAAAIk/j3p7ECZUowU/s72-c/0.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8681944419884473535.post-2324786381551637378</id><published>2009-04-17T01:48:00.000-07:00</published><updated>2009-04-17T02:01:20.888-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='vita'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='libertà'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='riflessioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gay'/><title type='text'>Stare nel mondo con coscienza</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_Q9VrNdTgT84/SehC9B6nC8I/AAAAAAAAAIc/ELomLSXtG-g/s1600-h/21.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 176px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_Q9VrNdTgT84/SehC9B6nC8I/AAAAAAAAAIc/ELomLSXtG-g/s320/21.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5325580175619328962" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Io sono alienato dal mondo, è un dato di fatto, molte persone che mi stanno intorno ormai l’hanno accettato. Non mi piace interessarmi a causa del mio essere sempre o troppo autoritario, oppure troppo plasmabile, in ogni caso non ho mezze misure, dunque preferisco rimanere in disparte fin quando non sono diventato abbastanza forte per avere una mia idea, e combattere per quella. &lt;br /&gt;Sono fortemente nichilista, ma non in senso filosofico, non mi inzuppo la bocca con termini che ho raspato nei testi di filosofia, ma in senso pratico. Ciò che è astratto, invero, non ha senso di esistere, perché non esiste. Non esiste né bene, né male, persino un omicidio può risultare secondo talune ottiche un bene, altrimenti ogni guerra si concluderebbe con immenso processo, il che succede soltanto quando si perde. Ironia della sorte si uccide, e forse si combatte per evitare il giudizio, nella convinzione di combattere per il giusto, e nella speranza di imporlo agli altri.&lt;br /&gt;Ieri sera, mentre stavamo in macchina io, Davide e M., per chiacchierare allegramente dopo un oretta passata insieme, M., con il suo vocione da camionista( non so, mi ispira questo estremo di virilità, nonostante lui sia magrolino, e tanto fragile al vedersi), disse che ha detto ad una ragazzina di tredici anni che era gay, per liberarsene. Visto che le ragazzine a 13 anni, ultimamente, o sono cretine, o sono puttane, questa gli rispose: “dio mio, fa che non sia così” tragedia greca inutile.&lt;br /&gt;Poi, sotto mio e di Davide consiglio, il ragazzo disse che era un modo per togliersela dalle palle. Al che arrivò la risposta del folletto malefico: “Ah per fortuna, vedere due uomini che si baciano, che schifo, io li odio, li sputerei in faccia” &lt;br /&gt;Che ragazzina dolce, tipica rappresentante della gioventù degenerata che si sta venendo a formare: priva di alcun senso critico, e senza alcun pensiero di quel che dice. Per fortuna l’ignoranza di una normativa di legge non salva il colpevole, bensì aggrava la sua posizione. Naturalmente, io come persona, che avrà le sue pare mentali, dissi che:" deficiente, meriterebbe che gli si venisse sputato in faccia." &lt;br /&gt;M. dice, saggiamente, che c’è la libertà della parola e di esprimersi. Beh, che bella cosa. Io credo assolutamente che si può dire qualsiasi cosa, però, dire e proferire cazzate tanto per dimostrare che si ha una falsa opinione sono due cose diverse. Una ragazzina andrebbe punita, o per meglio dire, andrebbe educata ad avere un po’ di senso critico. La libertà d’espressione non può essere appellata per difendere i deficienti, quando dicono menate, o quando bisogna offendere le minoranze: è assurdo. La libertà che ci è stata fornita ha dei limiti, e questi limiti fanno appello all’unico valore a cui bisogna credere in questo mondo, in cui non esiste un senso: la libertà di essere e di vivere, che si configura nella possibilità. Tutto ciò che impedisce di vivere e di essere è qualcosa di estremamente sbagliato. Io sono fortemente convinto di questo. Avere una libertà, un diritto, non comporta solo l’esercitazione passiva di questo diritto o libertà, ma anche una responsabilità. La bambina ha espresso un opinione idiota, per questo va in un qualche modo ripresa. Non lo dico per partito preso, qualunque opinione detta senza criterio va distrutta senza alcun riguardo per la persona, ma lo dico perché non si può appellare qualcosa per proteggere chi attacca qualcuno, è una mossa da perbenisti. Io dico un qualcosa A, la motivo, allora ha senso nel contesto in cui lo dico, se io dico B, non la motivo, e non ha senso nel contesto in cui vivo, cioè per l’appunto quello del rispetto assoluto delle identità personali altrui che non fanno niente di male alla società, dico una menata. Ma A non è uguale a B, A è motivata, ed è presumibilmente una opinione che sta addentro nel sistema in cui viene proposta. Equiparare una menata, con una opinione argomentata, logica e tutto ciò che ci sta dietro è altamente sbagliato e poco proficuo. Se dovessimo assumere che tutto ciò che si dice ha lo stesso “valore”, cioè nel senso che ha la stessa validità, anche le azioni possono essere prese sotto questo punto di vista, e bisognerebbe insegnare il creazionismo a scuola perché l’evoluzionismo, più sensato e logico, ha la stessa importanza. Lungi da me essere conservatore, lungi da me essere in qualche modo reazionario, bisogna essere sempre coscienti che non bisogna prendere certi diritti come assiomi, e se ci si ragiona, viene fuori un quadro estremamente simpatico in cui vivere. Sono fermamente convinto che il fossilizzarsi su opinioni sia sbagliato, ma per esprimere un senso di validità a ciò che si dice, bisogna necessariamente far riferimento al metodo scientifico, argomentativo.La scienza progredisce perché ad ogni teoria viene data una serie di dati e di sperimentazioni che giustificano la propria esistenza, non sono il frutto della fantasia di uno scienziato che prova tanto per a trovare il bosone, o altro. &lt;br /&gt;Io mi ritengo abbastanza liberale, ma a tutto c’è un limite, e il limite sta nell’appunto dare una motivazione concreta di quello che si dice. &lt;br /&gt;La bambina ha espresso una sua opinione, ma bisogna spiegarle tutto ciò che implica la sua posizione, e di quanto danno fa alla società il non considerare anche una sola minoranza, o schieramento politico, come appartenenti ad una categoria a parte. &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perchè&lt;br /&gt;rubacchiavano.&lt;br /&gt;Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perchè mi stavano antipatici.&lt;br /&gt;Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi&lt;br /&gt;erano fastidiosi.&lt;br /&gt;Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perchè&lt;br /&gt;non ero comunista.&lt;br /&gt;Un giorno vennero a prendere me e non c’era rimasto nessuno a protestare.&lt;br /&gt;Bertolt Brecht&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credo che sia così che si formi una gioventù preparata, e vorrei che mi fosse stata impartita questa educazione, eviterei di essere ottuso a volte.  Non me ne voglia M., ma sono fermamente convinto che non si vada avanti con questo perbenismo di fondo, e bisogni soprattutto considerare i diritti, come, innanzitutto, dei doveri. Così come il lavoro è un diritto, e un dovere al contempo, così devono essere tutti i diritti collegati. Infatti cercherò di dare il meglio di me all’università, perché lo studio è un diritto, ma è un dovere verso tutti coloro che me lo finanziano andare avanti. &lt;br /&gt;Ah, mi ritengo un comunista, ovvero un sinistroide, ma so riconoscere le menate che dicono molti. Figli miei, rimanete fedeli alla TERRA, non andate a prendere in altri la vostra guida, ma siate artefici del vostro destino. Un giorno durante l’assemblea universitaria, un mio caro compagno di corso, in relazione al fatto che le maestre hanno portato con loro i pupi, ha detto :” io seguirei i miei insegnati in capo al mondo, anche se non avrei coscienza, perché loro sanno che cosa è giusto” Al di là che sono sempre stato d’accordo con l’opinione comune del mondo dello studio, ma questo commento è un modo artistico per dire immoliamo ciò che ha come primo obiettivo la scuola primaria, e secondaria italiana: insegnare il senso critico e il metodo di analisi della realtà. Lo si sgozza, e lo si distrugge rapidamente, per Diana. Il dovere dell’insegnante non è dire cosa è giusto e cosa è sbagliato, anche perché qui ci sarebbe da dibattere, ma è di dover dire innanzitutto come si trova il nostro giusto, e il nostro sbagliato, nei limiti detti sopra, cioè dell’inattacabilità dell’essere e della possibilità di essere( questo si incarna nel modo di studiare, e di analizzare un problema proposto). Con questo ragionamento sembra che sia la guida a sintetizzare il popolo ed ad essere popolo: il che si configura, inevitabilmente, a mio parere, che lei fa giusto, ma quando fa sbagliato solo lei, questa guida, è lei a prendersi le responsabilità. E’ un ragionamento un po’ idiota. Bisogna farsi un idea di quello che è il problema, prima di prendere posizione, e ci si può ritrovare in un insieme che la pensano in modo similare. L’istruzione prepara all’università, al lavoro, MA SOPRATTUTTO A STARE NEL MONDO CON COSCIENZA, è per questo che chi ha voluto che fosse un diritto/obbligo/ dovere l’ha concepito in tal maniera. Anche Enrique ha fatto un discorso del genere, riguardo al seguire una persona saggia. Ma io preferisco trovare appoggio quando serve, nell’esperienze altrui, ma poi diventare il saggio di me stesso, non essere vincolato ed essere libero e responsabile. &lt;br /&gt;Adieu &lt;br /&gt;Ps: l’ho scritto di getto, spero che si capisca tutto quello che ho scritto, e che sia scritto bene.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8681944419884473535-2324786381551637378?l=albatross89.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albatross89.blogspot.com/feeds/2324786381551637378/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8681944419884473535&amp;postID=2324786381551637378' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/2324786381551637378'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/2324786381551637378'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albatross89.blogspot.com/2009/04/stare-nel-mondo-con-coscienza.html' title='Stare nel mondo con coscienza'/><author><name>Andrea Piccolo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03258174907589240997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_Q9VrNdTgT84/Sz-hUDrqJEI/AAAAAAAAAKc/khgzHWvF41k/S220/6818_1236564557401_1327831648_1994558_7970330_n.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Q9VrNdTgT84/SehC9B6nC8I/AAAAAAAAAIc/ELomLSXtG-g/s72-c/21.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8681944419884473535.post-3550019591757236371</id><published>2009-04-16T06:41:00.000-07:00</published><updated>2009-04-16T06:43:14.070-07:00</updated><title type='text'>Giorni densi. Vecchio errante sotto una piccola luna fatta di ricordi</title><content type='html'>Due giornate perse in riflessioni ed in osservazione &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cercherò di scrivere nel modo migliore che mi è concesso dal mio cervello, un po’ insano, mesto e stupido. &lt;br /&gt;In questo post cercherò d’intersecare ciò che mi è successo a Pasquetta, a ciò che ho vissuto intensamente in questi due giorni grazie alla lettura di un libro prestatomi da Francesco; spero di non risultare banale, o quanto meno, vorrei essere comprensibile: a volte la gente non comprende come scrivo, e me ne dispiace, forse non mi sono mai impegnato per esprimermi a dovere, forse dovrei farlo, in ogni caso lotterò per questo piccolo obiettivo. &lt;br /&gt;Cosa significa essere sinceri? A volte me lo chiedo dopo aver mentito, e dopo aver detto la verità: perché anche dopo aver detto la verità? Sono abituato ad indossare maschere per evitare il dolore, dunque tutto quel che ho fatto potrebbe essere frutto di una malsana scena teatrale, dopo anni in cui convivo con l’impossibilità di dare me stesso senza poter essere ucciso per quel che sono, e non parlo di omosessualità, sia chiaro, ho preso l’abitudine di mentire. Mentivo quando andavo a giocare a D&amp;d, perché lo ritenevo un hobby per sfigati, e avevo timore che mio fratello mi prendesse in giro anche per quello, avevo timore di domandare qualcosa, perché credevo che fosse sintomo di stupidità, infatti ora mi ritrovo con una mentalità semi infantile, in un corpo di diciannovenne. Mentire è stato lo schermo che mi ha permesso di sentirmi meno in colpa nel fare determinate cose, che ritenevo sbagliate per i più; da quelle sciocchezze al resto c’è voluto poco. Cosa significa essere sinceri? Dire la verità. Ma dov’è la verità, se non in un continuo opprimere gli altri, e un continuo dare sé stessi a gente di cui non ti fidi? &lt;br /&gt;Era pomeriggio. Il sole scagliava i suoi raggi su quel piccolo parcheggio immerso nel fango, e nella terra secca. Io, Francesco e Diego stavamo aspettando di andar a pagar il biglietto per entrare allo Zoo, era pasquetta. Naturalmente evitai di dire che ero andato allo Zoo, mi sarebbe toccato sorbire le duemila domande disinteressate e da persona possessiva di mia madre. Il sentirmi dire che potevo essere controllato mi rende, sempre, paranoico, perché non mi fido di quelle persone, perché, nonostante tutto, non mi hanno mai voluto vedere per quel che ero, anzi mi hanno imposto sempre un ruolo: quello del debole, quello del maldestro, incapace di parlare, incapace di auto-gestirsi. Non mi fido, e se gli avessi detto che andavo allo zoo, anche se mi avrebbe lasciato, avrebbe iniziato a sospettare, e il fatto che inizino ad indagare, controllarmi, a partire dall’informazione del passaggio, mi avrebbe dato fastidio. Naturalmente secondo la legge di Murphy intravidi i miei parenti: mia cugina, suo marito e quei bambini a loro seguito. Mandai un messaggio riparatore e tutto si concluse lì. Francesco mi invitava a prendermi le responsabilità delle mie azioni, il che è veramente da uomo saggio, ma ho paura di dire la verità in qualsiasi contesto, se non con gli estranei, o con gli amici, in famiglia non riesco a fidarmi, ho sempre paura. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giulia: “Beh, con mia madre potrei parlare di tutto, è una tipa abbastanza aperta. Anche se non ho problemi di quel genere, credo che capirebbe.”&lt;br /&gt;Io:” Io credo di no, ho paura che quella poca libertà che ho, già insufficiente per una persona della mia età, e come me, mi sia tolta” &lt;br /&gt;Libertà non mia, ma non concessa, per questo desidero, e voglio con tutto il mio cuore essere uno spirito libero, al di là del giudizio, e al di là del concesso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La giornata trascorse, vedemmo tanti animali, e metterò le foto di quel giorno anche in questo blog. Diego ogni tanto, quando ci fermavamo, disegnava qualcosa nel suo fido blocco, e io parlavo con Francesco, come due zitelle che osservano il mondo, alla ricerca di uomini. Ovvio che scherzo. Ultimamente sto diventando un po’ checca, non esageratamente, ma provo gusto nell’imitarle, o in genere fare discorsi che di solito gli altri maschi, etero, fanno quando vedono una bella ragazza, o quando narrano le vicende amorose. E’ un po’ strana come situazione. La mia paura è di avere qualche inclinazione effeminata, non sopporterei questi atteggiamenti. Anche se, a furia di prendere modelli particolari, ho imitato alcune gestualità. Per esempio durante le lezioni d’inglese guardavo intensamente la professoressa Marchetti: una donna di una certa età molto bella, e con una simpatia intrinseca nella sua gestualità. Muoveva le mani con un ritmo particolare, e se si stava attenti, e si separava ogni suono, come facevo io, il rumore del suo orologio, e dei suoi bracciali era sempre lo stesso; da quella donna presi la gestualità delle mani, perché mi piaceva, mi piaceva quella simpatia che andava al di là della parola, un tempo non ero in grado di intessere un discorso con un senso compiuto, e quindi, come conseguenza, non ero in grado di far ridere nessuno, credevo che questo atteggiamento teatrale mi aiutasse a rendere simpatica la mia presenza. &lt;br /&gt;Vedemmo tante bestie, ma più di tutte mi colpì la calca di esseri umani che andava girovagando così. Commenti “Ah che strana la natura”; “Guarda gà i dentoni”; “ahahh, come sono simpatici” mi fecero girare, commenti idioti, fatti per divertire, la gita allo zoo mi è piaciuta, però penso che se gli animali capissero i commenti, si avviliscano, commenti idioti, senza peso. E loro prigionieri, senza possibilità di sbranare quei cretini. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Stando a letto gli ho sentiti commentare un articolo sui gay; dicevano “Sono peggio degli animali”Io ho abbracciato il cuscino, e mi sono messo a piangere. Mi sono sentito perso, precipitare in un abisso senza fondo, col mondo che mi cadeva addosso.” Ragazzi che amano Ragazzi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giulia: “Ma tu… Sai come la pensano i tuoi riguardo l’omosessualità?” &lt;br /&gt;Io: “ No, non lo so, perché non parliamo mai di queste cose, e se mettessi questo discorso renderei tutto sospettoso, e non sapendo come la pensano, forse…”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla fine la maggior parte delle persone, guardano l’altra gente come se fosse uno spettatore allo zoo, con un commento idiota descrivono la situazione di un essere umano, dimenticando che l’abisso dell’essere è tanto profondo, quanto sfumato e denso di possibilità interpretative. Bisognerebbe abolire gli zoo, anche per questa ragione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ah, la giornata allo zoo è stata magnifica, seppur molte persone possano giudicarla come qualcosa di estremamente banale, devo dire che comunque è stata un esperienza che ripeterei, magari senza bambini, e senza la calca di persone che disturbavano l’osservazione con i commenti. La presenza di quei parenti, ovviamente, non si fece sentire e per fortuna. Ogni tanto osservavo il cellulare per vedere se c’erano notizie di Davide, e se mia madre avesse recepito il messaggio. Ogni tanto osservavo il cielo, era un bel azzurro. &lt;br /&gt;Sembrerà strano, ma ho recentemente scoperto quali sono i miei colori preferiti, è una informazione stupida, però, è pur sempre importante. Il sapere anche questi dati accessori della propria persona, sono pur sempre utili per ricostruirsi non appena si cade, perché siamo dei piccoli vasi di vetro contenenti un acqua sempre in movimento. &lt;br /&gt;Finita la gita allo zoo, ritornammo alla macchina e iniziammo a discutere. Io ripensavo alla tigre, alla lince, e al fatto che non c’erano i serpenti. Poi senza qualche ragione, ripensando a parti del libro Ragazzi che Amano ragazzi pensai ai racconti di Ricardo Enrique, e mi sono reso conto di averlo conosciuto, e mi sono un po’ preoccupato con i rapporti con suo padre. &lt;br /&gt;La macchina sfrecciava lungo le strade riscaldate dall’impertinente e insistente sole, che non voleva demordere dal suo infausto compito di riscaldare il suolo. Ad un certo punto arrivò un sms dalla Giulia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ciao! Sei Andrea Piccolo?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“No, sono Dio Cristo, hai pregato oggi?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ahahah Divertente, domani o dopo domani ti va di studiare con me, sono disperata.”&lt;br /&gt;“Ok, a casa tua?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Sì, è totalmente libera per i nostri piani”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ritornammo al nostro spettegolare spensierato, ed arrivammo ad Este, parcheggiammo alle piscine, e ci dirigemmo verso la piazza, ove si sarebbe consumato tutto ciò che riguardava il guardare i ragazzi, o in generale di qualcosa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Vedete, io ho uno sguardo filtrante, in questa piazza non vedo nessuno: il mio sguardo esclude donne, bambini, vecchi, vecchie e ragazzi poco carini, dunque non vedo nessuno.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ma chi era quel cesso accanto a tua sorella?” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Dovrebbero inventare gli schermi del pc abbronzante, così eviterei di uscire” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo questi fantasmagorici commenti, che conclusero la giornata, mi diressi a casa, dove mia madre non mi pose domande sulla giornata. Il bello dei miei genitori è che vogliono intervenire prima del fatto, ma del dopo non gli ne frega niente, tutto ritorna nella noia. Non c’è conseguenza, non c’è niente, il fatto viene rimosso. Invece, se accade prima, è come se fosse già accaduto, dunque a priori decidono che è il caso di rimediare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giornata seguente, a casa della Giulia. Poi dopo aver studiato Astronomia, ritornato a casa, sono andato allo Zebra con Davide, Francesco. Naturalmente dovetti guidare io, Francesco, al locale, e come conseguenza del fatto che l’adolescenza l’ho sempre passata a casa, o da Diego, ci siamo persi ad Este, il che è magnifico, e stranamente costante nella mia esistenza. Devo uscire di più. &lt;br /&gt;Arrivati al locale, ci prendemmo un tè, io ai frutti di bosco, F. alla pesca, e Davide un caffè. Matteo non ci ha risposto, dunque non ha potuto raggiungerci, anche se suppongo che si sia annoiato a venire al karaoke.  &lt;br /&gt;Ma va beh, ora concludo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla fine, ultimamente, sto riflettendo in maniera organica, peculiarità che non avevo mai avuto, ora non penso più in funzione di, ma penso come se dovessi raccontarmi qualcosa, in verità, io racconto il mio pensiero a me stesso, perché ritengo che la narrazione, la riflessione sia qualcosa di scritto, o per meglio dire qualcosa che non può essere pratica dal punto di vista astratto. Io penso, e da ciò riesco a determinare parte di me, è straordinario, a volte mi chiedo se le penso veramente quelle frasi che sento dentro di me, e non comprendo se anche dentro di me vi sia effettivamente la barriera tra l’essere e il sembrare come nella realtà, come quando si parla con altre persone. E’ un qualcosa su cui ogni tanto rifletto. Cosa significa essere sinceri verso sé stessi? Significa essere nel pensiero, oppure nel comportamento estetico? Oppure, solamente pensare e non domandarsi se quello che effettivamente si sta pensando lo si pensa per davvero, o lo si sta simulando. A volte è bello simulare, prendere una maschera nella propria fantasia per allontanarsi dal velo pietoso, noioso della propria esistenza, ma è doloroso quando si viene a contatto con la triste realtà, che quel che sogniamo, è solo materia incorporea, è potenza, ma non ancora atto, e che bisogna lavorare nel mondo per realizzare ciò che si pensa, e si vede nel proprio futuro. A volte, per questa ragione, mi sento estremamente infantile, perché solo i bambini rinchiudono nei propri sogni tutte le speranze, e attendono che essi bussino alla loro porta. Forse devo accettare il mio essere un bambino in fase di crescita, non molte persone possono avere la fortuna di essere infanti, e coscienti allo stesso tempo. Quando si è bambini gli errori, gli orrori sono assimilati facilmente, e rimangono superficie fin tanto che non si cresce, e il sottile spessore che prima si era diviene tutt’uno con il flusso marino in profondità. Mentre quando si è cresciuti, la superficie collide con il mondo, molto più denso e grave, e si diventa coscienti che gli errori si ripercuotono per giorni sia nel futuro, che nel passato.&lt;br /&gt;E’ bello soffermarsi a pensare, a riflettere e a ricordare. Io sono il giudice di me stesso, impietoso e dannatamente bastardo, ma ora come ora, quel nano mi aiuta ad andare avanti lentamente, quando imparerò a far sentire quel nano apposto, quel piccoletto vestito con la toga bene, allora il suo giudizio sarà costruttivo, non distruttivo. Per adesso è un piccolo leone con complessi, primo o poi diventerà semplicemente un nano, con un martello, e diventerà un piccolo consigliere. &lt;br /&gt;Credo che sia un buon modo per iniziare il proprio percorso per l’indipendenza dello spirito, dell’anima, economica. &lt;br /&gt;Forse mi sono dilungato troppo, e sto scrivendo in un periodo successivo al post, il che è tutto un dire, però, ora meglio che vada, devo farmi una doccia e andare alla visita medica. Per poi andare, finalmente a fare allenamento di focoleria, dove finalmente mi potrò sfogare. &lt;br /&gt;Arrivederci&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mancanza della connessione si fa sentire, e man mano che i giorni procedono, recepisco altri avvenimenti, o fatti, che mi piacerebbe narrare. E così, dopo una giornata particolarmente pacata, post esame, mi ritrovo qui davanti al pc, ad descrivere un singolo avvenimento, in questo giovedì. Non ne sono sicuro, ma se rileggessi quanto ho scritto precedentemente, cioè, se rileggessi quanto è scritto sopra, troverei ripetuto varie volte in questo giorno, oggi, credo che sia singolare come avvenimento, cioè ritrovarsi a distanza di un giorno a dire oggi, a seguito di uno scritto di 24 ore fa. &lt;br /&gt;Eravamo un piccolo gruppetto di persone perse per Padova. L’esame di astronomia dopo averci oppresso per qualche tempo, abbandonò le nostre vite, così come la stessa astronomia, la quale diverrà solo una piccola nebbia lontana, e dimenticabile. Io, Lorenzo, Dimitri e la mitica doverosa Mariachiara avevamo deciso, dopo mia insistenza di andare alla cartolibreria dove mi aspettava un libro. Ci appropinquammo verso il luogo, e devo dire che arrivare sino alla sede di anatomia non è certo facile.&lt;br /&gt;Durante il tragitto, ovviamente, abbiamo fatto i soliti commentini, spettegolato, preso in giro i piccioni, e altre simpatiche cose, di cui non è necessario parlarne. Arrivati vicino alla copisteria ci dividiamo temporaneamente. &lt;br /&gt;Al banco vi era una piccola signora anziana, bassetta, magrolina e dai capelli color grigio cenere corti, lisci e un po’ rapsodici verso la punte. Mi osserva con sguardo trasognante, e da criminale. Mi mette in mano il libro, la cui copertina usata mi ha fatto riflettere sullo stato in cui si trovava, e con un sorriso mi ha salutato. Quel che mi colpì era una piccola distanza tra il canino e il dente a sinistra, e la macchia nera sugli incisivi. Il sorriso traspariva esperienza, e decisamente ironia, perché guardava chi era nuovo del mestiere. Io eseguì in silenzio, e mi diressi fuori dalla copisteria soddisfatto del mio acquisto. &lt;br /&gt;E qui concludo con la descrizione criminosa della mia giornata post esame con i miei compagni. Credo di essere stato un po’ esaustivo, e decisamente mi sento soddisfatto di questo post, che sto scrivendo man mano che si stratificano gli eventi nel corso delle mie giornate pacate e lente. &lt;br /&gt;Adieu&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8681944419884473535-3550019591757236371?l=albatross89.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albatross89.blogspot.com/feeds/3550019591757236371/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8681944419884473535&amp;postID=3550019591757236371' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/3550019591757236371'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/3550019591757236371'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albatross89.blogspot.com/2009/04/giorni-densi-vecchio-errante-sotto-una.html' title='Giorni densi. Vecchio errante sotto una piccola luna fatta di ricordi'/><author><name>Andrea Piccolo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03258174907589240997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_Q9VrNdTgT84/Sz-hUDrqJEI/AAAAAAAAAKc/khgzHWvF41k/S220/6818_1236564557401_1327831648_1994558_7970330_n.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8681944419884473535.post-7385166570891913918</id><published>2009-04-13T02:32:00.001-07:00</published><updated>2009-04-13T02:34:54.562-07:00</updated><title type='text'>Pas---quett---a</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_Q9VrNdTgT84/SeMHIUU2WEI/AAAAAAAAAH8/20PndiGgUqI/s1600-h/DSCF2606.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_Q9VrNdTgT84/SeMHIUU2WEI/AAAAAAAAAH8/20PndiGgUqI/s320/DSCF2606.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5324107023958562882" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ieri era Pasqua. Il mio sentimento religioso, naturalmente, non esiste, dunque è stato un giorno come un altro, per quanto riguarda il valore spirituale. Il tempo è stato scandito dalla solita noia imperante in casa, noia che distrugge, e ammazza ogni speranza. Odio la mia casa, e odio quel che mi ha lasciato, cioè un sentimento di noia e rassegnazione e impossibilità di tramontare. &lt;br /&gt;La giornata è iniziata come al solito. Ho fatto colazione, ho salutato i genitori, ho pranzato. Di pomeriggio, però, ho preso due libri, la mia fedele, e ormai defunta macchina fotografica, e sono andato ai giardini da solo. Ero vestito con jeans e maglietta color verde marcio, una sorta di fanella invernale, che però è molto somigliante ad una t shirt estiva. Inizialmente mi appisolai su una piccola panchina immersa nell'ombra degli alberi. Spirava una piccola brezza, che congiunta all'ombra sotto la quale mi ero posizionato avevano generato in me un sentimento pre autunnale. Iniziai a leggere. Tutte le Anime di Javier Marìas, un autore spagnolo molto stimato, o almeno è quello che mi dice il retro copertina; il libro è una carrellata di eventi descritti in chiave ironica, umoristica ed esistenziale, in ogni pagina vi è qualcosa di inquietante, in ogni pagina, comunque, c'è qualcosa che potrebbe far sorridere, a causa del contrasto. Lessi, e rilessi. Poi osservai la gente che passava davanti a me, piccoli grumi che vicino ai bivi si sparpagliava, come se quella curva generata da un piccolo pezzo d'erba dovesse, in qualche modo, fare da sparti acque. Poi presi la mia fedele matita, e iniziai a sottolineare le parti che mi sembravano interessanti, e iniziai a fare i miei piccoli appunto. Le parti di quelle poche pagine che lessi che mi interessarono furono riguardo al sentirsi alienati lontani dal luogo in cui si è passata l'infanzia, e il soffocamento della propria persona in un mondo che non è mondo, cioè, in quel caso Oxford, ma che se esteso può riferirsi a qualunque realtà stagnate ed ipocrita, e riguardo alla nullità di ciò che si prova, cioè partendo dal presupposto che il suo soggiorno ad Oxford fosse l'inizio di un breve turbamento, l'autore, è arrivato ad esprimere quanto sia inutile e dimenticabile quel sentimento, e gli avvenimenti legati ad esso nei confronti della esistenza stessa, e se si ragiona sempre per analogia e s'ingrandisce il campo d'esistenza di quel ragionamento, infine, potrebbe aver espresso che la vita nei confronti della vita di un collettivo, è inutile e dimenticabile: il che è veramente triste. Dopo di che mi persi nei miei pensieri, ero seduto in quella frescura in attesa. In attesa di chi? Di un ragazzo che vidi la settimana scorsa, come al solito mi illudo di poter trovare l'amore per caso, e non tra i siti, o per indicazioni indirette. Aspettavo ardentemente quel giovane alto magro, dalla barba non curata e dal viso triste e crucciato. Domenica scorsa lo vidi passeggiare con un libro nei giardini, io ero con un ragazzo che mi ha voluto conoscere, e che segue il mio blog, e lo seguì con lo sguardo mentre cercava una piccola panchina in cui posizionarsi a leggere. Forse ero andato a leggere nei giardini per poter trovare ancora quel bel ragazzo, e per potergli parlare, iniziare, imbalbettarmi... però, non venne, ed io attesi, e scrissi sulle pagine bianche del libro i miei pensieri.&lt;br /&gt;Dopo quasi due ore di attesa iniziai il mio lento tramonto verso la città, e iniziai a cercare qualcosa da fare. Mi diressi verso l'argine, dove cercai in qualche modo di pensare in generale a tutto ciò che incontravo. Volevo essere profondo, però non mi venivano le parole per esserlo nella mente. Guardando gli alberi, e quel verde intenso sentivo solo un emozione di calma, evidentemente o ho troppo rispetto, e non voglio insozzare la natura del mondo con parole che rimandano all'inganno, oppure semplicemente sono una persona come le altre, che cerca in un atteggiamento estetico di profondità una propria identità. Ma alla fine è solo estetica, un estetica di comportamenti, preferisco continuare ad osservare e provare quella emozione strana, inquietante, e al contempo positiva che mi accompagna durante l'osservazione della natura. &lt;br /&gt;Durante la mia piccola passeggiata lungo l'argine ripensai ai miei vecchi compagni di classe. E mi accorsi che ho dei rimpianti nei loro confronti, e non so a chi dare la colpa, dunque meglio non darla a nessuno, anche se l'astio nei loro confronti mi è servito per un po', per non cadere definitivamente nella totale nichilizzazione di me stesso. Quanto avrei voluto creare del presente con loro, quanto avrei voluto che avessero voluto creare istanti con me, le volte che uscivo con loro, invece, era un constatare il loro passato, si dividevano in piccoli grumi di persone e discutevano ciò che avevano fatto, come se la serata passata con me, o per meglio dire passata in generale, non mi cagavano, fosse solamente un piccolo pit stop dell'esistenza.  Mi diede fastidio, e mi fece soffrire, perché, naturalmente, io non venni conosciuto, e fui scambiato per i miei tentativi di impormi in modi nuovi alla classe, nella speranza di fargli capire che c'ero anche io.  Poi mi sedetti su una piccola panchina, guardai intensamente l'argine opposto, vidi una piccola casa di mattoni. Il muro che guardavo era più alto rispetto a quello che dava sulla strada scorrente parallelamente all'argine. Il tetto infatti era un prisma a base triangolare rettangolare. Ripresi il mio libro, e scrissi ciò che mi passava per la testa. Contemplai due fiori presi durante il tragitto, e immaginai di darli al mio amante un giorno.&lt;br /&gt;Io ritengo di essere troppo immaturo per poter amare, sono una persona che ha un forte vuoto interiore, e che si ritiene vuoto, però, a volte mi piacerebbe provare questo sentimento...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mah , si vedrà in un futuro lontano...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi pomeriggio andrò verso la mia bellissima gita con Francesco e forse Davide. Metterò foto, e narrerò opportunamente :)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8681944419884473535-7385166570891913918?l=albatross89.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albatross89.blogspot.com/feeds/7385166570891913918/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8681944419884473535&amp;postID=7385166570891913918' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/7385166570891913918'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/7385166570891913918'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albatross89.blogspot.com/2009/04/pas-quett.html' title='Pas---quett---a'/><author><name>Andrea Piccolo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03258174907589240997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_Q9VrNdTgT84/Sz-hUDrqJEI/AAAAAAAAAKc/khgzHWvF41k/S220/6818_1236564557401_1327831648_1994558_7970330_n.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Q9VrNdTgT84/SeMHIUU2WEI/AAAAAAAAAH8/20PndiGgUqI/s72-c/DSCF2606.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8681944419884473535.post-1407464046232558802</id><published>2009-04-11T09:04:00.000-07:00</published><updated>2009-04-11T09:30:47.895-07:00</updated><title type='text'>Una sorcia Pasquale</title><content type='html'>Una Sorcia Pasquale &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“La chiamavano bocca di rosa, metteva l'amore, l'amore, la chiamavano bocca di rosa  metteva l'amore sopra ogni cosa. Appena scesa alla stazione del paesino di San Vivario, tutti si accorsero che non si trattava di un missionario; C'è chi l'amore lo fa per noia, chi per professione, Bocca di rosa né l'uno, né l'altro, lo faceva per passione.”&lt;br /&gt;                             Bocca di Rosa di Fabrizio De Andrè. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Appena finito di mangiare quel Kebab, io, Davide e Riccardo ci dirigemmo verso il parco; io sempre con la bocca  attaccata alla bottiglia per togliermi il gradevole sapore della salsa piccante messa nel mio paninazzo. Ci dirigemmo nel parchetto antistante al mio dipartimento. Il sole era gioioso, e molto intenso, guardava la terra bagnata e la asciugava. Faceva terribilmente caldo. Ci sedemmo sul prato, all'ombra di un albero vicino al piccolo dislivello che dava sull'argine del Piovego. Iniziammo a giocare ad indovinare l'animale, come è consueto alle persone annoiate sotto il sole. &lt;br /&gt;Dopo questa piccola parentesi ci dirigemmo verso il nostro dipartimento, ove ci aspettava la noiosa lezione del professore Sartori, il quale potrebbe essere definito, con tranquillità, bara ambulante: infatti oltre ad essere vecchio, ha i sensi talmente arrugginiti che molto probabilmente non si rende neppure conto di essere al mondo, è un corpo che scrive alla lavagna, parla con una voce sottile e spezzata, che come una foglia d'autunno attende una piccola folata di vento per essere portato via, o per andare in pensione a contemplare la sua vita ormai scivolata e ben spesa. &lt;br /&gt;Entrammo nel nostro piccolo ed ameno mondo, io mi diressi, naturalmente, dalla parte opposta, cioè verso l'aula Arduino, e non la Catullo. Mi accorsi dell'errore non appena vidi quel pezzo di gnocco di Giacomo, che per quanto sia uno spettacolo degno di nota, e degno di essere citato, non può che darmi una sorta di amaro... potrò mai convertirlo alla religione del culo? A voi l'ardua sentenza, avendo la fidanzata forse no... &lt;br /&gt;Ritornato alla Catullo, mi sovvenne che dovevo partecipare alla festa indetta dalla cara Giulia, dunque dovevo inevitabilmente telefonare a quelle cataratte dei miei genitori, con la speranza nascosta che non mi lasciassero. - Qui si apre un discorso abbastanza complesso,non è che non volessi andare alla festa della Giulia, anzi volevo, soltanto che avevo pure l'allenamento e mi dispiaceva, io adoro focoleria, e siccome è da un po' che per una ragione, o per un altra non riesco a seguirlo con costanza, mi sarebbe dispiaciuto non farlo- Alla fine mi lasciarono, chiesi scusa a Davide, il quale mi disse che non ci sarebbe stato comunque, e mi prodigai a seguire astronomia durante l'ora di Fisica. &lt;br /&gt;Dopo la fine di quelle due sfere roteanti, andai dalla Corinne, perché bisognava necessariamente aspettare le nove per poter, infine, andare verso l'adorabile festa. Prima studiammo, poi iniziammo a preparare le Crep. Devo dire di essere molto bravo, modestamente. Però, ora che rileggo questo paragrafo, mi sembra di essere riduttivo. Ora ristrutturo meglio, e metto persino i delicati dettagli di quel che è successo in quell'arco temporale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Entrammo nell'appartamento. Non c'era nessuno, la luce un po' grigiastra entrava dalle finestre illuminando il piccolo tavolo rettangolare della sala principale. La televisione, messa in una posizione strategica per distruggerla, era lì che ci osservava. Iniziammo col sistemare alcune cose, poi studiammo per un po'. Ad un certo punto nella calma del nostro incespicare tra le parole per cercare una concentrazione mai trovata, e forse neppure mai cercata con serietà, irruppe la voce squillante della Serena, una delle coinquiline della piccola Corinne;molto simpatica, le altre due sono molto associali, e decisamente poco propense ad avere un contatto umano con qualsiasi entità estranee a loro. Iniziò a fare un discorso riguardo la lezione, e si preparò per andare in palestra( beata lei). La Corinne con il suo fare pacato ed energico (una delle due qualità del suo atteggiamento è forzato, ma non sono riuscito a scoprire quale, dunque quel che era stato fatto per integrarsi è divenuto parte di lei, e forse non se ne è nemmeno resa conto. E' straordinaria la capacità di assumere un ruolo inconsciamente, e diventare quel che si fa, però, nel farlo ci si mette sempre parte di sé. La Corinne è una di queste persone, ha un modo personale di intendere, e di interagire, che si evolve nel tempo mantenendo sempre quello che la discrimina da una Sofia, o Elena qualsiasi.) ha detto “La Michela ha detto che hanno sbagliato a darle un esercizio in calcolo numerico, che scandalo” , la Serena non ha buoni rapporti con questa tipa, e non lo nasconde, e tranquillamente ci ha consegnato ai nostri sguardi un sorriso abbastanza malizioso, e denso di possibilità interpretative.  Dopo questa breve parentesi, la Serena ci diede le poche nozioni per preparare il cibo, e andò in palestra. Nel mentre studiavo, ovviamente, la gente non avendo altro da fare che frullarmi i coglioni, mi mandò uno stormo di messaggi, ai quali risposi con educati monosillabi, tranne quello del fisioterapista, perché ho una vana speranza di poterlo conoscere molto profondamente. &lt;br /&gt;-Andrea, va a tagliare i funghi, io continuo a copiare gli appunti di fisica- disse la Corinne ad un certo punto, ed io eseguì. Azione banale, che descriverò in modo tale da farla diventare qualcosa di straordinario ed epico, cosicché voi gentili lettori possiate essere meno pressati dalla noia imperante.&lt;br /&gt;Arrivai alla scatola dei funghi con fare lento e misurato. Il tempo fluiva e risentiva del peso della gravità dell'azione che stava per adempiersi per mano mia. Le gocce d'acqua rimbombavano nel silenzio. La luce arrivava mediante il riflesso dello schermo della televisione, tutto in realtà era coperto da un velo misterioso, di un velo scuro, che veniva tagliato dal mio sguardo molto difficilmente. Spaccai la confezione, misi i funghi dentro quel che avrebbe dovuto essere la loro ultima vasca di un bagno freddo. Li lavai con l'attenzione che ci si aspetta da una badante russa con la propria vecchia. Li misi nel tagliere, mi accorsi che avevano nell'estremità le punte immerse nella terra, dunque prima di lavarli dovevo prima decapitarli, così iniziai a tagliare quelle parti basse. Chiesi consigli alla savia Corinne, la quale disse che quel che stavo facendo non era azione di un folle, bensì di un uomo degno di virtù e intelligenza. Li rilavai, con la dovuta attenzione; però, questa volta ero molto meno attento, dunque non divenni per i funghi una badante russa, bensì divenni una baby sitter americana scazzata. &lt;br /&gt;Li tagliai in sottili fette, talmente sottile da far sembrare un copertone di una macchina una moneta con un raggio obeso. Li ritagliai. Dal monte in cui si era isolata dopo la prima venuta, ritornò la savia Corinne, con un'aquila, un serpente, e un bastone. E fu al suo arrivo che arrivarono due padelle. Poi dall'alto della sua infinita esperienza, e dall'alto del suo metro e cinquanta, disse : “Meglio usare due pentole, altrimenti non ci stanno”, e così mise sul fornello due padelle, e con fare meditato divise i funghi. Poi disse di mettere il sale, e ritornò alla Giovenca Variopinta, piccolo paesello al limitare di una folta foresta, ove avrebbe predicato la sua passione: fu così che iniziò il suo tramonto. Così parlò Corinne.  &lt;br /&gt;Dopo aver osservato il lento evolversi dei funghi, ritornai verso la sala principale, dove Corinne stava leggendo ciò che gli interessava. Camminai nei sentieri dei miei pensieri, e mi persi nel tragitto, tutto divenne colorato e divenne assurdo. Un momento di follia, sì, un momento di follia  al di là del sensibile. E tutto si fece chiaro come il sole, e vidi uomini danzare vicino alle mura di una città fatiscente, e l'odore dei funghi che si cucinavo si espandeva, e andava verso l'alto, si raffreddava ogni cento metri, poi divenne pesante e riandò verso il suolo per graziare gli interpreti di questa grande recita mentale assurda dei miei sogni. E mi venne voglia di danzare, ma poi mi accorsi in un attimo di essere nel mondo, mi accorgo solo ora che sto scrivendo quel che mi passa per la testa, e non quello che mi passava, ahi, quanto è difficile dare una dimensione propria al passato, ahi quanto è difficile in generale dire con sicurezza che i ricordi siano quel che sono, e che noi siamo quel che siamo. Tutto è caos, tutto è danza.&lt;br /&gt;Mi sedetti, iniziammo a leggere. Iniziai a studiare quel che feci prima dei funghi. Ed arrivò dalla porta la seconda protagonista della serata: Laura, la coinquilina di Corinne. Se ne andò come una piccola meteora verso la sua stanza, dopo aver sostato per qualche istante al bar “cessò”. Poi ritornò pure la Michela, e subito dopo iniziammo a fare l'impasto delle Creppè. &lt;br /&gt;E ritornò la Serena, e iniziò il tramonto. Dopo la doccia ci prodigammo nel generare i ripieni, e nel fare le sottili paste. Inizialmente mi gasai per il fatto che riuscii a fare girare il sottile disco con un colpo di polso, poi ovviamente iniziarono i clamorosi fallimenti. &lt;br /&gt;Andammo, preparammo queste delizie, mangiammo, e poi ci vestimmo. Salto la parte centrale, cioè la cena, perché devo riprendere il ritmo, per quanto potrebbe essere bello sapere con quale ritmo di masticazione mangio, non posso dilungarmi oltre.&lt;br /&gt;Mi mancava la giacca, e naturalmente il tempo durante questa mia piccola permanenza tralignò verso il freddo. Così la Serena parlò: “Ma non possiamo dargli la giacca degli ospiti?”&lt;br /&gt;Come tutte le case affittate dagli studenti, qualcosa delle generazioni precedenti rimase, e quel qualcosa in quella casa era appunto una giacca misteriosa. Da quando vivevano in quel piccolo appartamento, il sogno di ciascuna delle occupanti era vantare di prestare la famosa giacca degli ospiti a qualcuno. Anche Moreno, e i suoi coinquilini aspettano il futuro re d' Inghilterra, l'unico, secondo la profezia a poter aprire l'antico cimelio lasciato dalle precedenti generazioni: una moca per il caffè, impossibile da aprire. &lt;br /&gt;Così mi misi la giacca degli ospiti. E arrivò il nostro momento, il momento del nostro tramonto verso la vita caotica della piccola capitale del veneto: Padova. &lt;br /&gt;Andammo ad aspettare l'autobus per la casa della Giulia. Mentre attendavamo guardammo un avviso di un appartamento passò uno strano individuo. Il quale ci osservò. Era evidentemente ubriaco, e ci abbordò tutti e tre, era evidentemente bisessuale. Era gnocco. E ci parlò delle controversie del suo appartamento, e ci ringraziò di avergli reso possibile di trovare un nuovo avviso per l'appartamento. Era estremamente bello. Poi se ne andò, forse anche lui alla ricerca del suo tramonto. Questo bel giovincello, dai tratti morbidi, dal viso magro e dal volto estremamente infantile si chiamava Stefano, e studia Lettere Moderne. &lt;br /&gt;E l'autobus per la casa della Giulia non arrivò, evidentemente era assente, così tristi ci dirigemmo verso la rinascente, al che, io da bravo ubriacone come sono, ho deciso di aprire una bottiglia di birra. Così la Serena mi insegnò un metodo, ed io l'applicai talmente bene che decapitai la bottiglia. Ci prendemmo e lo dividemmo in tre. E bevemmo fino a che non diventammo brilli. Poi al nostro gruppo si aggiunse un disegnatore, un tal Carlo. Anche lui bello, e dunque etero. Viva la vita! &lt;br /&gt;E iniziammo a discutere. L'autobus non arrivò più sul serio, e iniziammo un lento incespicare per le vie Patavine. Ci fermammo e bevemmo uno spritz. E fu così che divenni definitivamente brillo, e la mia lingua divenne una cicerona di grandi stronzate. Prendemmo per caso un autobus, e ci dirigemmo verso all'auto di questo tal Carlo, e fu così che arrivammo alla casa della nostra amica.&lt;br /&gt;Arrivammo ed iniziò la festa. Bevvi come un deficiente, e naturalmente divenni il nuovo saggio proveniente dalla montagna. Pronto ad immergermi in quella Giovenca Variopinta quale era la sala in cui tutto si svolgeva. I discorsi, molto intelligenti, partirono dal divaricatore anale, a semplici pettegolezzi, con i quali mi destreggiavo seguendo il consiglio di un serpente, e seguendo la traiettoria di volo della mia aquila. &lt;br /&gt;E tutto si dissolse tra indovinelli, stupidi giochi, e velati sguardi. Verso le 4 ci addormentammo, e il giorno dopo ci svegliammo, e tutto iniziò di nuovo. E tutti ci dirigemmo verso la facoltà, dove si consumò un nuovo giorno, e dove si consumò ancora una volta il nostro quotidiano vivere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora che ho raccontato un giorno particolarmente gioioso, omettendo parti su parti iniziamo col disquisire di altre cose, come le mie riflessioni. Recentemente ho letto dei racconti scritti da Enrique, devo dire che in quei racconti, scritti con una lingua claudicante e molto approssimativa, non me ne voglia, ho trovato molto di lui, e ho saputo ricostruire da quelle informazioni di comportamenti estetici dei personaggi parte di lui. Questa cosa mi ha lasciato molto, nel senso che mi ha aperto ulteriormente la mente, e mi ha fatto vedere secondo una nuova luce il personaggio, per il quale nutro soggezione ed ammirazione. &lt;br /&gt;Un' altra faccenda che mi ha fatto riflettere è stata la morte di una madre di un amico di mia sorella, una persona che dunque non mi faceva né caldo, né freddo, e sono sincero nel dirlo, senza veli di ipocrisia con i quali solitamente le persone distanti e idiote si coprono per dar la parvenza di avere un qualche sentimento globale della situazione umana. Il punto su cui ho riflettuto è il dolore: si sapeva che doveva morire, era un cancro in fase terminale. Il ragazzo in questione lo incontravo in palestra e dava segni di essere allegri, io che non sapevo fino ad oggi la malattia di sua madre, non avrei mai detto che questo individuo soffrisse tanto. La conclusione è che bene o male tutti noi soffriamo, non esistono dolori più o meno pesanti, bisogna imparare ad affrontarli, e tramontare di conseguenza in modi diversi, credo che bisogni pensare sempre in questa maniera. &lt;br /&gt;Ho ritrovato questo pezzo scritto da me: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho paura, ho ancora paura… &lt;br /&gt;Non so quanto sia vero, non so quanto posso essere profondo&lt;br /&gt;Io non so niente, spero di gridare al cielo con fierezza&lt;br /&gt;“io sono Andrea Piccolo, e voglio vivere”&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;I miei dolori non sono niente, però, nonostante tutto mi dicono che sono vivo…&lt;br /&gt;Sono rimasto colpito, perché è sempre un pensiero ricorrente. Ho sempre paura di essere falso, di dare brutta impressione, e non mi sono mai prodigato a dare un immagine a me stesso diversa. Io devo accettarmi per quel che sono, e devo imparare a farlo. Solo così inizierò ad entrare nell'ordine di idee di poter realizzare il mio progetto: l'essere indipendente, totalmente libero. Essere un viandante, un ombra scrivente. &lt;br /&gt;Queste parole messe in croce, che forse dovevano diventare un post di questo blog, sono molto simili ad un pensiero di un mio caro amico: Francesco. &lt;br /&gt;Anche lui, come me, cercava di dimagrire per lasciarsi morire, ma in questo desiderio di crepare, non è che si nascondesse il desiderio contrario? Quello di vivere? Sono convinto che ci si renda conto di vivere quando si rischia, quando la vita diventa incerta, solo quando si vive in un mondo sfumato, senza limiti e aperto si ha la percezione di vivere in modo definitivo. Agendo per contrasto non si ottiene nulla. Dobbiamo essere una funzione senza frontiere. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunque, evidentemente ho scelto un obbiettivo formativo non da poco, e spero che chi abbia già ottenuto codesta indipendenza non mi prenda in giro per quel che sto cercando di fare a fatica. L'indipendenza è il mio progetto fondamentale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come la ricerca di qualcosa che giustifichi la mia esistenza, e mi dia una certezza riguardo la mia persona, in questo mondo fatto di incertezze, composto solo di inquietudine. Insieme all'indipendenza voglio essere vita, ed essere una creatura che interagisce attivamente con il mondo circostante. Sono stanco di sentirmi alienato, voglio collegarmi definitivamente a questo mondo, impegnarmi, e se questo comporta un periodo in cui io mi metto volontariamente una maschera, sia così, una maschera per cui lotterò. &lt;br /&gt;Ritengo che la più bella qualità di questo mondo sia l'assenza totale di senso, e ritengo che l'unico modo per sopportare questo grande peso sia giocare con tutta la serie di significati ad esso legati. Bisogna aver volontà di vita, bisogna soprattutto rendersi memorabili alle altre persone, e abbandonare il passato, per quanto vuoto sia stato. Sono sicuro che forse ho già fallito con una persona, però, spero di poter rimediare, anzi, rimedierò...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;adieu...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scusate il mio modo di scrivere indecente. Ma una parte fondamentale del mio progetto di vita è anche saper creare le occasioni, e anche lo scrivere è un occasione, se aspetto che le mie pare mentali mi portino all'esprimermi, allora il mondo diverrà solamente un simulacro di sofferenza. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;adieu&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8681944419884473535-1407464046232558802?l=albatross89.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albatross89.blogspot.com/feeds/1407464046232558802/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8681944419884473535&amp;postID=1407464046232558802' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/1407464046232558802'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/1407464046232558802'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albatross89.blogspot.com/2009/04/una-sorcia-pasquale.html' title='Una sorcia Pasquale'/><author><name>Andrea Piccolo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03258174907589240997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_Q9VrNdTgT84/Sz-hUDrqJEI/AAAAAAAAAKc/khgzHWvF41k/S220/6818_1236564557401_1327831648_1994558_7970330_n.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8681944419884473535.post-752211176035317640</id><published>2009-04-06T10:46:00.000-07:00</published><updated>2009-04-06T10:47:43.230-07:00</updated><title type='text'>E il canto del caprò eccheggiò a valle, gli stolti lo uccisero con calunnie, e il capro venne dimenticato. Fino a che esso frustrato osservo il misfat</title><content type='html'>E così si consumò una tragedia evitabile, e le colpe si distribuirono nel mondo in modo equiparo, perché nell’ignoranza e nel non comprendersi, in verità, vi è il seme di ogni male, e per male intendo tragedie, ciò che sconvolge, ciò che toglie e distrugge. &lt;br /&gt;Stamattina mi sveglio, il che è sempre un grande fatto straordinario, come al solito penso alla pena che mi aspetterà, in fondo ultimamente sono molto depresso, e come al solito do uno sguardo alla televisione: terremoto all’Aquila, per adesso 10 morti, il numero è in attesa di crescere. &lt;br /&gt;Mi preoccupai subito per un mio amico, e poi andai all’università. Alla fine gli impegni e il non parlare di questo tragico avvenimento lo hanno posto al secondo piano, e per quanto possa sentirmi in qualche modo scosso dalla tragedia, in vero, ritengo che questo mio essere scosso non potrà mai essere minimamente eguale a chi ha vissuto simili tragedie. &lt;br /&gt;Al di là della spiegazione scientifica che si può dare a tale avvenimento, mi sento in dovere, innanzitutto, di poter affermare che l’istituto di geofisici, italiani, sono degli emeriti deficienti. La tragedia era evitabilissima, cioè, con i dovuti accorgimenti, sarebbe stato possibile limitare i danni, e limitare le perdite di vite umane; ma a quanto pare, siamo peggio dei bigotti, la comunità in generale della protezione civile ha evitato sia di mettere un adeguato controllo nella zona, GIUDICATA SISMICA, e non solo, ci sono state avvisaglie di terremoti sin da Gennaio, cioè, abbiamo un fottutissimo istituto di geofisici, abbiamo la protezione civile, ed una faglia attivissima, in una zona sismica, non DESTA PREUCCUPAZIONE dopo questi continui microsismi che avvenivano di continuo in quella zona. Bisogna essere o dei grandi scemi, o dei banditi, il che in Italia potrebbe essere probabile, soprattutto una soluzione di media, cioè si può essere sia banditi che scemi, che ciglioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La zona è stata oggetto di una sismicità frequente con caratteristiche di sciame sismico a partire dal mese di gennaio 2009, con centinaia di scosse tutte di modesta entità, fino all'evento di magnitudo 4.0 avvenuto il 30 marzo scorso. &lt;br /&gt;Si sottolinea la circostanza secondo la quale, allo stato attuale delle conoscenze, non è possibile realizzare una previsione deterministica dei terremoti (previsione della localizzazione, dell'istante e della forza dell'evento). Ciò è vero anche in presenza di fenomeni quali sequenze o sciami sismici che nella maggior parte dei casi si verificano senza portare al verificarsi di un forte evento. Una scossa quale quella che si è manifestata oggi viene normalmente seguita da numerose repliche, alcune delle quali probabilmente assai sensibili.La zona in oggetto è stata sede in passato di forti terremoti. In particolare, l’attività di questi giorni si colloca tra la terminazione meridionale della faglia che si è attivata nel terremoto del 1703 (Int. MCS del X grado MCS, pari a Magnitudo circa 6.7) e i limiti settentrionali della faglia associata nei cataloghi al terremoto del 1349 e di quella denominata “Ovindoli-Piani di Pezza”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da http://www.key4biz.it/Mappamondo/2009/04/ingv_istituto_nazionale_geologia_vulcani_terremoto_rete_sensori_magnitudo_aquila_coordinate_abruzzo.html&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una  simile tragedia si poteva evitare soprattutto anche grazie alle ricerche sul gas radon, il quale è strettamente collegato ai sismi, e l’unico tassello mancante per essere utilizzata questa teoria era proprio capire chi venisse prima, di chi. E a quanto pare viene prima la liberazione del signor radioattivo: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.aquilatv.it/video/giuliani-30-03-2009.asp?controllo=listaprogrammi &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intervista ad un grande uomo screditato dai più. Aveva previsto il terremoto. Sapeva che ci sarebbe stato, inizialmente non con una precisione matematica, ma in ogni caso se fosse stato ascoltato, avrebbe comunque dato un pre allarme di una settimana. &lt;br /&gt;Ritornando ad un discorso prettamente scientifico. Il radon è un gas radioattivo che viene liberato quando le faglie sono in attività, dunque la sua presenza è stata sempre comunque rilevata in casi di sismi, il fatto che non si comprendeva era chi arrivava prima di chi, e il nostro signore reverendo era riuscito a trovare una risposta al quesito, ed evidentemente aveva ragione. L’istituto italiano di vulcanologia, geofisica, naturalmente l’ha sputtanato, perché naturalmente secondo loro non era prevedibile, il che genera uno schifo in me tale che sputerei in faccia a qualcuno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora tornando a noi. Io sono uno studente del primo anno, ancora novizio in quest’arte mistica quale è la geologia, e bene o male devo comunque informarmi meglio, e per adesso sto leggendo riguardo, fatto sta che i terremoti si generano lungo le faglie, cioè dei punti in cui la crosta è fratturata ed in cui vi sono movimenti della crosta superiore. L’accumulo di energia lungo le faglie è la motivazione di un terremoto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora non posso aggiungere altro, siamo di fronte ad una classica situazione evitabilissima. I nostri ministri che tagliano fondi alla ricerca, e alla libera divulgazione del sapere, si sono prodigati a mandar aiuti che come al solito arriveranno in ritardo, e saranno inadempienti alle situazioni venutasi a creare, ma la voce di chi si lamenta e la frustrazione delle parole non mantenute non verranno ascoltate in un paese dove la televisione è monopolizzata, ed in cui la tragedia è vista e filmata come se fosse uno spettacolo teatrale, distante, in cui gli interpreti, i disastrati, indossano maschere che vengono descritte come qualcosa di definito, lasciando poco all’umano, distruggendo la dimensione dell’avvenimento ad una serie di sequenze crude commentate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io sono sinceramente dispiaciuto, confido nel futuro. Spero che queste tragedie diventino evitabili.&lt;br /&gt;Porgo le mie più sentite condoglianze a tutti, e soprattutto ad Ellerion, mio caro amico. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Adieu&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8681944419884473535-752211176035317640?l=albatross89.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albatross89.blogspot.com/feeds/752211176035317640/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8681944419884473535&amp;postID=752211176035317640' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/752211176035317640'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/752211176035317640'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albatross89.blogspot.com/2009/04/e-il-canto-del-capro-eccheggio-valle.html' title='E il canto del caprò eccheggiò a valle, gli stolti lo uccisero con calunnie, e il capro venne dimenticato. Fino a che esso frustrato osservo il misfat'/><author><name>Andrea Piccolo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03258174907589240997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_Q9VrNdTgT84/Sz-hUDrqJEI/AAAAAAAAAKc/khgzHWvF41k/S220/6818_1236564557401_1327831648_1994558_7970330_n.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8681944419884473535.post-3983955688411024263</id><published>2009-03-09T06:09:00.001-07:00</published><updated>2009-04-11T15:17:29.510-07:00</updated><title type='text'>Gita sui colli</title><content type='html'>Cronache di una giornata sui Colli &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E il giorno si svegliò due ore prima di me. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Erano le otto di mattina dell’otto marzo, ero agitatissimo nonostante mi fossi addormentato per le due di notte, non fu difficile destarmi e prepararmi in tutta fretta. Prima con passo quatto come quello di una lince morta ed epilettica mi addentrai nel bailamme presente nel bagno. Iniziai a fare le solite faccende comuni all’umanità dopo la levataccia, e, infine, mi lavai i denti. Bene, durante la sacrosanta mattina è giusto lavarsi i denti, però, se lo si fa prima di aver fatto colazione è un qualcosa che risulta quanto meno poco pratica, non solo perché bisogna rilavarseli dopo aver mangiato qualcosa, ma anche perché rovina il gusto dei biscotti al cioccolato, indi per cui, non appena mi accorsi di questo strano mestiere diabolico della mia mente idiota, mi accorsi che la giornata sarebbe stata costellata di figure di merda, e già temevo.&lt;br /&gt;Dopo aver mangiato due biscotti al cioccolato, dopo aver bevuto il mio solito caffè, e non appena finì la passeggiata domenicale con il cane, presi la mia roba infilata in modo rapsodico nello zaino, cioè senza una sequenza logica spaziale e temporale, andai verso il luogo dell’appuntamento con Fiorè. &lt;br /&gt;Ero felicissimo, agitatissimo – piccola introduzione: Fiorenzo è un giovincello che conobbi circa un mesetto e mezzo fa, ci sentiamo spesso sia per internet che per telefono, ma siccome lui abita molto lontano non abbiamo mai avuto occasione di vederci, e questa sarebbe stata la prima volta in cui, finalmente, ci saremmo potuti conoscere di persona, e diciamolo chiaramente, ho una piccola cotta per lui- &lt;br /&gt;Nonostante mi fossi svegliato in ritardo e avessi fatto tutto quasi all’ultimo momento ero riuscito ad essere in anticipo di dieci minuti, e naturalmente lui era in ritardo: che figata. Come accadeva con Ricardo: quando io ero convinto di arrivare in ritardo, arrivavo dieci minuti prima, e lui mezz’ora dopo. Dopo un po’ iniziai a spazientirmi, e allora decisi di sedermi sul piccolo muretto che circonda il piccolo prato antistante alla piscina. Il sentore avuto precedentemente si avverò, non solo pestai una cacca di cane, ma incredibilmente sopra il muretto c’era un po’ di cacca seccata su cui mi sedetti. Evviva, mi tolsi la giacca cercai di lasciarla nella parte più bassa dello zaino separato dal cibo, e dal materiale di lavoro, mi pulì di fretta le scarpe… Arrivò Fiorenzo, con la sua punto di color argento. &lt;br /&gt;Fiorenzo rappresenta il mio ideale: alto 192, magro e peloso… dopo esserci dati la mano, abbracciati e quanto è lecito in una conoscenza tra etero, ci appropinquammo verso Arquà Petrarca. Lo guidai io, e naturalmente gli feci fare un giro estremamente lungo per arrivare al centro storico e alla casa del defunto poeta. Arrivati all’imboccatura del sentiero iniziammo la nostra giornata. &lt;br /&gt;Parlammo del più del meno, mi chiese di spiegargli quello che sapevo riguardo la rocce presenti nel sentiero, ed io dall’alto della mia maestria della geologiezza spiegai quello che potevo. Ogni tanto mi dava dei buffetti sul viso, e mi accarezzava le spalle.&lt;br /&gt;Durante il tragitto ci fermavamo a contemplare la natura, ogni tanto lui mi rendeva partecipe delle sue conoscenze della flora, ed io ascoltavo incuriosito la sua scienza.&lt;br /&gt;Ero molto felice di passare quel tempo con lui, ma siccome io sono timido facevo fatica a guardarlo direttamente nel volto, anche perché io non sono molto bravo nell’atto del flirt oppure del parlare con un ragazzo, diciamo che ho avuto poche esperienze in quel campo. &lt;br /&gt;Procedevamo lentamente, poi ad un certo punto la parca colazione che feci si fece sentire con un boato nello stomaco, e al primo spiazzo sotto il sole, iniziammo a consumare prima i frutti, poi i panini portati. &lt;br /&gt;Piccola descrizione del sentiero: Il sentiero si sviluppa dalla parte alta di Arquà, si svolge lungo il monte Piccolo, per poi addentrarsi nella zona del monte Ventolo, monte adiacente al colle mio omonimo. Il sentiero che avevo deciso di affrontare era di circa 21 km, poi per bontà del cielo lo accorciai, anche perché non avevo idea che potesse occupare molto tempo fare un percorso del genere… Sono ancora inesperto. &lt;br /&gt;Inizialmente la strada era secca, poi lentamente man mano che ci si addentrava nella foresta la terra si faceva sempre più umida, e l’ombra degli alberi sovrastata da un sole slavato, e ingrigito dalle nuvole galoppanti, rendeva il paesaggio tremendamente invernale, e decadente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tornando al pranzo. In quel piccolo spazio sotto il sole, iniziammo a parlare di svariati argomenti… poi ad un certo punto dopo un po’ di titubanza iniziammo ad abbracciarci sempre più. Romantico, di solito i finocchi sono molto più diretti, e in quei contesti avrebbero infilato le mani già nel pacco, senza sentire un se, o un ma. Rimanemmo lì per un oretta e mezza come se fossimo stati una coppietta, a me faceva molto piacere, perché non ero molto abituato a provare queste sensazioni. &lt;br /&gt;Dopo un po’ re- iniziammo a camminare, e arrivati verso la fine del sentieri, ci sedemmo in un piccolo prato sempre posizionato sotto il sole che aveva iniziato ad incupirsi sempre più.&lt;br /&gt;Rimanemmo abbracciati un po’, poi ritornammo ancora nel fitto della foresta, dove seduti su una piccola panchina della cai, iniziammo a guardarci e a parlarci. &lt;br /&gt;Lui mi disse che non voleva fare qualcosa, o per lo meno baciarmi in modo serio perché non provava ancora nulla per me, però, ci siamo divertiti a fare giochetti idioti, del tipo io mi sono messo ad un centimetro dalle sue labbra a parlare, oppure lui mi teneva stretto.&lt;br /&gt;Arrivata l’ora di ritornare, contattai Davide per farlo conoscere a Fiorenzo. Arrivati alle piscine decidemmo che per la sera, prima di partire per il suo luogo natale, di mangiare insieme a casa mia. Per la prima volta mia madre ha conosciuto un finocchio, mascherato come compagno di corso, e per la prima volta ho portato una persona a casa mia che non sia Diego, o altri…&lt;br /&gt;Prima di andare a casa, però, andammo un attimo per la fantasmagorica piazza di Este, dove Davide fece da cicerone a Fiorè. Ritornammo a casa, dove mangiammo tranquillamente; mia madre non è stata molto curiosa di sapere il lato scolastico, gli fece domande su vari argomenti, mantenendo il classico comportamento, che mia sorella ha ereditato benissimo, di falso interesse e di goliardia inserita tanto per. &lt;br /&gt;Conclusa la cena, andammo in camera mia, ove, dopo un po’ di abbracci, parlammo in generale di svariati argomenti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alle nove riandammo alla sua macchina, e si offrì per accompagnarmi da Davide, quella sera dovevamo vedere Priscilla la Regina del deserto, un film comico cult anni settanta, e poi sarebbe ritornato a casa. Arrivati al parcheggio incontrammo Matteo, Davide e Diego. Presentazioni varie, indicazioni più o meno veritiere, per poi finire con il saluto finale. Naturalmente mentre procedeva con la sua macchina veniva osservato da me con sguardo trasognante, misto cotta, innamoramento ed apprensione, come succedeva spesso quest’estate quando incontravo persone nuove di cui ero cotto. &lt;br /&gt;Arrivati a casa di Davide, iniziammo a guardare un altro film Bloody Marry, un film splatter comico trash, sostituito al defunto cd di Priscilla regina del deserto. &lt;br /&gt;Fiorenzo inizia a mandarmi messaggi…&lt;br /&gt;Come si concluse la giornata?&lt;br /&gt;Il tuo amico mi piace, mi ricorda una mia vecchia fiamma, dove trovi gente che io cerco da 24 anni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Naturalmente lascio a voi l’ardua sentenza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* Ho corretto in aprile parte del post, vi erano alcuni errori grammaticali e di sintassi, risolti, spero.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8681944419884473535-3983955688411024263?l=albatross89.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albatross89.blogspot.com/feeds/3983955688411024263/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8681944419884473535&amp;postID=3983955688411024263' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/3983955688411024263'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/3983955688411024263'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albatross89.blogspot.com/2009/03/gita-sui-colli.html' title='Gita sui colli'/><author><name>Andrea Piccolo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03258174907589240997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_Q9VrNdTgT84/Sz-hUDrqJEI/AAAAAAAAAKc/khgzHWvF41k/S220/6818_1236564557401_1327831648_1994558_7970330_n.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8681944419884473535.post-3931657281794480943</id><published>2009-03-06T02:16:00.000-08:00</published><updated>2009-03-06T02:17:13.549-08:00</updated><title type='text'>6 marzo 2009</title><content type='html'>E’ da un po’ che non scrivo in questo blog. -non che non abbia avuto tempo, solamente non ho avuto l’ispirazione adatta-&lt;br /&gt;Sono successe un po’ di avvenimenti, uno concatenato all’altro e tutti bene o male compartecipi alla mia definitiva ascesa nel mondo degli adulti e degli uomini. Quando mi isolavo dal mondo, per poca voglia di provare, e perché ero paralizzato dall’idea di poter fallire in ciò che facevo, non sono affatto cresciuto, seppur abbia acquisito quella capacità introspettiva che qualcuno eleva ad un pregio assoluto; ultimamente quando mi sono aperto, e sto seguendo un sentiero abbastanza battuto, anche grazie a delle persone di cui posso fidarmi, meno una, sto realizzando i miei effettivi limiti e sto realizzando che non sono una brutta persona come un tempo pensavo. Il percorso da me seguito è molto duro, perché si completerà con la mia completa accettazione, obiettivo di cui a volte me ne dimentico quando inizio a fare una serie di pare mentali di grande portata a partire da una cazzata…&lt;br /&gt;Ma va beh, basta lavorarci sopra… &lt;br /&gt;Il passato è morto, non può ritornare in vita ed essere modificato, questa è una verità che ho accettato da poco, e che tendo a dimenticare d’averla compresa; bisogna onorare i defunti vivendo, per questa ragione non faccio altro che seppellire suicidi se mi ancoro ancora a ciò che interpretavo male e ciò che mi affliggeva un tempo. E’ difficile partire ex novo, però, alla fine bisogna accettare la sfida, mi sono reso conto che molte volte mi sento inferiore perché ho un cattivo rapporto con me stesso, non so da  dove esso derivi, anche se ho qualche mio ragionevole dubbio, però è un sentimento, che si configura in un senso di mancanza, che a volte mi paralizza la mia sfida più grande di quest’età non è combattere con altri, ma con un me stesso pigro, e dannatamente stronzo senza un buon motivo contro sé stesso. &lt;br /&gt;Beh, se faccio queste ammissioni sono già sulla buona strada, calcolerò il gradiente per salire il sentiero e percorrerò il sentiero più breve e faticoso, quello da cima a cima… &lt;br /&gt;Torniamo ad aggiornamenti più utili, ripetersi le cose buone è giusto per fissarle nella mente, ma dopo divento monotematico.&lt;br /&gt;Sono iniziati i corsi, evviva, tante cose belle e buone: mineralogia, geografia fisica, fisica, matematica; insomma non mi manca da penare neppure questo semestre e mi si prospettano molte difficoltà, e così deve essere. Geografia Fisica mi attizza un casino, non so perché, ho sempre sognato di poter leggere e interpretare carte geografiche, oppure costruire delle mie personali tavolette, anche quando giocavo a D&amp;d la mia più grande aspirazione era costruire un mondo realistico per clima e rilievi: è un modo per applicare la mia fantasia perversa a qualcosa di costruttivamente adatto a tutti. Al di là di quel che erano i miei piccoli sogni di fanatico nerd alla riscossa, ovvio che non utilizzo queste categorie se non per scherzarci sopra, ci sono altre fantastiche notizie…&lt;br /&gt;Sto fortificando le amicizie esistenti, come avevo deciso, e sto conoscendo sempre gente più interessante. Davide, Matteo, Enrique … e tanti altri,vi è un individuo che mi ha fortemente deluso., il quale non solo si è comportato male nei confronti di Davide, ma si ostina a metterci l’uno contro l’altro per epurarsi dalle sue colpe; non mi voglio porre al di sopra delle parti per fare il giudice, però, quando una persona si comporta male nei confronti di un'altra quasi coscientemente, o meno, e non ammette e non chiede per lo meno scusa, è una persona estremamente egocentrica e soprattutto meschina che lavora dietro i rapporti veri per il fine di garantirsi una possibile innocenza. Alla fine non è che mi importi tantissimo della colpevolezza o meno, alla fine siamo tutti esseri umani con i propri difetti e pregi, l’importante è rispettare gli altri, come si dovrebbe rispettare sé stessi. -Sono sempre più convinto che le amicizie vere, e gli amori si basano soprattutto sull’individualità, se una persona non rispetta sé stessa, difficilmente sarà meno infida, e bastarda con le altre persone che la circondano. E devo pur ammettere che era anche una mia tremenda colpa, quando ero nella fase in cui non rispettavo assolutamente me stesso. Le più grandi batoste a questo mio modo di comportarmi, le ho ricevute quando le persone hanno iniziato ad accettarmi per quel che ero, infatti per un periodo ero molto confuso, non comprendevo se i sentimenti provati per me erano veri, perché io non credevo fossero possibile applicarli ad una persona come me.- L’individuo., per quanto possa sembrare un caro ragazzo, non pensa né a ciò che si sta facendo, né cosa sta facendo agli altri, e per quanto possa comprenderlo, non posso giustificarlo, dunque spero che comprenda che non ci si comporta così con le altre persone.  Se si sa che si è incostanti, puttane bisogna prendere con un certo tatto le relazioni. Mi ha deluso molto, perché nonostante tutto mi sembrava una persona con un certo grado di maturità, invece nonostante abbia avuto esperienze terribili nel passato, è passato tutto come se fosse acqua di rose, come se tutto quel che avesse provato non abbia avuto importanza. Per adesso questo è il mio giudizio nei suoi riguardi, non escludo l’idea che possa migliorare, anche se ora ha il terribile peso della mia antipatia… E’ un mio piccolo sfogo, questo… perché è stata una delusione piccola… &lt;br /&gt;Ritornando ad argomenti più gioviali e Gaii, la focoleria sta andando abbastanza bene, mi piace, per ora non uso ancora il fuoco, ma presto verrà il tempo in cui lo potrò utilizzare, uwaa, tremate persone… Si fa per dire, ovvio, non inizierò a dare fuoco a tutto ciò che incontro per manifestare la mia volontà di potenza sugli altri, anche se farebbe molto da cattivo di telefilm di serie B, ma va beh… Inizialmente ero timido, cioè, ero spaventato da ragazzini che hanno due, tre anni in meno di me, poi ho iniziato ad integrarmi, o per lo meno di non sembrare un ragazzo disadattato… A volte come cavalli galoppanti ritornano le pippe mentali idiote, però, dai, riesco a gestirle ora… &lt;br /&gt;Siccome Ricardo protesta per la prolissità dei miei post, quest’oggi interrompo qui. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Adieu&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8681944419884473535-3931657281794480943?l=albatross89.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albatross89.blogspot.com/feeds/3931657281794480943/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8681944419884473535&amp;postID=3931657281794480943' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/3931657281794480943'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/3931657281794480943'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albatross89.blogspot.com/2009/03/6-marzo-2009.html' title='6 marzo 2009'/><author><name>Andrea Piccolo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03258174907589240997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_Q9VrNdTgT84/Sz-hUDrqJEI/AAAAAAAAAKc/khgzHWvF41k/S220/6818_1236564557401_1327831648_1994558_7970330_n.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8681944419884473535.post-6027253058797506894</id><published>2009-02-18T03:19:00.000-08:00</published><updated>2009-02-18T04:13:40.598-08:00</updated><title type='text'>18 Febbraio</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_Q9VrNdTgT84/SZv7Z-fFfEI/AAAAAAAAAEk/CQi_AudZgz8/s1600-h/16.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 176px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_Q9VrNdTgT84/SZv7Z-fFfEI/AAAAAAAAAEk/CQi_AudZgz8/s320/16.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5304109409847573570" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Guardo il nuovo orario dell’università schifato, lo guardo, lo squadro, cerco di interpretarlo in modi alternativi, ma purtroppo esso rimane come un monolite, e difficilmente si dissolverà davanti ai miei occhi, anzi, rimarrà, e sicuramente, seppur il prossimo semestre cambierà, ne rimarrà eternamente il ricordo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.geoscienze.unipd.it/docs/orario2008-9.pdf&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho 4 giorni pieni su 7, forse non è niente in confronto a medicina, o altre facoltà che hanno tra i propri fondamenti il distruggere le palle ai pendolari, però, è pur sempre qualcosa che inizia a starmi stretta. &lt;br /&gt;L’orario nuovo, comunque, è qualcosa di straordinariamente utile per far abituare i miei genitori alla mia assenza, cioè a farli abituare al fatto che sarò un nomade in continuo viaggio. Sono decisamente stanco di dovermi limitare, vorrei provare nuove emozioni, e non starmene incatenato alla mia solita monotonia: l’unico problema che mi si pone davanti, ovviamente, sono le risorse finanziarie, le quali, purtroppo, risulta molto difficile reperirle. Per ovvie ragioni il progetto croce verde sfuma, non posso rimanere a Padova fino ad un orario incognito quasi tutti giorni, soprattutto perché dovrei anche studiare ogni tanto, e già la mia voglia di fare, ultimamente è piccola come un nanetto. Però, si è aperta una nuova speranza, sì, questa speranza si chiama “ragazzini a cui dare ripetizioni, e possibile lavoro come aiuto pizzaiolo” spero che vada in porto questo mio piccolo progetto per procacciarmi soldi, i quali verranno risparmiati, e messi via per mangiare all’università, e uscire ( siccome sono un tipo che va sempre troppo in là con l’immaginazione, immagino di organizzarmi i contanti in modo tale da farmi un viaggio all’estero, cioè a Madrid ). &lt;br /&gt;Il nuovo semestre mi da la possibilità di costringermi ad organizzare il tempo a mia disposizione, è un qualcosa a cui ho pensato durante una piccola e pacata passeggiata con il mio canide. Se io ho poche attività, e molta energia, sarò un po’ dappertutto, mai in una posizione definita per quel tempo che serve per rendere il tempo speso proficuo. Cioè, alla fine l’eccessiva quantità di tempo, risulta tale che la mia energia viene dispersa, e diluita, e risulta così più difficile fare qualcosa di realmente costruttivo, di mettere ordine, e diminuire l’entropia. Se invece io mi distruggo di attività, se io desidero fare tante cose per il gusto di farle, e non ricevere nulla in cambio se non il piacere di occupare il mio tempo, risulterà più facile trovare il tempo e usarlo in modi decisamente più stimolanti e meno dispersivi. E’ come se avessi una stanza vuota, che devo riempire. Ci sono una densità di percorsi possibili inimmaginabili e il percorrerli tutti è noioso e dispendioso. Mettiamo che io aggiunga tanti elementi quanti mi bastano, i percorsi da fare sul pavimento di legno si riducono decisamente, e la stanza da vuota come era, e dispersa, diviene ricca; dopo i possibili percorsi eliminati, diverranno nuovi modi per impiegare l’energia che si sarebbe utilizzata per farli. Sostanzialmente, se io ho una  stanza vuota, la vita in quella stanza è noiosa e non vita, se la riempio, la cambio, e la rendo dinamica diverrà qualcosa di vivo, e quindi diverrà parte integrante di quel che si potrebbe definire il mio benessere. Sono decisamente complicato. &lt;br /&gt;Il fatto di avere tanto tempo, e di piegarlo ad attività stimolanti, è un modo per scegliere in modo definitivo la vita nella sua completezza. Non sono un idiota, per me la vita è sia gioia che sofferenza, non è con l’assenza di problemi che si raggiunge la felicità, bensì con il dare il giusto peso, e il riflettere riguardo ad essi, che si può raggiungere la completezza. -Come dice il caro vecchio maestro, aka Battiato : “E poi la sofferenza che ti rende cieco,nelle cadute c'è il perché della Sua Assenza, le nuvole non possono annientare il Sole”- dunque sono conscio che quel che mi aspetterà non sarà facile. Però non si può vivere solo di risultati, o di inizi, bensì,  si deve  e bisogna che si voglia, vivere anche di svolgimenti. &lt;br /&gt;Al di là di queste riflessioni astratte, che devo mettere in pratica, non si può parlare di sesso, se non lo si è mai fatto, per dire. Riuscirò in questa impresa, cascasse il mondo. &lt;br /&gt;Dopo questa bella introduzione, bella perché sono io a decidere che è bella, iniziamo un po’ a parlare di ciò che mi sta accadendo in queste giornate. &lt;br /&gt;Sto iniziando a fare Focoleria, attività che mi dà molte soddisfazioni, mi piace fare roteare bastoni, o usare le bolas eccetera, poi mi in trippa l’idea che un giorno quegli strumenti saranno infuocati, e che potrò esprimermi come mi pare davanti a un folto pubblico di persone. &lt;br /&gt;La palestra ha dato dei buoni risultati, non ancora grandiosi, ma quando guardo il mio petto finalmente non vedo delle tette, ma vedo dei pettorali abbastanza scolpiti. Ogni domenica corro, dovrei correre con più frequenza, lo so, però se non sto attento mia madre diventa ipocondriaca, ovvero diverrà ancora più apprensiva perché teme che io possa ridivenire anoressico. &lt;br /&gt;Ultimamente sto cercando di trovare nuovi modi per esprimermi, insieme alle attività e al possibile lavoro futuro, e poi in generale sono commosso, e felice allo stesso tempo, yuppie. &lt;br /&gt;Fra un po’ ho deciso di fare coming out, forse non sarò pronto, però, non posso neppure aspettare tanto tempo, ho un po’ di paura, mi preparerò, sia psicologicamente, che una via di fuga, o per lo meno mi farò supportare, sperando che i miei genitori capiscano…&lt;br /&gt;Sperando…&lt;br /&gt;Dubito fortemente.&lt;br /&gt;Però so che non sono una persona da buttare, anzi sono una bella persona, il che è importante. In questi giorno, poi, ho recuperato molte cose tra cui un componimento che ascoltavo sempre da piccolo, quando avevamo ancora il lettore vinile. La musica strumentale, e corale mi rimane sempre impressa, dunque so a memoria molti componimenti ascoltati da piccoli. Mi pento di non aver coltivato questo orecchio, ma fortunatamente, c’ho una vita per fare. &lt;br /&gt;Ultimamente sto uscendo sempre più con Davide, cioè lui raccoglie erbe, ed io cerco di trovare la natura delle cose bestemmiando contro il mio cane. E fra un po’, lo costringerò a seguirmi nelle mie escursioni trova pietre, minerali per i colli e zone affine. &lt;br /&gt;Sentimentalmente parlando ho il cuore disturbato da due persone, e questo a volte mi da dà penare, però non penso che sia qualcosa che mi blocchi a tal punto, mi da strane sensazioni. &lt;br /&gt;Lascio a voi l’ascolto di quel componimento da me accennato….&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La carta di oggi è la torre&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8681944419884473535-6027253058797506894?l=albatross89.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albatross89.blogspot.com/feeds/6027253058797506894/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8681944419884473535&amp;postID=6027253058797506894' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/6027253058797506894'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/6027253058797506894'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albatross89.blogspot.com/2009/02/18-febbraio.html' title='18 Febbraio'/><author><name>Andrea Piccolo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03258174907589240997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_Q9VrNdTgT84/Sz-hUDrqJEI/AAAAAAAAAKc/khgzHWvF41k/S220/6818_1236564557401_1327831648_1994558_7970330_n.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Q9VrNdTgT84/SZv7Z-fFfEI/AAAAAAAAAEk/CQi_AudZgz8/s72-c/16.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8681944419884473535.post-6750082753005165674</id><published>2009-02-15T09:22:00.000-08:00</published><updated>2009-02-15T09:26:25.163-08:00</updated><title type='text'>Commosso</title><content type='html'>Oggi mi sento strano, soprattutto dopo una conversazione avuta con Enrique poc’anzi… Triste, senza una buona ragione. Ammetto che sono uno che prova le emozioni senza saperle nominare, forse è commozione… Il fatto che lui e il Cbm siano rimasti giù a casa per essere pronti a fare irruzione in caso, mi ha lasciato sorpreso…&lt;br /&gt;I miei genitori non sono cattive persone, però sono ottusi, non sentono ragioni, e vogliono averla sempre vinta, quel giorno forse ho esagerato, o forse mi sono comportato come un ragazzo normale, non lo so sinceramente, non sono tanto abituato a seguire i miei impulsi, ho sempre paura di fare errori ed essere accusato di essere una brutta persona.&lt;br /&gt;Però, penso di essere stato semplicemente un ragazzo normale, fin troppo onesto in quel caso, un ragazzo che voleva stare tra amici e stare bene… &lt;br /&gt;Penso di non aver sbagliato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono capitate molte cose ultimamente, ho conosciuto tante persone stupende di cui sono fiero, e ho iniziato seriamente a voler vivere attivamente la mia esistenza. &lt;br /&gt;Un giorno Davide mi lesse i tarocchi – adoro la lettura dei tarocchi, nonostante sia agnostico e non creda tanto, mi piace il simbolismo dietro alle carte-  e ha letto che in un futuro sarò felice, perché la mia vanità, e la mia ricerca mi porteranno a trovare pace con me stesso. Sul futuro non posso che lasciare dubbi, visto che deve accadere, però, leggendo le mie carte passate, ha imbroccato molto, il che mi preoccupa. &lt;br /&gt;Dopo avermi letto il futuro, ho iniziato a litigare con i tarocchi, non chiedetemi come sia possibile, gli domandavo se mentivano e loro rispondevano sempre di no, poi mi hanno dato dell’ingenuo… dannati bastardi.&lt;br /&gt;Al di là di queste cavolate…&lt;br /&gt;Ho iniziato a fare focoleria e mi presto farò l’artista di strada. Ho deciso, dovrebbe essere un bel hobby quello di intrattenere le persone con il fuoco, e con acrobazie. Anzi, è una cosa che ho sempre sognato di fare, ho l’animo da bardo vanitoso.&lt;br /&gt;Per ora non ho altro d’aggiungere, sono un po’ commosso e triste, quando avrò altro di cui rendervi partecipi, lo farò. &lt;br /&gt;Statemi bene &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poesia scritta a caso, dunque schifosa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si danza senza sapere,&lt;br /&gt;si danza tanto per danzare,&lt;br /&gt;un azione fine a sè stessa;&lt;br /&gt;a volte ci si dimentica&lt;br /&gt;pure che si ha paura, &lt;br /&gt;ci si dimentica che si deve&lt;br /&gt;e non si vuole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora danziamo per volere&lt;br /&gt;e non per il dovere; &lt;br /&gt;Sì, vogliamo, sì brindiamo,&lt;br /&gt;guardiamo il sole dal basso &lt;br /&gt;e alla pari guardiamo il mondo &lt;br /&gt;in cui viviamo!&lt;br /&gt;Osserviamo noi stessi allo specchio, &lt;br /&gt;e sorridiamo: accettiamo&lt;br /&gt;Sì, accettiamo ciò che siamo!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8681944419884473535-6750082753005165674?l=albatross89.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albatross89.blogspot.com/feeds/6750082753005165674/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8681944419884473535&amp;postID=6750082753005165674' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/6750082753005165674'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/6750082753005165674'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albatross89.blogspot.com/2009/02/commosso.html' title='Commosso'/><author><name>Andrea Piccolo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03258174907589240997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_Q9VrNdTgT84/Sz-hUDrqJEI/AAAAAAAAAKc/khgzHWvF41k/S220/6818_1236564557401_1327831648_1994558_7970330_n.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8681944419884473535.post-7241958071069005881</id><published>2009-01-28T08:22:00.000-08:00</published><updated>2009-01-28T08:23:13.116-08:00</updated><title type='text'>La storia di "n"</title><content type='html'>Se nei momenti più mesti, l’uomo è in grado di essere più propenso a lasciare una traccia di sé, allora forse, questa potrebbe essere una delle mie qualità più evidenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’era una volta un topo. Non so dove sia stato partorito, sicuramente in un piccolo negozio di Padova. Sua madre, una piccola topa bianca, rinomata per essere la zoccola del negozio, dopo il parto cercò di mangiarselo senza motivo, forse la depressione post parto prende con rapido balzo anche le topoline facili. &lt;br /&gt;Il topo, il quale non aveva né ricevuto un nome dal proprietario del negozio, né dalla madre nella relativa lingua – però, mentre cercava di divorarselo lo chiamava figlio di p…., riconoscendolo di fatto, vista la sua propensione naturale-&lt;br /&gt;Alla ricerca di una identità perduta, e vedendo un libro di matematica del figlio del proprietario, si auto-denominò “n”, come un qualunque elemento di un dato insieme. Come abbia fatto a leggere, e sapere il significato di “n”, non lo so neppure io, ed io ho creato la madre, il proprietario, il figlio e il topo “n”. &lt;br /&gt;La vita nel negozio procedeva pacata, “n” chiamava cortigiana sua madre, la quale nel mentre aveva messo su qualche ettogrammo in più, e forse si era data persino alle droghe sintetiche: antipulci canini in polvere. “n” crebbe, odiava le sue origini, sapeva di essere considerato un parto casuale, forse non doveva essere neppure lì in quel momento, è stato salvato per caso. &lt;br /&gt;Un giorno nel negozio entrò un ragazzo, basso, un po’ robusto, capelli ricci e neri, barba poco curata, un po’ ricco di brufoli e dai denti sporgenti. Vide “n” e subito se ne innamorò, lo prese e lo pagò, e come tutti coloro di buon core, si dimenticarono lo scontrino fiscale nel cestino del negozio.&lt;br /&gt;Lo portò a casa sua, non era un bellissimo spettacolo, anzi, il disordine che stagnava era tale, da confermare il secondo principio della termodinamica secondo il quale l’universo si dirige verso alla morte termica e al caos. &lt;br /&gt;E i giorni trascorsero velocemente, venne il periodo in cui il topo era sempre in calore, e per non pensare al fatto che lo era e quindi che aveva voglia di scoparsi qualsiasi topa passante, anche sua madre, mangiava come un porcellino d’india, divenendo così una sorta di piccola pallina di tennis bianca. &lt;br /&gt;“n” non pensava, credeva che fosse arrivato il paradiso mito inferno : il purgatorio, il tempo non lo mangiava più, era divenuto una sorta di corrente lenta che passava passiva, senza minaccia. Lui non esisteva e al contempo viveva, o esisteva senza vivere, senza che le due asserzioni si contraddicevano. &lt;br /&gt;Un giorno sentì quale era la fine che gli spettava: essere mangiato da un serpente ancora in letargo. La vita divenne un peso, il tempo divenne tiranno, e la sua esistenza, per quanto possa essere sembrata beata, non divenne altro che polvere, e destinata quindi ad essere dimenticata. Dov’era il suo passato? Dov’era quel che doveva aver guadagnato dallo scambio continuo di energia con il sistema universo. &lt;br /&gt;Venne messo nella gabbia di vetro. &lt;br /&gt;In un istante c’era l’eterno. In una respirazione c’era l’inferno. Nella lacrima il rimpianto del purgatorio. E nello stomaco gremo di acido, parole troppo gelate per sciogliersi sotto il sole paradisiaco che gli si prospettava nella sua testa ancora speranzosa.&lt;br /&gt;Il topo morì prima di essere mangiato. La sua vita è stata dimenticata, e non fu neppure glorificata dal serpente che doveva papparselo. &lt;br /&gt;L’ultimo grido del topo era : dov’è Dio? Dov’è quello che mi portò via dal negozio? Dov’è il ragazzo?&lt;br /&gt;E qui finì tutto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8681944419884473535-7241958071069005881?l=albatross89.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albatross89.blogspot.com/feeds/7241958071069005881/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8681944419884473535&amp;postID=7241958071069005881' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/7241958071069005881'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/7241958071069005881'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albatross89.blogspot.com/2009/01/la-storia-di-n.html' title='La storia di &quot;n&quot;'/><author><name>Andrea Piccolo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03258174907589240997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_Q9VrNdTgT84/Sz-hUDrqJEI/AAAAAAAAAKc/khgzHWvF41k/S220/6818_1236564557401_1327831648_1994558_7970330_n.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8681944419884473535.post-4318775958350677460</id><published>2009-01-26T12:20:00.000-08:00</published><updated>2009-01-26T12:21:34.834-08:00</updated><title type='text'>25 gennaio 1989 + 20</title><content type='html'>Odio la pioggia. E’ un qualcosa di beata e desiderata d’estate, ma d’inverno rompe, non solo perché abbassa la temperatura, ma perché sottolinea la tristezza generale del cielo. Un cielo appena morto, che risorge dopo l’ultimo anno e si trova spaesato. Non la sopporto, mi impedisce (sì, visto che l’azione è compiuta da me stesso, è inevitabile che tutto sia riferito alla mia individualità) di poter andare a fare le mie passeggiate, andare in giro, e sentirmi in qualche modo libero; oggi non sono potuto neppure andare in palestra, fatto che mi rende parecchio instabile, odio che non si rispettino i miei ritmi di vita, come se dovessi essere un fantoccio in mano degli altrui impegni, delle altrui volontà. &lt;br /&gt;Dopo l’ultima ricaduta, visto che la mia stabilità mentale è come quella di una foglia secca attaccata ad un ramo secco durante la stagione della vecchiaia, mi si è riaffacciata l’idea di fare il coming out con i miei genitori, il che potrebbe essere estremamente negativo, poiché potrebbe portare a gravi squilibri in famiglia, ma chissenefrega. &lt;br /&gt;Non è che io voglia necessariamente essere egoista, anzi, è da troppo tempo che il mio carattere mi impedisce di prendermi i miei spazi, e quindi di trovare un modo per agire attivamente nel mondo… sono decisamente stanco, il peso emotivo è terribile, non è niente rispetto a quelli che chiamano problemi concreti, lo so, ne sono conscio, ma attualmente svegliarsi e pensare inevitabilmente che si è stati come un cumulo di polvere ammassato in un piccolo angolo a nord, mi fa male, troppo male. &lt;br /&gt;Ho 19 anni, e posso vantarmi di poche esperienze, molte persone sono riuscite ad interagire attivamente con la loro esistenza, mentre io stento ancora a trovare una passione, o un modo per esprimermi. Perché? Perché ho dato troppo peso al giudizio altrui, che mi ha corrotto, mi ha reso debole, un infame, un insulsa brutta copia di quello che avrei potuto essere. Ora mi si prospetta il problema di recuperare il tempo perduto, e cercare di imparare a dare un significato al momento in cui vivo, devo imparare velocemente a coltivarmi, cercare di sbagliare il più possibile, o per lo meno capire i miei errori, il tempo è agli sgoccioli, e forse potrei morire anche domane, e dopo cosa succederebbe? Il dialogo di Quimper 94 si prospetta come un monito, per dirmi che se non voglio finire come temo, devo darmi da fare e devo agire prima che tutto ciò che mi sta attorno mi mangi.&lt;br /&gt;Devo trovarmi assolutamente un lavoro, andare bene all’università, trovare una mia dimensione, recuperare il tempo, e ho paura di non essere in grado di farlo con il tempo che forse mi è stato concesso dalla serie inevitabili di cause che potrebbe colpirmi. Sono intimorito, sì, da quello che potrebbe accadermi, perché mi priverebbe della possibilità di vivere, di recuperare ed imparare a vivere, ho paura che il tempo sia troppo esiguo e io troppo indisciplinato per poter trovare questo io perduto, e stuprato da tutto. &lt;br /&gt;Temo, sì, temo. Non posso far altro, quando mi trovo dinnanzi alle persone che hanno saputo sfruttare il loro tempo, e hanno trovato in qualche modo sé stesse, mi viene da piangere. Mi sento inferiore, forse questo nasconde una parte estremamente oscura del mio carattere, la volontà di primeggiare e di avere potere – che lenirò – però questo sentimento è concreto, e mi distrugge, e non comprendo il motivo per cui ricevo solo stimoli negativi e per non pensare mi rendo dipendente a qualsiasi cosa di decostruttivo. Vorrei essere libero, ma non so come spezzare le mie catene, e non so come potrei farlo senza ferire la mia famiglia, alla quale, nonostante tutto, sono un po’ legato.&lt;br /&gt;Vorrei poter tornare indietro, rifare tutto, distruggere tutta la mia esistenza per poterla ricostruire in virtù del fatto che ora ho visto cosa si prova ad essere vicino all’età in cui si diventa niente, e non essere mai stato qualcosa. Ma credo che in fondo abbia ragione Milan Kundera, l’uomo è un attore che viene mandato in scena senza che abbia mai provato la parte, e senza possibilità di chiedere il bis.&lt;br /&gt;Distruggere, per ricreare, oppure distruggere per finire in bellezza.&lt;br /&gt;Molti mi dicono che sono simili a loro, che sono il loro passato. Luca, un ragazzo di Este, e anche Davide, sempre di Este, conosciuti recentemente affermano che io ero simile a loro: loro sono vita, ottimismo, e vitalità, io sono l’opposto, sono fragile e ho paura di avere problemi perché ho paura di non saperli affrontare, oppure sembra che sappia che io non abbia mai ragione, il che è molto probabile, infatti io sono un ragazzino viziato, che non ha mai fatto niente, neppure a casa, dunque meriterebbe di essere mandato in un gulag, o in campo di concentramento. &lt;br /&gt;Io mi sento piccolo, e ho ancora tanta paura del tempo, come se dovessi crepare il giorno dopo, è da sempre così, è da sempre che vedo la fine e non lo svolgimento e l’inizio. Sono una persona proiettata alla fine, ma questa mia propensione naturale deve essere combattuta: non perché io mi sottometto ad un dovere imposto, un tu devi assoluto imposto da qualcuno esterno, ma perché sono io che lo voglio, anche se la mia volontà è debole e tormentata, non devo demordere, devo assolutamente trovare il modo da fuggire da ciò che mi tormenta sin dall’inizio della mia esistenza: la fine, il tempo e la paura di non essere in grado di, e di non essere accettato. Vivo con queste croci, le quali sembrano cose piccole, e lo sono, ma sfortunatamente per i ben pensanti, e coloro che hanno i loro dolori, queste sono LE MIE CROCI, non le loro, se loro hanno spalle di portarle, ben venga, ma non mi vengano a criticare se io ho difficoltà. Odio le persone che criticano dall’esterno, guardano il mondo da una piccola finestrella lontana e si permettono di descrivere il carattere delle persone osservando dei gesti superficiali, SENZA INDAGARE. Per la serie, il vero dovere, l’unico imperativo categorico che imporrei all’umanità è questo: FARSI UNA SPORTA DI CAZZI SUOI, SE NON SI VUOLE INDAGARE SUL FENOMENO OSSERVATO. E’ fastidioso. Sento mia madre, e qualunque persona della mia famiglia creare capri espiatori, criticare, o per usare i termini di quella testa falliforme di mio padre, considerare. Un atteggiamento dannoso, che mi ha rovinato sin da quando ero piccolo inculcandomi dei giudizi assurdo, che poi si sono riversati su di me come vasi di acido cloridrico concentrato. &lt;br /&gt;Credo che sia necessario far presente, che io non sono una persona pura, ho ereditato anche io questi difetti di famiglia, ma fortunatamente non sono genetico costitutivo della mia persona, indi per cui, primo o poi riuscirò a debellarli.&lt;br /&gt;Criticano le persone così.  Mi piacerebbe dire questo:&lt;br /&gt;Papà, mamma sono frocio. Ho scopato con venti persone diverse negli ultimi due mesi, ho fatto il mio primo p… a 13 anni, e a 14 anni ero già bravo. Contenti? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma ovviamente non avrò le palle per farlo. Primo o poi raccatterò quel che serve per dare un gancio ben assestato alla mia famiglia. Ora devo cercare di combattere quella fogna di mente che mi ritrovo. Non è che distingua la mia mente dal mio corpo, è stupida, come lo è il mio corpo, ed io mi trovo in mezzo. Se la tripartizione della persona umana è id, ego, super ego, l’ego cioè, io, si ritrova tra un corpo pieno di ormoni e martoriato dall’obesità e da impulsi non chiari, e da un super ego estremamente sviluppato, che è quasi la concretizzazione vivente dell’andare oltre alla corporeità. Sono decisamente schiacciato, e a volte, quella parte pesante che sovrasta me e il mio corpo, con il quale vado d’accordo, è talmente pesante da diventare quasi falsa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora passiamo ad altre notizie di carattere generale.&lt;br /&gt;Cosa mi è successo dall’ultima volta?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho incontrato due ragazzi stupendi, molto paziente, secondo i loro standard. Il primo è Luca, gnocco come pochi, gentile ed estremamente vitale, decisamente ci vuole poco per essere più vitali di me, ma questo è tutt’altro discorso. Simpatico, mi vuole convincere ad andare ad una discoteca gay, ci voglio andare, sia ben chiaro, ma devo farmi le solite paturnie con i miei genitori. Se avessi una indipendenza potrei tranquillamente evadere da casa, ma evidentemente è destino che io sia debole, oppure semplicemente è evidente che non ho imparato ad essere forte. DEVO DIVENTARE FORTE. &lt;br /&gt;Il secondo è Davide, un ragazzo estremamente bello, dentro, una persona con una profondità che neppure io forse sospetto, è qualcosa che mi attira. Mi sento molto bene con lui, che sia chiaro, non ne sono innamorato, o almeno credo, però, è una persona che mi fa stare bene, la sua vita è qualcosa di veramente trascinante, vorrei farlo divenire il mio maestro. Lui mi ha chiesto di innamorarmi, ma forse temo, spero di no. Forse mi ha fatto un po’ innamorare perché mi ha trattato come una persona, cioè, durante l’atto sessuale leggero avuto, mi ha trattato come qualcuno, non come un oggetto, come molte checche isteriche. Tra l’altro molte credono di farmi godere nel senso “povco” della parola, ma credo che per provare un po’ di vero sesso sentito, dovrei aspettare la persona di cui sono realmente innamorato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- mentre sto scrivendo, orgasmo sentendo Aria della Nannini, che goduria – &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho una voce orribile, ho interrotto la scrittura di questo post per cantare aria, ho una voce che rasenta la cacofonia assoluta, il che è decisamente grave per la mia futura carriera da cantautore di strada. Non so se avete visto la Vie En Rose, è uno dei pochi film da me visti negli ultimi tre anni: non vedo assiduamente niente da molto. La protagonista è stata scoperta mentre cantava per strada l’inno francese. Se cantassi per strada, molto probabilmente sarei scoperto come arma di distruzione di palle di massa, mi chiamerebbero per un reality. &lt;br /&gt;Tralasciando questa mia piccola divagazione, ora ritorniamo al cosa mi è successo recentemente. So che l’assiduo popolo dei miei lettori – io e basta – vuole sapere cosa mi è successo recentemente. &lt;br /&gt;Prima uscita con i Geologi. &lt;br /&gt;Evviva. &lt;br /&gt;La giornata è iniziata bene, mi sono svegliato, vestito, messo le mie fantasmagoriche scarpe da escursionismo. Il look della giornata mi faceva molto protagonista di un film porno. Scarponi dai colori bruni, jeans, camicia pesante blu, estremamente larga. Se il mio riflesso fosse stato vero, mi sarei stuprato da solo. Il che vi dice quanto sono estremamente perverso. &lt;br /&gt;Mi dirigo al castello, con il mio proverbiale essere in anticipo, aspetto la mia solita mezz’ora, più il ritardo consueto di chiunque mi deve pigliare, e mi dirigo verso il fantasmagorico mondo che mi aspetta. Jari, e Stefano parlano di menate, cioè ragazze, non me ne vogliate, sono gay per qualcosa. Sbagliamo strada, arriviamo in ritardo, ma tutto sommato siamo arrivati vivi. Abbiamo incontrato Giulio e l’allegra compagnola dei Geologi. &lt;br /&gt;Saluto la mitica Corin, mia sostenitrice per quanto riguarda la mia produzione letteraria, e iniziamo a vedere i vari affioramenti di roccia; interessantissimo, peccato che li vedevamo in mezzo alla strada, e molti degli automobilisti era tentato di fare un enorme strike su di noi. Per fortuna ci sono i ciclisti, i quali sono il capro espiatorio della viabilità stradale per tutti i veneti.&lt;br /&gt;Per adesso vi lascio questa introduzione, devo raccattare il materiale, e poi vi renderò partecipe di tutto quello che è stato vissuto in quella giornata.&lt;br /&gt;Adieu &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi lascio con il testo della canzone della nannini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lyrics to Aria :&lt;br /&gt;Sai &lt;br /&gt;nascono così &lt;br /&gt;fiabe che vorrei &lt;br /&gt;dentro tutti i sogni miei &lt;br /&gt;e le racconterò &lt;br /&gt;per volare in paradisi che non ho &lt;br /&gt;e non è facile restare senza piu' fate da rapire &lt;br /&gt;e non è facile giocare se tu manchi &lt;br /&gt;aria come è dolce nell'aria &lt;br /&gt;scivolare via dalla vita mia &lt;br /&gt;aria respirami il silenzio &lt;br /&gt;Non mi dire addio ma solleva il mondo &lt;br /&gt;sì &lt;br /&gt;portami con te &lt;br /&gt;tra misteri di angeli &lt;br /&gt;e sorrisi demoni &lt;br /&gt;e li trasformerò &lt;br /&gt;in coriandoli di luce tenera &lt;br /&gt;e riuscirò sempre a fuggire dentro colori da scoprire &lt;br /&gt;e riuscirò a sentire ancora quella musica &lt;br /&gt;aria come è dolce nell'aria &lt;br /&gt;scivolare via dalla vita mia &lt;br /&gt;aria respirami il silenzio &lt;br /&gt;non mi dire addio ma solleva il mondo &lt;br /&gt;aria abbracciami &lt;br /&gt;volerò &lt;br /&gt;aria ritornerò nell'aria &lt;br /&gt;che mi porta via dalla vita mia &lt;br /&gt;aria mi lascerò nell'aria &lt;br /&gt;aria com'è dolce nell'aria &lt;br /&gt;scivolare via dalla vita mia &lt;br /&gt;aria mi lascerò nell'aria&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8681944419884473535-4318775958350677460?l=albatross89.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albatross89.blogspot.com/feeds/4318775958350677460/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8681944419884473535&amp;postID=4318775958350677460' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/4318775958350677460'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/4318775958350677460'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albatross89.blogspot.com/2009/01/25-gennaio-1989-20.html' title='25 gennaio 1989 + 20'/><author><name>Andrea Piccolo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03258174907589240997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_Q9VrNdTgT84/Sz-hUDrqJEI/AAAAAAAAAKc/khgzHWvF41k/S220/6818_1236564557401_1327831648_1994558_7970330_n.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8681944419884473535.post-7953535383644894717</id><published>2009-01-24T06:54:00.000-08:00</published><updated>2009-01-24T06:55:02.861-08:00</updated><title type='text'>Quimper 94. ovvero sfogo di un periodo un po’ depresso, estremamente caustico, acido e misantropo.</title><content type='html'>Quimper 94. ovvero sfogo di un periodo un po’ depresso, estremamente caustico, acido e misantropo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La voglia di studiare scema come qualsiasi altra componente della mia esistenza umana. Mentirei se dicessi che sta andando tutto bene, ma mentirei pure se dovessi dire le ragioni per cui ora sono così giù di corda. Credo che non ci possa essere altra soluzione che un pestaggio ai miei danni per farmi capire che ho 19 anni, che ho ancora tempo, e che devo realizzare le parole che proferisco, e non lasciarle nell’etere a marcire per poi essere dimenticate, e dunque uccise, per poi farle riesumare dal terreno in cui le ho seppellite.&lt;br /&gt;Il titolo del post è legato ad una canzone che stavo ascoltando di Yann Tiersen, mi mette allegria, o per lo meno voglia di vivere, come quella che sto ascoltando attualmente, le valse des monsters, ma questo è solo una piccola premessa casuale inutile ai fini di tutto, solo per chi vuole capire un po’ come funzionano le mie emozioni: sono convinto che il ritmo di tutte i componimenti ascoltati fino ad oggi, nascondano quello che è in realtà il mio vero carattere; forse il carattere di una persona malata.&lt;br /&gt;Che cosa posso dire, riguardo alla mia ricaduta, insulsa e dannata che mi succhia la voglia di fare, e di agire, e mi fa rassomigliare ad una schifezza dell’essere? Che come al solito cerco di voler produrre luce, ma non ne sono in grado.&lt;br /&gt;Uso la metafora sentita da Michele quel lontano giorno, l’ultimo in cui l’ho visto, riguardo alle persone che vivono di riflesso, alla fine come tutti gli inetti, non posso far altro che utilizzare l’esistente a mio piacimento, senza mai creare qualcosa, come luce, per questo sono un riflesso, e non un sole.&lt;br /&gt;Molte persone sono riflessi, che cosa significa? Beh, se si pensa alla luna, allora si capisce il gioco di tutto, la luna produce luce solo perché esiste il sole che si riflette su di lei: una luce pallida, malinconica, capricciosa, come il mio carattere: dipendente, malinconico e senza una valida ragione. Credo che nessuno possa riconoscere la mia vera indole, perché tutti guardano il riflesso che proiettano su di me. Ma qual è la mia natura, cosa sono io? Perché ho bisogno dei raggi del sole per essere illuminato, e non posso accumulare energia e liberarla, perché io sono un riflesso e non un corpo nero?&lt;br /&gt;E’ un qualcosa su cui riflettere. Un tempo non sapevo scrivere; -anzi, se devo essere sincero, ancora adesso non so farlo, ed è inutile che mi si dica che sono bravo: i complimenti fanno sempre piacere, ma lo so che non lo sono, perché so che io sono un tipo intuitivo e troppo spontaneo nello scrivere- ora, invece me la cavicchio. Questa è stata una delle mie parche conquiste. 19 anni buttati in un cestino, tempo sprecato, e lasciato a marcire, ed ora come un vampiro mi succhia l’avvenire.&lt;br /&gt;C’è gente che ha avuto una vita decisamente migliore della mia, ha sfruttato il suo tempo in modo migliore, e ora può cadere, essere tranquillo, se morisse il giorno dopo e se ci fosse una vita dopo, saprebbe di aver vissuto l’esistenza come nessuno altro, perché appunto ha sfruttato quello che gli è stato concesso in modo decisamente migliore e non chiudendosi in sé stesso. Io cos’ho? Se morissi domani, o oggi per un malaugurato fato, o fortuna – dipende dai punti di vista – cosa potrei dire di me?&lt;br /&gt;Io immagino un colloquio con un possibile interlocutore nell’aldilà:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Interlocutore X: Salve, sono una ascissa del piano cartesiano traslato. Sono una X trascendente. Piacere, lei è?&lt;br /&gt;Andrea : Andrea Piccolo&lt;br /&gt;Interlocutore X: Sai che non l’ho mai sentita. Nel senso, mi perdoni la franchezza tipica di noi X trascendentali, nessuno mi ha parlato di lei, e da quanto leggo in questo piccolo fascicoletto, che credevo la bolletta del gas : troppo spessa per essere un conto leggero, ma troppo esigua per essere una persona, lei è della provincia di Padova, e più precisamente di Este. Ieri è schiattato un certo numero di persone, sa com’è la faccenda nel piano umano, si muore improvvisamente, e ho conosciuto persone piene che hanno osato, e non mi hanno detto che conoscevano una persona come lei, o se la conoscevano, era evidentemente una virgola tra una parola e l’altra. Cioè, mi perdoni ancora se sono così franco, e non Ernesto, ma lei è sicuro di essere esistito? Ah, spetti, una persona, una ragazza alta biondiccia, dice che lei è gay, perché si nota. &lt;br /&gt;Andrea Piccolo : Effettivamente non è che sia stato molto legato a qualcuno in questi ultimi anni, sono stato chiuso.&lt;br /&gt;Interlocutore X: Uh, dunque tu ti sei chiuso in  te stesso, e come i classici inetti giustificavi la tua chiusura come qualcosa di alto, poi ad un certo punto ti sei sentito libero, libero dal peso della tua chiusura, e hai deciso di voler vivere, soltanto che ti sei reso conto di essere già morto?&lt;br /&gt;Andrea Piccolo: …&lt;br /&gt;Interlocutore XY: Salve, di che si parla? Io e Y siamo passati qua per caso.&lt;br /&gt;Interlocutore Y: Come va X?&lt;br /&gt;Interlocutore X: Ah, bene. Di che si parlava? Di niente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e mi sento oppresso&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8681944419884473535-7953535383644894717?l=albatross89.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albatross89.blogspot.com/feeds/7953535383644894717/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8681944419884473535&amp;postID=7953535383644894717' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/7953535383644894717'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/7953535383644894717'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albatross89.blogspot.com/2009/01/quimper-94-ovvero-sfogo-di-un-periodo.html' title='Quimper 94. ovvero sfogo di un periodo un po’ depresso, estremamente caustico, acido e misantropo.'/><author><name>Andrea Piccolo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03258174907589240997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_Q9VrNdTgT84/Sz-hUDrqJEI/AAAAAAAAAKc/khgzHWvF41k/S220/6818_1236564557401_1327831648_1994558_7970330_n.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8681944419884473535.post-2592134476457420199</id><published>2009-01-20T04:43:00.000-08:00</published><updated>2009-01-20T04:45:04.234-08:00</updated><title type='text'>Racconto in fase di costruzione: lo salvo nel blog in modo tale che si segua la sua evoluzione</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;La Storia dell’Anguilla, ovvero una storia pesante, per chi è leggero, e leggera per chi è obeso; tragica, soprattutto quando si arriva al piatto freddo. Se si gratta un po’ la scorza che la ricopre, forse si vedrà il vuoto. &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Mentre studiavo i sistemi di riferimento relativi in fisica dal mio libro “Elementi di Fisica: Termodinamica-Meccanica”, mi è capitata tra le mani una fantastica proposizione:”Non esiste pertanto un punto privilegiato dello spazio, e nemmeno un orientazione privilegiata: lo spazio appare omogeneo e isotropo.” &lt;br /&gt;Ebbene devo dire che questa incredibile verità- per altro già nota ma, per l’ottusità insita nella maggior negli esseri umani viventi in codesto geoide, mai sfruttata-  è una delle più belle perle della fisica da me appresa fino ad ora. &lt;br /&gt;L’argomento è stato interessante, e per spingermi a scrivere una sorta di follia su questa questione, ci vuole una bella miccia. Allora, per quale ragione mi appreso a scrivere una vagonata di menate?&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;-Intanto, mi permetto di introdurre la mia figura, in modo teatrale e decisamente insana: io non sono intelligente, non ho cultura, sono un ragazzo normale che ama danzare nella sua mente, non sono una persona a cui bisogna credere, anzi bisognerebbe lapidare. Io scrivo per il puro gusto di farlo e mostrare qualcosa, dunque mi rende altamente ipocrita, nel senso che io sono una persona che ha bisogno di un folto pubblico di inesistenti persone, indi per cui, quel che scrivo, ha solo una relativa importanza, amo premettere questo, perché affermando questo, affermo anche l’opposto, ma al contempo, affermando per contrasto il contrario di quello che volevo dire, confermo quello che attualmente sto dicendo: sostanzialmente non esiste né un capo, né una coda, solo un circolo chiuso, miei signori, spero che non vi siate offesi.-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Perché l’argomento è di vitale importanza. Partendo da questo presupposto si afferma che non esiste un assoluto, ma sono un punto di vista diverso, forse esiste un centro di massa che sintetizza tutte le opinioni, ma è impossibile fare la sommatoria di tutti i punti presenti in questo universo, dunque non è possibile trovarlo.  Molte persone si accoppano per dire di essere un centro di massa, di essere loro il centro del sistema universo, ma poi crollano per mano di altre, oppure collassato su stessi, perché sono solamente dei punti tra tanti, e come tutti hanno un destino assai triste, ma questo dipende dai punti di vista. &lt;br /&gt;Però, se tra coloro che mi seguono dalla platea, vi è qualche persona che ha studiato per intero quel capitolo, mi farà notare con supponenza che sussiste la nozione d’invarianza, e che dunque le leggi e la descrizione  di un moto, o di un fenomeno, rimane invariata. A questa possibile asserzione rispondo, e sì cari, però se rapportiamo questa piccola nostra disquisizione alla situazione umana, dobbiamo ammettere che noi non siamo solo punti, ma anche siamo punti in un movimento accelerato soggetti quindi a forze apparenti, alla soggettività, e alla evoluzione. Descriviamo una traiettoria di punti uguali, ma non potremo mai descrivere un fenomeno obbiettivamente se non scopriamo cosa è nostro, e cosa è del sistema osservato; le forze apparenti ci legano, e ci danno qualcosa che è nostro, ma che ci annebbia; comunque preferisco essere in costante accelerazione, arrivare al culmine e poi decelerare, che rimanere fermo, e osservare con la stessa inclinazione un altro punto. &lt;br /&gt;E’ bello usare queste menate introduttive para- culturali, spero che si intenda ciò che voglio affermare, noi siamo elementi sfigati, non possiamo dire con certezza che quel che percepiamo sia verità, o meno, possiamo solamente cercare di descrivere più obbiettivamente possibile qualcosa, ma… oltre alle forze apparenti, siamo ancora più sfigati, perché, miei cari, oltre ad essere punti, siamo buchi neri, dunque non potremmo mai conoscerci a fondo, dunque non potremmo mai discriminare ciò che è nostro, da ciò che potrebbe essere di tutti, e quindi obbiettivo. &lt;br /&gt;In queste condizioni, bisognerebbe chiedersi se esiste una verità, ed in questa prospettiva o si ammette che non esiste, che esiste ma non è possibile conoscerla, oppure che verità è ciò che si impone. &lt;br /&gt;Ora iniziamo con la storia dell’anguilla!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’era una volta in un ristorante orientale, o occidentale a seconda da dove si osserva il mondo, una piccola vasca di vetro, un po’ sporca, piena di sostanze organiche, in cui viveva una simpatica anguilla. Non posso che lasciare a voi l’arduo compito di descriverla, posso dire che forse è lunga, e che forse è un po’ capricciosa. &lt;br /&gt;Un giorno mi avvicinai a questa anguilla, e mi chiesi cosa pensava. Il che lascia adito alla domanda, ma questo narratore, che entra ed esce dalla sua storia, che non ha una personalità ben precisa e che si fonde con lo scrittore, il quale potrebbe essere il narratore, ma in realtà non lo sa neppure lui, e quindi potrebbe avere plagiato la storia, ha una vita sociale? No, o forse è in fase di costruzione. &lt;br /&gt;Allora pensai ancora, visto che non ho nulla di meglio di fare, cosa pensavano gli altri di quella simpatica, secondo i punti di vista, bestia. &lt;br /&gt;Entrò un avventore, la guardò, pensò che l’acqua era sporca, poi ricordandosi delle sue misere nozioni di patologia pensò che se ci fosse qualcosa di leggermente sporco, e batterico sarebbe stato distrutto dal calore di un fuoco lento. Per fare il bastardo, potrei ricordargli – perché sono il narratore, e dunque controllo i miei personaggi come un Dio sadico- che l’anguilla si serve cruda in quel posto, ma non lo farò. Perché? Perché alla fine sono quattro parole in croce, una mia interpretazione personale e superficiale, che dopo, al di fuori della storia, il tipo muoia, non me frega, forse allo scrittore, perché forse verrebbe accusato di omicidio…&lt;br /&gt;Cosa pensa dell’anguilla, dopo essersi perso contemplando l’acqua sporca, e la scarsa igiene del ristorante, gli immetto nel cervello una miccia, in modo tale che faccia sì che avvinghi una piccola reazione con i suoi piccoli neuroni per fargli pensare all’anguilla. Passa il tempo, la reazione è estremamente lenta, prima di passare ai prodotti, passa per un complesso attivato fatto di quotidiane questioni, che lo collegano rapidamente al tema del mare, poi della vasca, e poi della sua cena. Intanto, primo pensiero da sottolineare nella caterva di c… ovviamente per me, è il fatto che la protagonista di questa storia, attualmente, per l’avventore non sia altro che un oggetto, e non una vita, un qualcosa che mangia. Per lui, forse, quella creatura vivente altro non è che un pasto, lei esiste solo per essere mangiata. Se pensasse andando oltre alla superficie, forse potrebbe dire che è così che va il mondo. In fondo un po’ di ragione ha…&lt;br /&gt;Ad un certo punto entrò un vegetariano, voleva andare in bagno, dopo un lungo viaggio. Osservò la simpatica bestiola, e pensò al crimine commesso. Descriveva con parole diverse una scena a noi nota. In fondo l’anguilla è nata per essere mangiata, è stata accudita per essere mangiata, per quale ragione bisogna  santificare una vita e dare valore generale all’esistenza di un animale nato per morire? Perché bisogna dire che è una crudeltà far vivere al chiuso una creatura, nel suo untume, per poi mangiarsela? Perché se fossimo solidali al suo punto di vista dell’anguilla, molto probabilmente non saremo felici che non chi ci mangi non sappia questa triste sorte a noi toccata. In fondo anche l’ambientalista un po’ di ragione ce l’ha.&lt;br /&gt;Ma cosa pensa l’anguilla? Ha mai notato che le sue sorelle venivano prese e non erano mai libere dopo essere state prese? Ovvio, se prendiamo il punto di vista di un pessimista transitante sopra lo scrittore, si potrebbe affermare che la morte è una liberazione al problema vero di tutta l’esistenza: la vita. Cosa pensa l’anguilla della situazione?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Entro nel ristorante ora, attualmente siamo in quel presente passato. Sposto l’avventore, penso che il vegetariano sia un esaltato, mi avvicino alla vasca, e chiedo all’anguilla:&lt;br /&gt;NARRATORE:Salve signora anguilla. Da quando l’ho creata per sbaglio durante il tragitto di ritorno da Padova, mi sono sempre chiesto cosa pensasse di lei? Ovvio, in questo contesto non la controllo, o forse sì, ma lasciamo il scetticismo e la tirannia morale a dopo. Dopo aver preso due pareri descritti in modo superficiale, mi perdoni la mia mancanza di tempo…perdoni la mia pigrizia: ma, come ben sa,  a noi interessa lo stato iniziale e quello finale, non consideriamo le forze d’attrito nel percorso date dalle varie sottigliezze logiche. Io, narratore eletto democraticamente da una persona chiamata scrittore, mi sono domandato la sua opinione riguardo lei, e la sua situazione, mi perdoni se sono al quanto prolisso, ma non parlo spesso in questa forma dialogica, potrei venire preso da un colpo all’improvviso, sa, non sono io a controllare me stesso, ma è lo scrittore, potrebbe rendersi contro di avere creato un mostro. Oh , per Diana, mi pare di parlare troppo, ma potrebbero essere le mie ultime parole, e io vivo di queste parole, altrimenti non esisterei.-&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli avventori, cuochi, e il vegetariano si girarono basiti di fronte a questa scena, chiedendosi se fosse matto quello strano figuro vestito con una camicia bianca e pantaloni neri. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ANGUILLA:Non ti preoccupare, parla quanto ti pare, alla fine si sa che sono beati gli uccelli perché possono urlare nel cielo la loro sofferenza. Meglio lasciare ad altri il testimone della parola, nonostante sia raro che venga concessa ad una creatura che vive in mare, solitamente. Ma non ti preoccupare, non mi offendo se mi nega questa libertà, concessami per caso. Spero che si renda conto, caro narratore, che questa è una sottile ironia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NARRATORE: (pensa: bagascia, l’ho fatto tanta bagascia sta sottospecie di sushi parlante, nota per la mia prossima volta: le anguille sono stupide, punto. Meglio continuare a parlare e lasciarla parlare… mi sa che ciò che penso viene scritto, accidenti… dov’è la libertà di avere una dimensione privata!)Credo di averla compresa, mia piccola signora. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ANGUILLA: (Pensa: Beh, per essere un cretino, è abbastanza sveglio, spero che schiatti finita la storia, così magari non ha la possibilità di farmi stupida in un futuro. La sua faccia da ebete, però, mi induce a pensare che verrà eliminato, che lo Scrittore me la mandi buona. Non ho mai ucciso, ma ammetto che ben volentieri leggo i necrologi) Beh, il dire cosa penso di me, è al quanto difficile. Vivo ovattata, mi viene dato di che da mangiare, desidero la morte, quando ho tutto ciò che desiderano gli altri pesci persi nel mare della sopravvivenza. Vivo per morire, senza riserva, senza la speranza di sfuggire alla catena alimentare necessaria. Le mie sorelle sono state mangiate da quattro giapponesi panzoni che parlavano napoletano. Io verrò mangiata da un avventore dalla dubbia intelligenza, che forse morirà di diarrea… Secondo te, mio caro, cosa potrei pensare? Ci sono condizioni per cui il mio pensiero vale qualcosa. A qualcuno è mai interessato il mio punto di vista? E soprattutto, a qualcuno è mai stato interessato a sentire – a parte lei- la mia voce, o solo delle cornacchie e chi ha il dono di parlarsi e mentire può avere diritto a questa cosa? La risposta la sa già. Sarebbe bello poter parlare ed esprimere un mio parere, però, no, non mi è stata concessa questa possibilità, come vede i clienti ci guardano stupefatti, evviva, stronzi, sì, so pensare anche io. E questo show, viene visto in modo teatrale, e verrà letto come un dialogo teatrale assurdo. Io cosa penso di me? Potrei dirti qualcosa, ma se vuoi saperla, veramente, dammi la possibilità di volare, farmi fuggire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il narratore alzò la mano, prese da un buco dimensionale un libro, alterò leggermente le leggi fisiche, e la fenomenologia del mondo, e dette così la possibilità all’anguilla di volare, di poter urlare e soprattutto di scappare.&lt;br /&gt;L’anguilla si alzò in volo, allargò le fauci e si mangiò in un sol boccone l’avventore, pensando, finalmente, che lui era per lei, e che era una macchina vivente, poi azzannò il culo del vegetariano. Perché? Perché non voleva sentirsi puttana, essere utilizzata per elevare moralmente una persona, preferisce i coerenti, e le persone che non strumentalizzano il fatto che lei si una merda, per essere diverse. &lt;br /&gt;Allora il vegetariano divenne carnivoro.&lt;br /&gt;E uscì dal ristorante, dove il narratore la aspettava.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ANGUILLA: Piccolo narratore, io ho risposto usando l’istinto, come lo scrittore lo ha usato per scrivere questa storia strana e priva di senso. Vuole sapere cosa penso di me? E’ difficile dirlo, quando ero prigioniera ero confusa: volevo vivere, ma volevo anche la libertà, cioè la morte. Da un canto la vita non era un problema come quando si è in libertà, dall’altro la vita diventava una prigione, e una condanna. Volevo vivere, ma vivere ovattati, e chiusi in un punto di vista sporco e fisso, è negare la essenza stessa dell’esistenza. Parlo, come si dovrebbe parlare in questi casi. Parlo come te, o parlo come me stessa. Io vengo interpretata da me stessa in molteplici modi, e interpreto il mondo in diversi modi. Prima nella vasca, il mondo era solo un putrido viscidume acquoso, ora sono libera. La vita diviene un problema? Non c’è verità. Soffrirò per questo? Chissenefrega, la vita è vita perché cambia, non perché è fissa. Ritengo che io sia una creatura inadatta a dire questo, sono libera, verrò mangiata o morirò, vivrò con la paura di poter essere mangiata, ma vivrò anche consapevole che grazie al fatto che sono protagonista e libera, posso andare avanti. La libertà, nella sua precarietà è vita. La prigionia, un punto di vista chiuso, una vita ovattata, una vita morta, non lo è. Il pensiero cambia, le opinioni pure… Ora sono libera adieu…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E se ne fuggì via.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fine.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8681944419884473535-2592134476457420199?l=albatross89.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albatross89.blogspot.com/feeds/2592134476457420199/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8681944419884473535&amp;postID=2592134476457420199' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/2592134476457420199'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/2592134476457420199'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albatross89.blogspot.com/2009/01/racconto-in-fase-di-costruzione-lo.html' title='Racconto in fase di costruzione: lo salvo nel blog in modo tale che si segua la sua evoluzione'/><author><name>Andrea Piccolo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03258174907589240997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_Q9VrNdTgT84/Sz-hUDrqJEI/AAAAAAAAAKc/khgzHWvF41k/S220/6818_1236564557401_1327831648_1994558_7970330_n.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8681944419884473535.post-2896494032529001754</id><published>2009-01-04T05:49:00.001-08:00</published><updated>2009-01-04T06:15:28.396-08:00</updated><title type='text'> Post Cuspide </title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_Q9VrNdTgT84/SWDECL8ih7I/AAAAAAAAACM/WeDhNGdc8mE/s1600-h/DSC01093.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; 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un tempo, questo giovane, aveva paura del giudizio altrui, soprattutto temeva i suoi compagni di classe, senza che vi fosse un motivo reale, e seppur alcune dati sembravano affermare che questo timore probabilmente era fondato, tutte le sue riflessioni volavano tra il sogno e la realtà. Un giorno dopo una lunga oscurità distruttiva, capì che doveva andare oltre i confini della sua dimensione, sciogliere i legami che lo legavano all'apparenza astratta, e di vivere totalmente in una dimensione: quella reale. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Inizialmente soffrì tanto, e ancora adesso si sente confuso, estremamente pesante, come se fosse passato da una zona priva di gravità, alla terra, in cui tutto è pesante, ed in cui tutto sembra essere attirato verso un abisso coperto dalla terra. Venne la primavera, dopo l’inverno, mordaci vipere, greme di veleno iniziarono a morderlo dall'interno, iniettando del fiele nella sua mente; venne poi l'estate, il sole cocente rese poco fertile il terreno in cui lui sperava di far crescere un bel albero, il piccolo acro &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;,scelto per posare i semi, inizialmente sembrava umido, ma poi divenne secco, la ragione di quel triste accadimento stava nella luce troppo intensa dell'astro considerato fonte di vita: nulla resiste al caldo, e al fuoco; e gli alberi dei vicini, improvvisamente divennero color fuoco, l'autunno venne, le foglie cadevano morte, e ammantavano il terreno come se fosse neve di color decadente, in quel periodo così mesto per le altre persone, il giovane passeggiò alla ricerca di una via, ma i cadaveri ormai secchi coprivano tutte le strade e solo i tronchi di quel giardino comune lo guidavano come punti di riferimento: e venne il desiderio di avere anche lui un albero e di coltivarlo con amore...; e poi arrivò di nuovo l'inverno, freddo, e lamentoso, spazzò i cadaveri secchi delle foglie per distruggere ciò che non voleva portarsi con sè nel mese successivo, le strade si fecero libere, però, lui voleva lavare l'antico, e usò la neve glaciale per coprire di nuovo ciò che aveva liberato, forse per cambiare di nuovo le strade di nascosto alla ricerca sempre di qualcosa di nuovo. Il ragazzo si trovò sempre tra alberi sconosciuti, e cercava di immaginare come sarebbe cresciuto il suo, ritornando leggero, però, durante il suo viaggio nella terra era diventato pesante, e non appena si alzava in volo, cadeva per terra, rompendosi qualcosa che guariva dopo poco... &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Prima della fine dell'anno, il piccolo frutto poco maturo, chiese ad una persona di poter andare con lei da qualche parte... si vergognava, perchè non accettava il fatto di non aver coltivato il suo albero, di non riuscire ad orientarsi in quel bosco... la persona acconsentì, e da lei imparò abbastanza, però, nonostante tutto, è ancora leggermente pesante il peso della cesta vuota che si portava appresso...&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Iniziamo seriamente codesta parte del post, che sto per scrivere. Il trenta gennaio mi sono svegliato tranquillamente, come al mio solito, mi sono fatto una doccia calda, e mi sono vestito, ho fatto una parca colazione, e ho svegliato quelle pigrizie dei miei genitori, i quali non avevano ancora compreso che io avevo un treno da prendere. Dopo che si discusse di amenità, non per criticare i miei genitori, ma a volte parlano di argomenti inutili, si accese il motore della macchina il cui rumore coprì le solite raccomandazioni, e poi si partì alla volta della mitica stazione di Este, la quale è talmente inutile che il solo occupare spazio in quella zona dimenticata da tutti, è un crimine. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Arrivati nella prossimità della stazione, i miei genitori mi offrirono una colazione, il che sarebbe stato bello, se non fosse che io l'avevo già fatta, ed io odio fare più di una colazione; consumato il secondo “primo” pasto, e tutto ciò che riguardava le raccomandazioni, partì col primo treno per Nogara. Vagabondai per il treno per ricercare il posto più adatto - dove c'era un bel panorama sia all'interno che all'esterno, nella speranza di incontrare qualche persona simpatica - mi sedetti tranquillamente in un vagone dove una signora sulla trentina stava facendo le parole crociate, si lamentava spesso quando la gente lasciva la porta del scompartimento aperta. Il viaggio era un pò noioso, però, grazie al mio amico Così Parlò Zarathustra, divenne più godibile. La lettura di quel libro è un continuo riflettere, però, penso che non lo stia leggendo tanto approfonditamente, vorrei arrivare a capirlo totalmente, anche se so che ci vuole molto, per adesso mi accontento di sottolineare e scrivere miei piccoli appunti, e riflessioni riguardo me stesso, infatti per questa ragione lo considero un amico sincero, perchè in esso c'è severità e comprensione. E' una interpretazione continua, dunque trovo molti sentimenti di cui sento la mancanza...&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Arrivato a Nogara, scesi dal treno, la stazione era molto simile a quella di Monselice, se non fosse che vi era una predominanza del colore blu. Era una stazione ampia e deserta, la quale si estendeva verso l'ignoto. I fili, lampioni, pali, verso il limite del mio sguardo sembravano convergere. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Siccome l'orario del treno, che avevo trovato nel sito internet, era sbagliato, dovetti trattenermi in quella stazione per più di tre ore; in quel piccolo intervallo di tempo, aiutai una suora a portare la sua valigia per le scale del sotto passaggio, e lessi ancora parte di quel libro di cui ho accennato l'esistenza poco sopra. In sala d'attesa una persona mi ha quasi minacciato di morte senza motivo, perchè lo guardavo. Era un tipo molto carino, aveva delle scarpe che mi ricordavano le mie, e mi guardava sin dall'inizio della sua permanenza, dunque pensavo di conoscerlo. Dopo che trascorse un pò di tempo, mangiai uno dei due panini fatti per me prima di partire - cosa di cui non avevo trattato sopra, forse è un dato di vitale importanza -, naturalmente il mio cervello alternativo ha deciso di rinvangare il mio passato da anoressico e mi ha fatto sentire tremendamente in colpa, dunque assaggiato il secondo, lo buttai nel primo cestino che ho trovato, come se fossi stato un ladro. Infatti, ero peggio di un ladro e di un assassino, che mi venga il cagotto per questo atto deprecabile. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Arrivato il treno - nel binario 3 - mi metto direttamente in carrozza, c'erano molte persone, troppe. I discorsi mi avvolgevano e mi spaventavano, ma alla fine riuscii a trovare un posto simpatico e tranquillo dove continuare la mia lettura leggera. Mentre ero in quel vagone molto frequentato, notai delle ragazze sempre in vena di scherzare, mentre studiavano. Una di quelle studiava meccanica quantistica, argomento che mi piacerebbe approfondire. Per la prima ora del viaggio ci ignoravamo a vicenda, poi quando la matita divenne tonda, e il suo sfregare sulla carta spugnosa del mio amico mi divenne fastidioso, chiesi alle simpatiche ragazze un temperino, le quali me lo concessero senza troppi complimenti. L'amico che mi ha seguito per tutta questa avventura, attirò l'attenzione di una delle quattro dell'allegra compagnia: la giovane della fisica.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Era una ragazza abbastanza alta, bionda, con alcuni ciuffi di color scuro, sorriso molto gioviale, occhi allegri e voce squillante e con quel velo di ironia che io credo sia una caratteristica peculiare di coloro che conoscono la fisica, e sanno, quindi, ragionare. Al commento suo si aggiunsero anche quelli della sue vicine Anna Giulia, e Marilena. La quarta, la quale solo dopo ho scoperto che era esterna a quelle tre persone, non parlava tanto. Il viaggio dell'andata fu rallegrato da questa comunella. Ero felice di essere riuscito a conoscere delle persone simpatiche. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Arrivato ad Auer trovai Lorenzo, Andrea grande, Francesco e Giulia ad aspettarmi, montai rapidamente in macchina,e tutti insieme allegramente ci appropinquammo verso la casa। I discorsi fatti durante quel viaggetto erano una manica di cazzate, tra cui spiccavano i miei discorsi macabri riguardo la fantastica guida della Giulia per i tornanti tortuosi del monte. Ho visto il corno bianco, e il corno nero: uno di dolomia ed uno di porfido.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 11"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 11"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5CMESTES%7E1%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtml1%5C01%5Cclip_filelist.xml"&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:punctuationkerning/&gt;   &lt;w:validateagainstschemas/&gt;   &lt;w:saveifxmlinvalid&gt;false&lt;/w:SaveIfXMLInvalid&gt;   &lt;w:ignoremixedcontent&gt;false&lt;/w:IgnoreMixedContent&gt;   &lt;w:alwaysshowplaceholdertext&gt;false&lt;/w:AlwaysShowPlaceholderText&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;    &lt;w:dontgrowautofit/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:latentstyles deflockedstate="false" latentstylecount="156"&gt;  &lt;/w:LatentStyles&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:""; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;/style&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Tabella normale"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-ansi-language:#0400; 	mso-fareast-language:#0400; 	mso-bidi-language:#0400;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;o:shapedefaults ext="edit" spidmax="1026"&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;o:shapelayout ext="edit"&gt;   &lt;o:idmap ext="edit" data="1"&gt;  &lt;/o:shapelayout&gt;&lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style=""&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:10;"  &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Primo Giorno: 30 dicembre 2008&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_Q9VrNdTgT84/SWC_OmhqAOI/AAAAAAAAABs/AxXNhdUygD0/s1600-h/Foto%28424%29.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_Q9VrNdTgT84/SWC_OmhqAOI/AAAAAAAAABs/AxXNhdUygD0/s320/Foto%28424%29.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5287436220113748194" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Descrizione. Non sono molto bravo nelle descrizioni, ma cercherò di descrivere il paesaggio innevato sospeso sulla Val di Fiemme, vicino alla Val Floriana. Io non sono uno che dà grandi significati all'immenso e a ciò che lo circonda. Perchè nella mia testa sono convinto che non vi sia un senso per le cose, e vi sia solamente l'interpretazione interna data da noi. Dalla casa della Giulia si vedeva la valle, un mare di alberi copriva i pendii semi ripidi delle montagne, lasciando nude e innevate le cime. Ogni tanto si aprivano delle piccole crepe, per far scendere i torrenti a valle. Quel che mi colpiva realmente non erano quella infinità di alberi, non i gruppi sparuti di case nella valle, i quali erano molto piccoli da sembrare un gruppo di puntini, ma le cime che sembravano dipinte sul cielo. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;La casa della Giulia era una struttura molto compatta, sembrava una scatola di pietra, che veniva risaltata dalla castello di legno marrone chiaro, che generava un certo contrasto col porfido di fondo. L'entrata si trovava nella parte che dava su una piccola stradina che saliva su in paese. Io vidi per prima il volto della casa che dava sulla stradina percorsa per arrivare lì. Entrati in casa si aprì un clima famigliare, non nel senso che io fossi stato già là, nel senso che si sentiva una sorta di calore, come se vi fosse unità, nella divisione, rividi la madre della Giulia e conobbi il suo babbo.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Persone estremamente simpatiche, e iniziai ad approfondire il rapporto con Claudia, la sorella della mia ospitante. E poi ci riunimmo a Dimitri, un nostro compagno di corso il quale decise, in virtù della sua infinita saggezza, di venire in macchina fino a Sicina.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Inizialmente si giocò con degli stupidi giochi di società, poi quando la sera ammantò il paesaggio fuori dalle porte finestre che davano sul terrazzo e sulla scala secondaria, si decise cosa mangiare: carne cruda senza limone, polenta con sopra formaggio fuso, tranne per Francesco, il quale, da quanto ho capito, o è intollerante o odia il formaggio. Dopo essermi scolato un pò di vino durante la cena, ho fatto un discorso abbastanza serio con Francesco, Sandra - la madre della Giulia - riguardo l'errore e la scarsa propensione delle fam&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_Q9VrNdTgT84/SWDAYtZAfqI/AAAAAAAAAB0/NO2No7KTtMc/s1600-h/DSC01006.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 240px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_Q9VrNdTgT84/SWDAYtZAfqI/AAAAAAAAAB0/NO2No7KTtMc/s320/DSC01006.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5287437493266841250" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;iglie odierne ad essere a metà strada tra l'ovattare e il paradiso terrestre ( libertà senza conseguenza, per me è l'impossibilità assoluta di progredire in quanto persone, ed estesa a livello macroscopico, impossibilità di progredire come civiltà). Dopo di che si è andati in un locale, dove ho ordinato un Bayles, e ho provato a mettermi nella mischia. Tra l'altro c'era un ragazzo abbastanza carino che avrei tanto voluto trovare in bagno, sì, sono un piccolo pervertito. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Ritornati a casa si è andati nella postazione notturna, dove si è passata una calma serata। Finì così il primo giorno tra i monti. Evviva.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_Q9VrNdTgT84/SWDAYtZAfqI/AAAAAAAAAB0/NO2No7KTtMc/s1600-h/DSC01006.JPG"&gt;&lt;/a&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Secondo Giorno: 31 Dicembre 2008: l'ultimo dell'anno, tra magmi cioccolatosi e nascondigli segreti।&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;E venne la mattina, galoppando rapidamente, svegliò prima Andrea Grande poi Lorenzo, ed infine me. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;In virtù del mio essere idiota, avevo intenzione di non fare colazione, il che dimostra quanto sia forte nel trattenermi - ironico, caugh-, però, fortunatamente, la madre della Giulia è una tipa estremamente convincente, dunque mi sono mangiato una fetta di pane con marmellata e miele. Ed ovviamente la mia dose mattutina, extra, di caffé iper concentrato, altrimenti il mio masochista stomaco non è contento. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Dopo che tutto si fu compiuto, e che tutti si prepararono, andammo fuori per gloriarci della nostra infinita giovinezza sulla neve ancora fresca e ghiacciata, questa era la volontà del gruppo di quella giornata, ed io la rispettai, andai sullo slittino, e provocai con immenso piacere tutti coloro che mi furono vicini con splendide palline di neve, le quali rimanevano in parte sui miei graziosi e al quanto odiosi guanti multicolor in pail. Evidentemente questa era la volontà di un Dio estremamente sadico, o molto scherzoso, oppure semplicemente un avvenimento casuale, quale sarà effettivamente il vero? Durante la discesa con lo slittino ci venne incontro &lt;st1:personname productid="la Brisa" st="on"&gt;la  Brisa&lt;/st1:personname&gt;, il cane della Giulia, e per ben due volte ci fece cadere tutti. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;st1:personname productid="la Brisa" st="on"&gt;La Brisa&lt;/st1:personname&gt; è uno splendida cagna, alla quale mi sono affezionato, molto gentile e pacciocosa. Anche se inizialmente mi faceva paura per la sua taglia estremamente grande. Dopo la mattinata passata tra gli slittini e la neve, si ritornò a casa, dove c'era una pizza calda ad aspettarci. Mangiate due fette, e due pezzi di focaccia, giocammo a Briscola, poi si decise sul da farsi. La maggior parte rimase a casa a giocare a carte, io, Francesco, Andrea grande e &lt;st1:personname productid="la Sandra" st="on"&gt;la Sandra&lt;/st1:personname&gt;, andammo fuori: io e Francesco in città per prendere dei cavi; Andrea grande e Sandra a sciare un pò. Presi l'ovovia per la prima volta, è stato immensamente bello. Il paesaggio che mi circondava mi dava una sorta di carica sconosciuta, e mi forniva piacere. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Arrivati lì, ci fermammo in un piccolo bar, dove mangiai il mio primo kebab, e bevvi un caffé - che strano - ed una birra, offerta da Francesco. E li parlammo un pò di argomenti, tra i quali le sue esperienze passate; ho scoperto che è stato in Egitto, e che faceva animazione. Una vita piena, la quale viene desiderata dalla mia anima. Dopo rincontrammo Sandra, e Andrea grande, e tutti insieme, allegramente, bevemmo una cioccolata calda in un piccolo bar di quella zona. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_Q9VrNdTgT84/SWDBIlfESLI/AAAAAAAAAB8/qJmrLEvkFN0/s1600-h/DSC01038.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_Q9VrNdTgT84/SWDBIlfESLI/AAAAAAAAAB8/qJmrLEvkFN0/s320/DSC01038.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5287438315778492594" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Arrivati a casa ci salutammo con i genitori della Giulia, i quali dovevano accompagnare lo zio di quest'ultima a Padova, e iniziammo i preparativi di capo d'anno, con una nuova invitata: Silvia, la cugina della Giulia.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Festeggiammo il capo d'anno all'insegna della goliardia, tra giochi di animazione, e nascondino. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Arrivati al culmine della serata, e dopo aver fatto gli auguri a Michele a voce. Recitammo i famosi 10 numeri : 10,9,8,7,6,5,4,3,2,1 ऐ&lt;/p&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_Q9VrNdTgT84/SWDBIlfESLI/AAAAAAAAAB8/qJmrLEvkFN0/s1600-h/DSC01038.JPG"&gt;&lt;/a&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Terzo&lt;/b&gt; &lt;b&gt;Giorno: Il primo dell'anno 1 Gennaio २००९&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Dopo aver brindato andammo in giro per il paese come raminghi a giocare a palle di neve, e a fare i cretini. Arrivati a casa andammo a letto, e dopo le mie solite battute greme di riferimenti sessuali, ci addormentammo, o per lo meno io mi addormentai. L'alba giunse. Sistemammo, e andammo verso la pista sciistica. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_Q9VrNdTgT84/SWDCaKJU7NI/AAAAAAAAACE/ANdoh4-hwCM/s1600-h/DSC01060.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_Q9VrNdTgT84/SWDCaKJU7NI/AAAAAAAAACE/ANdoh4-hwCM/s320/DSC01060.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5287439717188824274" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;E ivi, ci divertimmo. Cercare di farmi imparare a sciare, credo sia da considerarsi un impresa degna da Ercole: la prima persona fu &lt;st1:personname productid="la Giulia" st="on"&gt;la Giulia&lt;/st1:personname&gt;, la quale ci rinunciò e andò direttamente da Lorenzo, poi &lt;st1:personname productid="la Silvia" st="on"&gt;la Silvia&lt;/st1:personname&gt;, ma anche lei, dopo un pò, si arrese ed infine arrivò Claudia, la quale riuscì a farmi imparare a curvare, ma non a frenare, evidentemente sono disinibito ovunque, anche nello sport di Cortina. Ad un certo punto, ci venne voglia di andare in seggiovia, io, che soffro di vertigini, ero felice della scelta: per poco non vomitavo l'anima durante il tragitto, fortunatamente, ho guardato il bellissimo panorama, il quale è stato un sollievo durante la tortuosa salita. In quel luogo mi coricai, mangiai a scrocco e bevvi un'altra tazza di caffé. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Dopo che finimmo di fare questo piccolo spuntino io, Claudia e Lorenzo, ce ne andammo giù per la seggiovia, sfiga delle sfighe, io dovetti andare da solo, con tutta l'attrezzatura noleggiata e con la mia paura del vuoto sempre incalzante, bestemmiavo in arabo, e forse anche in turco dentro di me, invece, all'esterno dopo un piccolo lamento, arrivai ad incantarmi del paesaggio, nulla da dire...era meraviglioso, sospeso in un insieme di elementi piccoli, infinitamente grande. Finito il pomeriggio, tornammo a casa, dove erano pronti ad aspettarci la madre della Giulia, e il padre, tornati da Padova e felici di rivederci. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Preparammo da mangiare e ci rifugiammo per un pò nel secondo piano, ove io mi dilettavo nella costruzione di castelli di carte- uwao, che splendido modo per occupare il tempo. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;La cena era a base di carbonara, e formaggi, indi per cui, mangiai come un maiale, e sinceramente apprezzai la grappa che mi venne offerta, la quale fu bevuta alla russa, per poco non stavo per morire, il mio esofago non era abituato a simili diavolerie alcoliche. Però, per lo meno, mi aiutò a digerire.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Dopo di che raggruppai la mia roba, e iniziai a progettare il mio ritorno. Non mi interessava tornare a casa, né di rimanere lì, nonostante i bei momenti passati. E' parte del mio carattere essere distante da tutto, ci vuole una bella persona per farmi avvicinare. La sera trascorse immersa tra le pagine giallastre e spugnose del mio amico, e battute strane. Ed infine si concluse con la notte e il buio profondo. Come primo dell'anno non era un giorno così male, anzi decisamente sopra la media, soltanto che non posso raccontare puntigliosamente tutto quel che mi è accaduto, vi annoierei: vi fornisco solo ciò che ora ricordo. Forse è un pò da superficiali, ma sto cercando di rendervi partecipi il più possibile.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Quarto Giorno: 2 Gennaio 2009: il ritorno &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Mi sveglio. Come? Sbattendo la testa sul letto, dormivo per terra, e naturalmente il lettone in cui Dimitri e &lt;st1:personname productid="la Giulia" st="on"&gt;la Giulia&lt;/st1:personname&gt; dormivano, si era spostato magicamente sopra la mia testa, conclusione: il risveglio è stato traumatico, però, alla fine mi ha aiutato per bene. Sono andato di sotto, ho coccolato &lt;st1:personname productid="la Brisa" st="on"&gt;la  Brisa&lt;/st1:personname&gt; e mi sono messo a leggere un pò del mio amicone, riempito di appunti di cui dopo vi rendo partecipi. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Lessi, e aspettai che qualcuno si svegliasse, i primi a farlo furono i genitori e i due cugini di Pisa, Lorenzo e Andrea grande. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Io e la madre della Giulia ci divertimmo a fare sculture con il pandoro, una stellina circondata da sbarluccicose punte di pandoro aleggiava sul tavolo del salone, mentre le tazze fumanti di tè e caffé circondavano il vassoio centrale. Io bevvi addirittura tre caffé, che figata, sono un caffeinomane. Mangiai solo una piccola fettina di Pandoro, e incredibilmente resistetti all'intera giornata senza cibo, bagno ed acqua: ci sono abituato. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Il mio treno era alle dodici e quarantatre, erano previsti tanti scambi, però, come al solito il sito delle Fs era decisamente scrauso, e alla fine mi sono ritrovato col dubbio se dovevo cambiare a Verona. Prima di partire, naturalmente mi dimenticai dei miei dubbi amletici, e lasciai correre tutto, fino a quando non si presentò il problema nel vagone ultra occupato a mò di treno indiano. Dopo essermi fatto la doccia e preparato tutto, andammo verso la macchina, la quale aveva alcuni problemi a partire.La madre tirò giù anche i santi. Eravamo in ritardo, arrivammo a pelo in stazione, durante il tragitto ci perdemmo in chiacchiere, mentre la povera Claudia, obbligata a venire per tenere compagnia alla madre durante il ritorno, si annoiava. Io, Sandra e Francesco a discutere sul sistema scolastico italiano, considerando che io non ebbi una grande carriera e considero questo un grave peccato, non dovrei permettermi di criticare ciò che conosco di sfuggita, invece, a differenza di quanto ho scritto conosco bene i limiti della istruzione italiana, perchè io ne sono un parto. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Saliti in treno, io e Francesco ci perdemmo, lo rincorsi per tutto il treno e alla fine rimanemmo bloccati in un piccolo spazio stipato, fino a Trento, dove riuscimmo a rubare qualche posto. Cosa successe a Trento? Incontrai di nuovo &lt;st1:personname productid="la Giulia" st="on"&gt;la Giulia&lt;/st1:personname&gt;, &lt;st1:personname productid="la Marilena" st="on"&gt;la Marilena&lt;/st1:personname&gt; e l'Annagiulia, e lì iniziammo a fare i coglioni. A giocare a stupidi giochi da viaggio e a parlare di un misterioso figuro chiamato Marco Guerra. Arrivati a Verona salutai Francesco, e litigai con i miei che non avevano capito un cazzo di quello che gli avevo chiesto: dovevo cambiare a Verona? Alla fine non dovevo, e ho speso un mucchio di soldi per niente, per stare dietro ai vaneggiamenti di mia madre la quale ha una scarsa attitudine all'ermeneutica. A Nogara smontai, salutai le giovani a cui feci delle foto e ci ripromettemmo di sentirci sul gruppo Marco Guerra su Facebook. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;A Nogara parlai con Michele e parlai del mio progetto futuro: viaggiare, e cercare di andare in India risparmiando tanti soldi, accettando così l'invito dei genitori della Giulia. Lui mi ha riportato un pò con i piedi per terra, e discutemmo come solo noi sappiamo fare. Il che mi ha dato grande piacere, anche perchè io mi sento libero di smontarmi davanti a lui, non per dimostrare che sono umile, perchè alla fine ammetto che quel che fo per dimostrare la mia umità, altri non è che un modo per ostentarla come un pregio e come virtù, bensì, per dimostare che sto cercando di crescere, cioè cercando di vedere i limiti del mio essere, non per eliminarmi, ma circoscriverli e migliorarmi così nel complessivo senza dover rinunciare a parte del mio carattere. Amare la vita dovrebbe essere il mio vero scopo. Io dal 2 gennaio di codesto anno, sono diventato fedele alla vita: ho già avuto la mia prima crisi mistica oggi. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Tornato a casa dovetti sorbirmi le solite moine dei miei genitori, il che farebbe piacere se non vi fosse quel velo di accidia dietro, cioè non c'è mai la reale propensione di capirmi ma di sapere in modo superficiale per avere la coscienza apposto e per poi rinfacciare il tutto e farmi sentire in colpa di quello che ho vissuto. Cercherò con tutte le mie forze di divenire indipendente. La mia famiglia sarebbe ciò che verrebbe definito lo spirito cristiano: un unità basata sul ripagare, e non sull'unità, sul sacrificio come mezzo di schiavismo. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Alla sera parlai su msn con Greg, un ragazzo molto particolare e che mi ispira tantissimo.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;E così finì tutto ciò che riguarda il mio capo d'anno. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Così Parlò Andrea Piccolo.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Riflessioni:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Come promesso, ora tocca esporre un pò di riflessioni. Proverò a farlo per aforismi e poesia &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;Guscio vuoto:&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Il peso del nulla, è grande ... &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;le mie gambe non lo sorreggono; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;collidere con pietre dure e piene, &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;mi arreca ferite profonde.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Perchè il grave&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;è così insostenibile?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Perchè il guscio spesso che lo contiene &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;è infinito, perchè si ingrandisce col tempo...&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Con lo scorrere del fiume, e la crescita &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;di una scorza, il vuoto diviene peso. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;Infinito&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Perso nell'infinita marea del piccolo, &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;scorgo la mia più grande paura:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;quella di essere umano, e di non aver tempo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Il senso di tutto mi appare nullo, &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;e in cuor mio so che percepisco &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;solo un affresco, non il particolare.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;Casa&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;La casa non è un luogo dove tornare, è una prigione. Bisognerebbe insegnare a disprezzare la sedentarietà, e ad apprezzare la transitorietà.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;A volte sento un peso ignoto: quello della mia esistenza. Sono ancora giovane, ho avuto un difficile rapporto con l’esterno, però sento che tutto quel che ho passato sulla mia pelle non mi giustifichi per non aver reso la mia esistenza una sfera piena. Sono alla ricerca della mia dimensione, che mi dovrebbe rendere umano, e vivo. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Dicono che sia molto saggio, e abbia uno sguardo estremamente maturo, ma ciò che gli altri pensano di me, seppur sia positivo mi tange nel limite che impongo : quello del miglioramento. Tutto ciò che non mi sprona ad andare avanti è aria. I complimenti, e il fatto che mi venga riconosciuta questa dimensione è un qualcosa che mi sprona a continuare ad essere me stesso, dunque li conservo ma non li prendo come punti assoluti di riferimento. Sono stato molto tempo a conversare con me stesso, per questo, arrivato nel fondo di quella caverna chiamata ego, ho trovato ciò che mi ha permesso di sapermi orientare negli abissi altrui, oppure saper interpretare un comportamento e dare una risposta. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Io credo che abbia ancora molto lavoro da fare, che non devo mai sedermi sugli allori. Io sono ancora un ramoscello, devo ancora dare i miei primi frutti, e soprattutto c’è un forte vento che mi trascina ovunque lui voglia e muove il mio umore.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Nella mia vita non ho fatto molto, e sinceramente vi è ben poco che possa condividere con una certa fierezza, se non un carattere profondo, di cui ancora dubito lo spessore. Il mio percorso, per quanto abbia avuto le mie brutte esperienze, non è ancora quello di una persona coscienziosa, ambisco in cuor mio una catastrofe improvvisa che mi permetta di darmi il potere di cambiare la mia esistenza: un pensiero estremamente infantile. Perché? A volte immagino cosa succedesse se mi facessi del male, oppure se arrivassi al limite. Inizialmente questa idea la interpretavo come una sorta di mio egocentrismo che vorrebbe dimostrare agli altri che io esisto e ho bisogno di attenzioni, ma poi, lentamente, osservando il mondo, ho capito che effettivamente non è egocentrismo, anche se in parte lo è, ma è un desiderio di catastrofe, di distruzione per creare, una sorta di via per ottenere quel che agogno da sempre: la libertà. Sono convinto che vivo in una sorta di prigione, di cui mi sto liberando gradualmente, infatti, salvo alcune giornate, non immagino più e non mi dico più cosa mi meriterei per espiare il mio guscio vuoto passato. Il sentirmi libero di essere me stesso, mi aiuterebbe a lottare per questo corpo, senza considerarlo una sorta di massa organica legata da uno sputo di sangue. Seppur senta che non abbia mai vissuto, non devo assolutamente usare questa mia pigrizia, questo mio errore per auto-punirmi privandomi del tempo che mi resta. Anche se la vita è precaria, e posso morire all’improvviso, anche se il mio passato è composto di esperienze banali, che non mi hanno dato soddisfazioni, ora sto prendendo in mano quel che è di diritto mio: la mia storia. Io considero la vita una sorta di racconto continuo e discontinuo, bisogna viverla, e bisogna dare un senso sempre nuovo a ciò che si vive. Andare oltre, ed estendere i propri orizzonti: vagare senza meta, per il fine stesso del vagare. Il fatto che io voglia tutto questo, non è il sogno d’avventura, e di vita movimentata che sempre è insito nella mia mente da quando ero bambino, e da quando percepivo una sorta di prigionia nella dimensione in cui vivevo: carcere imposto dalla mia paura – devo prendere le mie colpe,come fardello, e rendere possibile una espiazione, espiazione? Ho peccato contro l’unico Dio che esiste, me stesso e la mia vita – e dai miei genitori, legati ad una sorta di piccolo paese. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Il Guscio Vuoto, quel greve che mi sto portando, deve essere aperto da qualche parte, per mettere che la grande quantità di acqua esterna ad esso entri gradualmente e poi, infine, impetuosamente, come una forza al di sopra della natura conosciuta fino ad ora. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Io voglio assolutamente riempirmi, con esperienze, conoscenza e amore. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;i style=""&gt;“Crederei solo ad un Dio che sapesse danzare”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;i style=""&gt;Così Parlò Zarathustra&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;La danza… credo che sia qualcosa che coinvolga tutto noi stessi, questo tema ripercorre una parte dello Zarathustra, sul leggere e lo scrivere. Un Dio che sa danzare, che si libra leggero e si muove accettando tutto, il ritmo della musica che sente e che quindi accetta spontaneamente il destino, senza considerare negativo il sottofondo musicale, senza camminare e soffrire perché rinuncia ciò che sente, in favore di un modo alternativo e distante dall’esistenza di vivere. Tutto ciò che percepiamo, che sentiamo e creiamo in noi proviene da questo mondo, se rinunciamo al mondo, in fondo, rinunciamo alle nostre radici, al nostro essere…Bisogna danzare ed accettare l’esistenza, credo che sia il solo modo di poter vivere al meglio, di desiderare che la nostra esistenza sia degna di essere vissuta.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Futuro…&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Sì, desidero il futuro ardentemente, ciò che di realmente importante non è in questo presente, però, devo crearmelo per l’avvenire. Devo prepararmi. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Il mio desiderio di catastrofe sia il vessillo della mia battaglia contro la pigrizia, che mi sproni a lottare per vivere libero. Per disprezzare ciò che mi tiene legato ad Este, e al suo putridume. Che mi faccia fuggire dalla mia famiglia… &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Sono inutile?&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Per sicurezza sarò più utile di quanto potrei essere attualmente.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Progetto:&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=""&gt;-&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:7;"  &gt;         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;lavoro: il servizio civile mi attira, ma proverò a fare Croce verde a Padova, a partire da Marzo, oppure a lavorare nelle ferrovie, che sia questa speranza a guidarmi nel futuro.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=""&gt;-&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:7;"  &gt;         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;Viaggio: che il mio futuro sia un continuo vagare e scoprire, in modo tale che possa imparare ad amare la mia vita, e che possa trasmettere questo amore a colui che scelgo di amare &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=""&gt;-&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:7;"  &gt;         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;Imparare il tedesco, e a Fotografare&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=""&gt;-&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:7;"  &gt;         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;Continuare a studiare per far sì che il mio desiderio venga portato sulla terra, e si unisca in un amplesso sessuale alla mia esistenza terrena, generando l’avvenire che si trova in quella soglia che divide la terra, e il cielo.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=""&gt;-&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:7;"  &gt;         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;Amare la vita.&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8681944419884473535-2896494032529001754?l=albatross89.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albatross89.blogspot.com/feeds/2896494032529001754/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8681944419884473535&amp;postID=2896494032529001754' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/2896494032529001754'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/2896494032529001754'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albatross89.blogspot.com/2009/01/post-cuspide_04.html' title=' Post Cuspide '/><author><name>Andrea Piccolo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03258174907589240997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_Q9VrNdTgT84/Sz-hUDrqJEI/AAAAAAAAAKc/khgzHWvF41k/S220/6818_1236564557401_1327831648_1994558_7970330_n.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Q9VrNdTgT84/SWDECL8ih7I/AAAAAAAAACM/WeDhNGdc8mE/s72-c/DSC01093.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8681944419884473535.post-4405981003479371429</id><published>2008-12-28T07:38:00.000-08:00</published><updated>2008-12-29T04:39:33.942-08:00</updated><title type='text'>Una tazzina di caffè alla ciliegia</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Da&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;sistemare&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;un&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; pò &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Una tazzina fumante di caffè alla ciliegia era comparsa improvvisamente davanti a me, dico all'improvviso perchè, evidentemente, mi ero distratto e non mi ero reso conto che la proprietaria del bar avesse già fatto e servito il caffè da me richiesto।&lt;br /&gt;E' un modo bislacco per iniziare questo post, iniziare con un argomento che non viene proseguito, e non c'entra un piffero con tutto ciò che sto per narrarvi, in pratica è come se volessi prendervi in giro, oppure come se volessi dirvi che dietro a quella tazzina, in realtà c'è un sottile filo rosso che collega tutto ciò che sto per narrarvi. Io ho l'anima di un narratore: folle, senza logica, e coerente, il che rende tutto quel che si potrebbe dire su di me una contraddizione continua, il che, per me, sarebbe una felicità immensa.&lt;br /&gt;In questo mese di assenza forzata, mi sono capitate molte cose, e molte riflessioni si sono conquistate il palcoscenico quale è la mia mente, visto che esse si sviluppano in un continuo monologo con me stesso ed un ipotetico pubblico.&lt;br /&gt;Però, bisogna anche pensare al concreto, perchè le riflessioni per quanto possano essere profonde, ormai, come un iceberg di ghiaccio secco, si sono dissolte in nebbiolina che forse si condenserà da qualche parte, e in un tempo lontano o vicino.&lt;br /&gt;Iniziamo di nuovo con un avvenimento concreto: il mese è iniziato bene, prima del compito di chimica, cioè un pre appello di chimica il quale tra l'altro mi è andato schifosamente bene, sono andato dalla Giulia, con la quale ho studiato e ho parlato di svariate cose, e dalla quale ho ricevuto in prestito, la Fata Carabina di Daniel Pennac.  Le due giornate trascorse con lei sono state abbastanza significative, da un lato abbiamo parlato di università, dall'altro abbiamo iniziato ad approfondire riguardo le nostre singole individualità, il che è un passo importante, per lo meno per me. Dopo le giornate goliarde trascorse con questa mia amica, tornato a casa ho cercato di mandare con il pc una mail ad un mio compagno di corso, causando così, la morte della precedente incarnazione del mio pc: è esploso l'alimentatore portando con sè scheda video, e la precedente memoria del mio pc, cosa che tra l'altro mi ha scazzato non poco, però, non potevo farci niente, dunque me la sono messa via, in compenso ho letto e scritto molto su una piccola agenda che è divenuta una sorta di luogo dove scrivere i miei pensieri ogni tanto, senza scrivere al pc.&lt;br /&gt;Naturalmente, con la solita sfiga che mi ritrovo, in quella stessa settimana dovevo incontrarmi con Enrique, dunque ho dovuto organizzarmi con l'amenicolo infernale chiamato cellulare, con il quale non ho un bel rapporto, anzi, tutt'altro, però, tutto è andato a buon fine. La serata, mi pare fosse un venerdì, non vorrei sbagliarmi, sì, il cinque dicembre, è stata magnifica, da un lato non posso descriverla come la data più significativa, ma sicuramente è un momento che ha un valore del tutto personale, per il quale bisogna lottare contro la naturale propensione della memoria a sommergerlo in un denso di ricordi spezzettati. Ho dovuto aspesttare due ore al freddo, e piuttosto di attendere in un bar di rincoglioniti i cui discorsi mi fanno rabbrividire al solo pensiero, ho optato per quella soluzione: sembravo un pò un alienato mentale, ero solo, sembrava che aspettassi il miracolo divino, una sorta di perenne attesa, poi dopo il piccolo - tono ironico- ritardo, è iniziata la serata in tutta tranquillità. Li ho guidati per la pattumiera di Este, una città orribile a mio modo di vedere le cose, e li ho condotti in un piccolo pub, dove lavora un mio compagno di liceo, il quale è stato per due settimane il capro espiatorio interiore per la mia ira, il che è spiacevole a dirsi.  Il tavolo in cui eravamo appostati è stato teatro di discorsi assurdi, perversi, insomma è stato un palcoscenico in cui tutti bene o male ci sentivamo noi stessi, e al contempo in cui tutti noi lo pretendavamo. Parlare della mia omosessualità con toni così leggeri, non è da me, soprattutto in un luogo in cui la maggior parte delle persone credono che questa sia una scelta anticonformista da fare per opporsi al sistema vigente: Este, è sempre stata una città bigotta.&lt;br /&gt;La serata è stata particolare, e terrò per sempre i nomi e la tovaglietta che l'hanno resa così profondamente particolare.&lt;br /&gt;Oranon dilunghiamoci oltre, passiamo ad altro, a breve inserirò dei pezzi di quella serata, in modo tale da rendere partecipe un pò tutti coloro che mi seguono.&lt;br /&gt;L'altro avvenimento che rende particolare il dicembre del 2008, è sicuramente l'incontro con una persona speciale: Michele, un simpatico ragazzo di trent'anni, con il quale sto iniziando a stringere un rapporto abbastanza profondo, con il quale mi confronto e con il quale spero possa nascere qualcosa, anche se bisogna dare tempo al tempo, e non bisogna negare che tutto ha bisogno del suo spazio, per svilupparsi compiutamente. Abbiamo in comune una grande introspezione, e credo che sia fondamentale per il rapporto che abbiamo di avere questo lato in comune, grazie a lui sto riprendendo interesse verso un piccolo compagno di avventure dell'ultimo liceo : Friedrich Nietzsche, uno dei filosofi che più preferisco, un grande uomo, dacui voglio partire per ampliare i miei orrizzonti culturali, i quali per adesso, sono modesti e piccoli. L'unico rimpiato che ho, è che qui a Este, dove sono confinato a causa dell'assenza di patente, non posso vivere la sua amicizia/ possibile relazione, compiutamente, perchè la gente parla, e anche velocemente, dunque ci incontriamo quasi di nascosto, anche se le nostre lunghe telefonate testimoniano che questo non è un limite, anzi, ci ha permesso un pò di penetrare - al di là dei sensi maliziosi- in profondità nel nostro essere.&lt;br /&gt;Durante questo mese, poi, sono capitate molte cose relativamente marginali, come l'incontro con Kevin, e la partenza per la Francia dei miei fratelli, i quali se la sono spassata a Parigi.&lt;br /&gt;Per il futuro ci sono già due possibili progetti:&lt;br /&gt;a) Capo d'anno in Trentino a casa della Giulia&lt;br /&gt;b) Servizio civile : per guadagnarmi qualche soldino, e per rendere un servizio utile alla comunità e imparare tanto quanto guadagno, e tanto quanto do.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credo che sia sostanzialmente il mese più significativo di quest'anno, e che in un senso fa concludere degnamente un anno un pò disastrato da anoressia, compagni di liceo leggermente stronzi, quel che basta per far pentire di essere nato, e guarigione e cambiamento del mio essere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PS: sono diventato il correttore di recensioni, faqs, news di un sito, un mestiere che mi sta mettendo in contatto con la grammatica italiana applicata, LOL.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8681944419884473535-4405981003479371429?l=albatross89.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albatross89.blogspot.com/feeds/4405981003479371429/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8681944419884473535&amp;postID=4405981003479371429' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/4405981003479371429'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/4405981003479371429'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albatross89.blogspot.com/2008/12/una-tazzina-di-caff-alla-cigliegia.html' title='Una tazzina di caffè alla ciliegia'/><author><name>Andrea Piccolo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03258174907589240997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_Q9VrNdTgT84/Sz-hUDrqJEI/AAAAAAAAAKc/khgzHWvF41k/S220/6818_1236564557401_1327831648_1994558_7970330_n.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8681944419884473535.post-8044905298682766928</id><published>2008-11-21T05:02:00.000-08:00</published><updated>2008-11-21T05:54:17.376-08:00</updated><title type='text'>21 novembre 2008-11-21</title><content type='html'>21 novembre 2008-11-21&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- Ma allora che cosa ami, meraviglioso straniero? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- Amo le nuvole... Le nuvole che passano... laggiù... Le meravigliose nuvole!» &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Charles Baudelaire – Lo Spleen di Parigi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una signora anziana stava seduta su una piccola panchina verde, vicino ad un viale alberato autunnale, in lontananza si vedeva il confine che divide il fuoco morto d’autunno, e il cielo grigio e freddo invernale.&lt;br /&gt;I suoi capelli grigio spento, il suo sguardo cinereo cupo verso il basso, non osavano guardare  cielo, poiché ella sapeva che in quella distesa indefinita, non vi era altro che una sterilità mesta.&lt;br /&gt;Le mani rugose si sfregavano, la povera donna anziana voleva sfruttare l’attrito delle sua pelle per produrre energia termica.&lt;br /&gt;Poi si fermò… Forse si domandò qual’era il motivo che la spingeva a farsi calore, se tutto quel che le stava attorno stava decadendo: a che cosa serviva non essere fredda, in una distesa gelata?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credo che tutti noi, primo o poi, ci troviamo di fronte a questioni la cui natura sembra incomprensibile : perché vivere, nonostante la sofferenza? Oppure, perché vivere se tutto sembra crollare e anche le più belle e incrollabili certezze diventano sabbia grigia?&lt;br /&gt;La natura della sofferenza interiore è questa, può essere immotivata, o causata da qualcosa, ma non si può sfuggire alle domande esistenziali che si generano dalle costole di essa. Io guardo spesso il cielo grigio senza pensare. Credo di aver attraversato molti periodi brutti, non brutti quanto quelli di altre persone, ma nel mio caso specifico lo sono stati, però, credo che l’unica cosa che mi impedisse di vivere, e quindi  essere simile a quella signora anziana il cui sguardo rugoso era rivolto verso il basso, fosse il non guardare il cielo.&lt;br /&gt;Il cielo è bellissimo: anche se è nero, o grigio mesto, il cielo è qualcosa di infinito. Oltre le nuvole c’è il sole, o il cielo stellato. Io amo il cielo, mi perdo nel guardarlo in tutti i momenti possibili, non mi interessa descriverlo scientificamente, mi basta solo osservarlo per sentire quel sentimento strano, quel desiderio di futuro. Io ho bisogno del futuro, voglio guardarlo, però, a volte la mia sofferenza è  data dal fatto che questo desiderio mi spinge a immaginarmelo, e questa mia immaginazione si collide con la dura realtà in cui sono addentro, e alla quale difficilmente risucirò a districarmi. Sì, io sono un sognatore, è questa la mia natura. Perdermi nella mia fantasia per me è un modo per fuggire,  per ottenere una soddisfazione immediata ed istantanea, ma per quanto possa illudermi, il tornare alla realtà è pur sempre una sofferenza tale da farmi dimenticare tutto, e farmi guardare il pavimento,  in cui si riflette l’indefinito cinereo del cielo sovrastante.&lt;span style=""&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;/span&gt;In questi giorni ho riflettuto tanto, e ho deciso che la mia storia &lt;span class="translclass"&gt;&lt;span title="Click to correct" id="18"&gt;non&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; è nè un inizio, né una fine, ma uno svolgimento&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Mangal;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt; Il mio unico desiderio attualmente è quello di vivere. Voglio gridarlo : io voglio vivere, e guardare il cielo camminando, non stando fermo&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Mangal;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt; Non importa quante volte inciamperò, io desidero camminare e guardare il cielo, figurarmi nel futuro, senza dimenticarmi del presente, e vivere sapendo che ho lasciato delle tracce, con la coscienza di non essere stato cenere&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Mangal;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt; Il presente altri non è che la forza che imprimiamo nella storia per lasciare una nostra traccia nel passato, e la soglia verso il futuro, l’indefinito ed infinito futuro&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho molti desideri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi ricordo di una lezione, in cui Suor Maria Cecilia, la quale è una delle poche religiose che sicuramente sopporterei, (insegnante di religione), fece l’etimologia della parola desiderio, letteralmente dal cielo.&lt;br /&gt;Il desiderio ora lo interpreto come volontà di futuro, vedendo quel che sta accadendo, tutto ciò che si sta affacciando su questo mondo, non altri desideri che vederli nel cielo, perché è questo che può dare valore alla nostra esistenza. Soffrire, e accettare la sofferenza, essere nel mondo per lasciare parte di sé stessi nelle altre persone, non essere dimenticati, per poi affaciarsi al futuro e non sentirsi colpevoli per quel che si è। Accettarsi( carattere, sessualità e come persone vissute nel passato) è la chiave per una vita beata, non il vivere sotto rigorose regoli morali, per le quali sono state versate più di qualche goccia di sangue. (* morali intese religiose, che impongono un dover essere)&lt;br /&gt;Non voglio essere smiealto, non voglio assolutamente dare una interpretazione ottimista e finalistica all’esistenza, anche perché, secondo me, è da idioti interpretare positivamente in qualsiasi modo la vita. Credo che il più grave dramma da accettare sia l’effettivo non sense dell’esistenza. L’unica cosa che si può fare è descriverla, ma non darle un senso, questo è il vero dramma che tutti nascondono, ma nessuno mai prova ad accettare. Al male non c’è risposta, perché non esiste il male, come non esiste il bene. Tutto accade in modo casuale, ovviamente non mi riferisco alle fenomenologie studiate dalla scienza, sia ben chiaro, sto facendo un discorso prettamente esistenziale, e soprattutto, sto facendo un discorso personale che non ha nulla di filosofico o altro. Io non sono contro alle persone che possiedono una fede religiosa, come non sono contro a coloro che possiedono una vocazione di altro genere, però, credo che siano tutte maschere, delle risposte, che forniscono qualcosa di vagamente illusorio per proteggerci dal vero dramma; quando si ritorna nel reale, per qualsivoglia ragione, quando la sofferenza diventa tale da non poter essere spiegata, le illusioni divengono un macigno tale da non poter essere sopportate, e l’intera esistenza diviene un dramma. Io non mi ritengo una persona avente qualsivoglia qualità per poter affermare ciò, e come ho già detto prima è solamente una mia interpretazione, che non ha alcuna valenza universale, se non nell’attimo in cui la scrivo e le penso, potrei anche cambiare idea, al cambiamento non bisogna certo dir di no. Credo, però, che più ci si stacca dalla terra, più la caduta sarà dolorosa, il che è pur vero, basta pensare alla caduta di un grave, più alta sarà l’altezza da cui si cade, più veloce sarà la nostra caduta, più forte sarà l’accelerazione con cui cadiamo, e più forte sarà l’impatto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come posso raggiungere una vita beata? ( beata = piena)&lt;br /&gt;Ricordando il passato in tutta la sua completezza, imprimendo una immagine di me piena, e osservare il futuro come obbiettivo e volontà di svolgimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa è successo in queste settimane?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;ol&gt;&lt;li&gt; Ho incontrato di nuovo Ricardo Erique &lt;/li&gt;&lt;li&gt; Sono stato a dormire da compagni corso : il che per me è un grande traguardo &lt;/li&gt;&lt;li&gt; Mi sono riappacificato con Lorenzo, il quale non mi considerava più di tanto&lt;/li&gt;&lt;li&gt; Ho abbozzato il mio percorso di vita&lt;/li&gt;&lt;li&gt; Ho deciso di voler studiare &lt;/li&gt;&lt;li&gt; Ho conosciuto una persona molto simile a me&lt;/li&gt;&lt;li&gt; Ho visto i risultati in palestra e mi sento vivo &lt;/li&gt;&lt;li&gt; Riscopro di nuovo un autore che mi ha lasciato il segno: Nietzshe &lt;/li&gt;&lt;li&gt; Ho letto lo stralisco ancora &lt;/li&gt;&lt;li&gt; Ho deciso e penso sempre che voglio vivere &lt;/li&gt;&lt;li&gt; Sono andato alla fiera di Cerea con डिएगो&lt;/li&gt;&lt;li&gt; Preso ३० e lode in fisica&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;br /&gt;Sembrano accadimenti di poco conto, però, bisogna conservarli, sempre. Perché ognuno nasconde un significato soggettivo da non dimenticarsi mai. Sono ricaduto anche nella tristezza e nella volontà di non mangiare, il quale significa non vivere, però, sono riuscito a combatterla ancora una volta, lentamente il rumore dei miei pensieri diventa sempre forzato e anche se continuano a fare il loro nefasto effetto, riesco a struggermi e combatterli; io credo fermamente che se continuo a combatterli, e se continuo a lottare contro il vecchio me stesso, quello di cui posso fare a meno, l’ottuso, riuscirò a sentirli ancora più forzati, e dunque meno forti, e dunque sarò finalmente libero di fare e di volere quel che voglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sì, è da egocentrici avere un diario online, però, sono fatto così, voglio un po’ condividere quel che sono, me ne sono sempre vergognato, ho tendenzialmente un energia potenziale enorme da dover espellere in modi alternativi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spero di non aver annoiato i miei gentili seguitori, i quali sono nel piano complesso, alias nel piano dei numeri immaginari, e spero vivamente che chiunque mi legga serbi qualcosa di positivo.&lt;br /&gt;Adieu&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;अंद्रेया पिक्कोलो&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8681944419884473535-8044905298682766928?l=albatross89.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albatross89.blogspot.com/feeds/8044905298682766928/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8681944419884473535&amp;postID=8044905298682766928' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/8044905298682766928'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/8044905298682766928'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albatross89.blogspot.com/2008/11/21-novembre-2008-11-21.html' title='21 novembre 2008-11-21'/><author><name>Andrea Piccolo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03258174907589240997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_Q9VrNdTgT84/Sz-hUDrqJEI/AAAAAAAAAKc/khgzHWvF41k/S220/6818_1236564557401_1327831648_1994558_7970330_n.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8681944419884473535.post-2896687160091075798</id><published>2008-11-13T12:08:00.000-08:00</published><updated>2008-11-13T12:14:06.631-08:00</updated><title type='text'>२१ ottobre</title><content type='html'>&lt;p style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style=""&gt;Lo stralisco di Roberto Piumini&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="margin-left: 36pt; text-align: center; text-indent: -18pt;" align="center"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span style=""&gt;-&lt;span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal;"&gt;         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;Da dove cominciamo, Madurer?- chiese un mattino il pittore, dopo molti giorni di progetti, e conversazioni.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="margin-left: 36pt; text-align: center; text-indent: -18pt;" align="center"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span style=""&gt;-&lt;span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal;"&gt;         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;Siamo davvero pronti, Sakumat?- chiese il bambino.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="margin-left: 18pt; text-align: center;" align="center"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;- Vedi quanti pennelli? Abbiamo ogni tipo di colore. Il burban tuo padre ha fatto arrivare per noi gli oli e le polveri colorate più preziose tra quelli che i mercanti portano dalla persia con i camelli.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="margin-left: 18pt; text-align: center;" align="center"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;- Non intendevo quello, Sakumat. Io chiedo se… siamo sicuri delle cose da dipingere-&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="margin-left: 18pt; text-align: center;" align="center"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;-Abbiamo qualche idea Madurer.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="margin-left: 18pt; text-align: center;" align="center"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;-Sì, certo. Ma non bisogna sbagliare.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="margin-left: 18pt; text-align: center;" align="center"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;- Perché dici questo? Perché non bisogna sbagliare?&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="margin-left: 18pt; text-align: center;" align="center"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;-Perché se sbagliamo…se non facciamo le figure come vanno fatte, dovremmo tenerle per sempre. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="margin-left: 18pt; text-align: center;" align="center"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;Sakumat alzo una mano. Disse:&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="margin-left: 18pt; text-align: center;" align="center"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;-Invece possiamo sbagliare, Madurer. Basterà tenere gli occhi aperti, e accorgersi degli errori. Forma canella forma, e colore copre colore. Però ora bisogna cominciare. Se non cominciamo non possiamo né fare le cose giuste, né quelle sbagliate”&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="margin-left: 18pt; text-align: center;" align="center"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;“-Posso aiutarti a dipingere, Sakumat?- chiese un giorno il bambino.- Questi fiori gialli sono facili da fare… ne posso dipingere uno anch’io?&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;Sakumat rimase con il braccio sollevato, immobile, e abbassò la testa.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;- Cosa c’è Sakumat – chiese Madurer, facendo un piccolo passo indietro – Non vuoi che dipinga il fiore giallo? Non è molto importante. Non voglio rovinare il prato.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;Il pittore si voltò adagio &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;-Scusami per non averlo pensato prima-, disse,- dipingerai il fiore giallo, e anche altri fiori se vuoi.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;- No, non voglio rovinare il prato. Assulutamente. Non dipingerò niente perché non sono capace. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;-Non rovinerai il prato, non è difficile dipingere il fiore giallo. Io ti aiuterò: non sarà difficile dipingere il fiore giallo.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;- No. Ho paura di sbagliare. Non voglio dipingere adesso.-&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;Sakumat depose il pennello e osservò a lungo il prato, come se non fosse accaduto nulla. Poi chiamò il bambino vicino a sé. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;-Ecco come faremo-, disse,- io ti insegnerò a dipingere il fiore giallo sulla pergamena. Così potrai sbagliare, e non ci sarà danno. Quando i tuoi fiori andranno bene, mi aiuterai a fare il prato.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;Così, un poco ogni giorno, insegnò a Madurer a dipingere i fiorio, e gli steli dell’erba: poiché i fiori e farfalle non sono molto diversi, anche le farfalle.”&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;Da Lo Stralisco di Roberto Piumini&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Era una giornata strana, mi ero svegliato dopo aver affrontato un parco studio serale il giorno prima per fronteggiare un compito di matematica. Mi vestì con le prime cose che mi capitarono in mano, non avevo molto rispetto per come mi sarei dovuto presentare. Niente aveva senso, pensavo già ad un possibile fallimento e l’inevitabilità del fatto che ero sicuro che tanto non sarebbe cambiato niente. Appena arrivai a scuola, iniziò il solito rito. Mi misi a sedere accanto al mio compagno, rimasi a pensare. La luce dell’ultima finestra del mio lato era di color grigio, ogni tanto si perdeva con sfumature dorate. &lt;/span&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Dopo la prima ora, era di martedì, dunque era un ora di storia e filosofia, ci fu il compito di matematica, lo affrontai molto stoicamente: lo affrontai da rassegnato quale ero. Sentivo un peso tanto grande, ero convinto di essere tardo e che dunque dovessi impiegare più tempo degli altri, ma ogni volta osservavo quello spazio correre, e alla fine era sempre troppo tardi. &lt;/span&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;I primi esercizi filarono come pochi, poi incappai in una delle mie proverbiali incertezze ed andai dalla professoressa, e col mio fare scherzoso, col mio umorismo triste, chiesi quel che dovetti.&lt;/span&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Poco dopo, finito il compito, lei mi disse : “Andrea, seguimi, ho da consigliarti un libro” &lt;/span&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Era qualcosa di anomalo, accettai subito, l’alternativa era vagare come uno spettro tra i corridoi impaurito dalle persone che non conoscevo e ignorato dalle altre di cui conoscevo il nome, ma non comprendevo il carattere.&lt;/span&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Dovemmo andare al primo piano, ove solitamente vi era la bidella M., la quale era sempre dotata di un infinita forza caratteriale.&lt;/span&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Non c’era, non potevamo accedere alla sala computer per trovare il nome dell’autore. Poi mentre iniziammo a parlare mi chiese:&lt;/span&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;“Ma tu, dimagrito, sei felice?”&lt;/span&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Ero diventato troppo magro, soffrivo, per quanto potesse sembrare, lo consideravo un peso quasi quanto essere grasso, mi sentivo oppresso e considerandomi debole, vedevo in ogni eccesso il riflesso della mia obesità. &lt;/span&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Quella domanda è stata importantissima per me, perché con solo una, due, tre, quattro e cinque parole è riuscita ad andare talmente in profondità in me, che neppure la persona più amica che avevo sarebbe riuscita ad arrivare a farmi codesta domanda.&lt;/span&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Ogni volta che ripenso a quel momento mi viene nostalgia, credo che toccandomi abbia preso parte di me e considero questo un atto gentile e decisamente singolare da farmi ricordare per sempre della sua esistenza.&lt;/span&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Poco dopo mi diede il titolo e l’autore : Lo Stralisco di Roberto Piumini.&lt;/span&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Cosa è lo Stralisco?&lt;/span&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;“Madurer, un giorno, cominciò ad aggiungere delle spighe, sottili, dorate, che spiccavano nell’erba e spingevano, però non troppo, la loro cima nll’azzurro del cielo.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;- E’ arrivato del grano nel nostro prato- disse sorridendo Sakumat, che si fermava alle spalle del bambino a guardarne il lavoro- l’ha portato il vento fino qui, dalla grande vallata del Firat?&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;-Non è grano- rispose serio, serio Madurer,- queste non sono spighe di grano.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;- Non è grano? Però sembra grano: un grano sottile…&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;-Sì, è simile al grano. Ma sono spighe di Stralisco. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;- Stralisco? E’ una pianta che non conosco, disse Sakumat, avvicinando con curiosità la faccia a una delle spighe dipinte,&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;per studiarla meglio.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;- Nessuno lo conosce, - disse Madurer, - è una specie di pianta luminosa.”&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Il libro è un libro per bambini, ma nonostante l’età iscritta sopra la copertina, il libro, come se fosse privato della sua dimensione temporale e della sua ingenua struttura, divenne una parte di me. Quando lo lessi, iniziai a sentire le mie solite domande : Come avrei dovuto comportarmi ? Come sarei dovuto sentirmi? Domande che risaltavano la mia poca cultura nei sentimenti , divenuti per me cose talmente astratte da poter essere analizzate. Leggendo, invece, mi sono ritrovato con le lacrime che mi scendevano. Lacrime felicemente malinconiche. Per una volta in vita mia, mi sentii umano, un umano perduto felice tra altri umani perduti e impauriti. &lt;/span&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Come ricevetti il libro? Un mio amico sentendo tutta la storia, e sentendo che ogni volta che cercavo di procurarmelo, mi capitava una disgrazia, o non si trovava neppure in biblioteca, me lo ordinò e me lo spedì a casa. Questo mio amico è Andrea. Già citato varie volte.&lt;/span&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Credo che non ci siano libri migliori di quelli che provocano emozioni, fino ad ora ce ne sono stati due: Lo stralisco e L’insostenibile leggerezza dell’essere di Kundera. Credo che sia questo il punto su cui dovremmo focalizzarci.&lt;/span&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Grazie al libro sono venuto rapidamente a contatto con la mia umanità assopita, lentamente riuscirò a camminare tra i miei simili con la stessa dignità. E’ un percorso lungo, e tortuoso: però, se uso una pergamena per prepararmi, sbagliando faticando, forse riuscirò a discritarmi da questo reticoli di domande, di ragionamenti che mi staccano dalla mia parte più sensibile, un pregio che sicuramente mi riconosco è la mia senisibilità. &lt;/span&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Oggi, oltre al ritrovamento dello stralisco e la relativa lettura, sono incappato in una nuova esperienza: giocare a calcio. Sembra banale, però io che non avevo coraggio di fare cose azzardate e di stare a contatto con la gente, lo considero un gran traguardo, un qualcosa da valorizzareo in ogni dove e quando.&lt;/span&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Spero che non sia stato troppo smielato, però, oggi è quel che sento e quel che forse in futurò sentirò. &lt;/span&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Grazie a tutti.&lt;/span&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Andrea Piccolo&lt;/span&gt;  &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8681944419884473535-2896687160091075798?l=albatross89.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albatross89.blogspot.com/feeds/2896687160091075798/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8681944419884473535&amp;postID=2896687160091075798' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/2896687160091075798'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/2896687160091075798'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albatross89.blogspot.com/2008/11/ottobre.html' title='२१ ottobre'/><author><name>Andrea Piccolo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03258174907589240997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_Q9VrNdTgT84/Sz-hUDrqJEI/AAAAAAAAAKc/khgzHWvF41k/S220/6818_1236564557401_1327831648_1994558_7970330_n.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8681944419884473535.post-2790285821542024341</id><published>2008-11-13T11:59:00.000-08:00</published><updated>2008-11-13T12:04:17.427-08:00</updated><title type='text'>19 ottobre</title><content type='html'>&lt;h4 style="margin-bottom: 0px;" id="subjcns!E35BB3F06797084!372"&gt;&lt;a href="http://lord-darcia.spaces.live.com/blog/cns%21E35BB3F06797084%21372.entry"&gt;19 ottobre&lt;/a&gt;&lt;/h4&gt;&lt;div id="msgcns!E35BB3F06797084!372" class="bvMsg"&gt;  &lt;p style="text-align: right;" align="right"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span style=""&gt;                                             &lt;/span&gt;19 ottobre 2008&lt;/span&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;“La vita è il nostro riflesso. Se sorridi, anche la vita ti sorride.”&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;Jim Morrison &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: right;" align="right"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;I capelli del cielo si fanno sempre più cinerei, la sera sta arrivando rapidamente e lentamente copre come una coperta il tempo di una giornata appena trascorsa. Tutto inizia a tacere. &lt;/span&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Io ho uno splendido rapporto con mia sorella e il parlarci mi aiuta sempre, non è falsa e dice sempre come la pensa. Lentamente prendono forma tante cose, i suoi discorsi non sono parole gettate al vento, non sono dadi: sono significati dotati di suoni e di corrispettive grafemi nella lingua scritta. &lt;/span&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Io sono triste. Ma perché sono triste? Sono triste perché voglio esserlo inconsciamente, più si dipana il gomitolo del mio personalissimo tempo, mi rendo conto di tante cose, e inizio a camminare con passo ancora timido nel mondo. Forse il mio problema sta proprio nel non accettare i tempi nel quale dovrei imparare a camminare, un modo come un altro per guardarsi allo specchio e mandarsi letteralmente a quel paese. La crescita, allora, in cosa consiste? Muoversi con un passo deciso, o procedere fieri del proprio passo e fieri del fatto che si progredisce?&lt;/span&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Per crescere bisogna accettare i propri limiti e cercare di capire ciò che ci circonda, se non lo si capisce allora ci si crea un immagine deviata, si ritorna a considerarsi come un elemento abbietto, che non ha nulla di particolare di cui vantarsi. &lt;/span&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Io ho fatto l’errore grave di non essermi accettato nella mia totalità e di avere avuto una misera stima per me. Una stima che a quanto pare sembra non essere veritiera, visto che i miei amici, che seppur siano per la maggiore di chat, - anche lo stesso Andrea - non mi vedono come mi rappresento. Allora iniziamo col definire un attimo la mia personalità. Ho lati negativi, ma quei lati sono veramente tanto negativi da farmi giudicare colpevole? No. Ho anche molti pregi, il fatto di essere in vita per esempio, è un pregio, il fatto di non aver fatto mai male a nessuno lo è pure, il fatto che nonostante tutto sia ancora vivo, e che in me covi il desiderio di vivere lo è pure anche quello. Io ho voglia di vivere nonostante tutto. Posso mascherare questo con una tristezza, ma io voglio vivere. &lt;/span&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Molte persone hanno avuto diverse possibilità; io non sono vuoto, di per me, sono semplicemente confuso. Bisogna che riesca a trovare un mio posto nel mondo. Ma non posso aspettare che esso venga da solo. Devo cercarlo. &lt;/span&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Mia sorella mi ha aiutato oggi, e ritengo che la sua filosofia di vita sia una delle più veritiere: “Il mondo è una nostra rappresentazione” è una frase rubata da Shopenaeur e interpretata in modo diverso. Io mi sono interpretato come una persona triste ed inferiore, allora per poter essere felice devo interpretarmi in modo diverso. La felicità interiore è qualcosa di assai più difficile da raggiungere dopo una vita passata a piangersi addosso, o dopo una vita in cui si spulciavano nuovi modi per affermare di essere qualcosa di insignificante; però, una volta ottenuta dovrebbe divenire un punto di riferimento sicuro per tutti. La notte si alterna al giorno di continuo, ma il sapere che oltre le nuvole di color grigio ci sono le stelle, è già una consolazione anche durante questi momenti. L’unico modo per sopravvivere e trovare sé stessi è proprio nel rendersi conto che la vita non è ontologicamente felice o triste, bensì è una interpretazione che diamo noi. Una persona che vuole essere felice, indipendentemente dalle difficoltà esterne, interpreta la sua vita in modo ottimista. Mia sorella dicendo che la vita è una nostra rappresentazione, che è qualcosa che viene da noi e non dal mondo e dagli altri, afferma una grande verità. La crescita forse stà anche nell’accettare il peso più grande di tutti: il fatto che noi non siamo una linea definita, bensì una sfumatura multicolore. In questo passaggio forse mi sto ficcando nella cacca, però, vorrei dire che alla fine mia sorella interprtando così S., è arrivata ad un pensiero che solo Nietzshe ha potuto elaborare nella filosofia ottocentesca e contemporanea : il prospettivismo. Noi non esistiamo come realtà in sé per sé, ma esistiamo come interpretazione, dunque ogni qual volta che interpretiamo un avvenimento in modo negativo, non è che l’avvenimento ad essere &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;negativo per sua natura, ma è bensì un nostro modo di vedere le cose. -Che sia chiaro, io non ho mai letto Nietzshe, non mi propongo come un intelluettuale, la mia conoscenza è solo scolastica e la lego a quel che so e uso questo per tessere un discorso, spero che non me ne vogliate.- Il prospettivismo in realtà nasce come negazione del fatto. Però, se ci pensiamo bene, alla fine anche noi possiamo considerarci delle realtà fenomeniche, come il gatto eccetera, dunque anche noi non esistiamo come realtà presenti da sempre, dunque dobbiamo arrivare alla conclusione che accettando il fatto che noi siamo solo interpretazioni di noi stessi, possiamo essere felici, perché alla fine riusciremo a trovare sempre un nuovo modo per interpretarci ed arrivare alla felicità. Ci sono sempre delle componenti in noi stessi innegabili, per esempio sessualità ed altre, però, possiamo interpretare queste cose come vogliamo. &lt;/span&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Io sono decisamente un cazzone, sicuramente avrò fatto molti errori in questo post, ma alla fine spero che si riesca a capire il mio pensiero nonostante l’involucro di scorrettezze. &lt;/span&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Amor Fati&lt;/span&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Accettiamo questa unica realtà, quella innegabile, l’unica certezza di cui possiamo essere sicuri fino alla morte: il mondo, e la vita non esistono di per sé stesse, come realtà immutabili, esistono come nostre interpretazioni, l’assenza di senso, l’impossibilità di capire, non è un sintomo di minorità della razza umana, bensì è un quasi un dono, perché accettando l’irrazionale, possiamo, infine, arrivare a crearci una nostra dimensione razionale, dove potremmo finalmente dirci felici. &lt;/span&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Io non considero le forme degenerative nella mia chiusa, considero i lati prettamente legati alla dimensione mia e personale, spero di non aver offeso. &lt;/span&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Ora cominciamo con questa frase.&lt;/span&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;Io sono Andrea Piccolo, ho 19 anni. Sono un ragazzo della provincia di Padova, non sono molto alto e sono un po’ magro, ma sto rimediando questa lacuna di peso con la palestra. Frequento l’università degli studi di Padova, per essere pignoli il corso di Geologia; ho scelto questa strada quasi d’impulso, spero di riuscire a trovare la forza di appassionarmi a questa materia, che è sicuramente interessante. Il mio scopo è viaggiare, e scrivere riguardo ciò che vedo e sento. Sono un ragazzo che ha tanti difetti, ma non per questo esente di pregi. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Molto probabilmente cadrò, e credo che sia naturale, ma voglio che rileggendo questa frase trovi parte di me stesso. Il me stesso delle 19:00 del 19 ottobre del 2008. &lt;/span&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Cadrò, ma so che avrò gente vicino a me che mi raccoglierà, e anche se fossi solo, ho la compagnia di quel che sono stato adesso e di tante altre cose.&lt;/span&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Attualmente spero di rivedere delle persone a me care. La professoressa Ceccato, per esempio, mi ha aiutato quando ero veramente messo male. Voglio salutarla, e vorrei farlo citando il libro che mi consigliò tanto tempo fa,&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Lo Stralisco, di Roberto Piumini, che mi è stato regalato da un mio&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;caro amico di nome Andrea, il quale sentendo che volevo prendermelo, me lo ha spedito, per me. Poi vorrei vedere anche Lorenzo e Fabio altre due persone che ritengo importanti e che mi sono sempre state vicino. E poi naturalmente anche Imanshu, di cui sono il modesto oracolo.&lt;/span&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Penso che sia tutto… Spero di non essere stato banale. Adieu.&lt;/span&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;  &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8681944419884473535-2790285821542024341?l=albatross89.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albatross89.blogspot.com/feeds/2790285821542024341/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8681944419884473535&amp;postID=2790285821542024341' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/2790285821542024341'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8681944419884473535/posts/default/2790285821542024341'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albatross89.blogspot.com/2008/11/19-ottobre.html' title='19 ottobre'/><author><name>Andrea Piccolo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03258174907589240997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_Q9VrNdTgT84/Sz-hUDrqJEI/AAAAAAAAAKc/khgzHWvF41k/S220/6818_1236564557401_1327831648_1994558_7970330_n.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
