venerdì 17 aprile 2009

Stare nel mondo con coscienza


Io sono alienato dal mondo, è un dato di fatto, molte persone che mi stanno intorno ormai l’hanno accettato. Non mi piace interessarmi a causa del mio essere sempre o troppo autoritario, oppure troppo plasmabile, in ogni caso non ho mezze misure, dunque preferisco rimanere in disparte fin quando non sono diventato abbastanza forte per avere una mia idea, e combattere per quella.
Sono fortemente nichilista, ma non in senso filosofico, non mi inzuppo la bocca con termini che ho raspato nei testi di filosofia, ma in senso pratico. Ciò che è astratto, invero, non ha senso di esistere, perché non esiste. Non esiste né bene, né male, persino un omicidio può risultare secondo talune ottiche un bene, altrimenti ogni guerra si concluderebbe con immenso processo, il che succede soltanto quando si perde. Ironia della sorte si uccide, e forse si combatte per evitare il giudizio, nella convinzione di combattere per il giusto, e nella speranza di imporlo agli altri.
Ieri sera, mentre stavamo in macchina io, Davide e M., per chiacchierare allegramente dopo un oretta passata insieme, M., con il suo vocione da camionista( non so, mi ispira questo estremo di virilità, nonostante lui sia magrolino, e tanto fragile al vedersi), disse che ha detto ad una ragazzina di tredici anni che era gay, per liberarsene. Visto che le ragazzine a 13 anni, ultimamente, o sono cretine, o sono puttane, questa gli rispose: “dio mio, fa che non sia così” tragedia greca inutile.
Poi, sotto mio e di Davide consiglio, il ragazzo disse che era un modo per togliersela dalle palle. Al che arrivò la risposta del folletto malefico: “Ah per fortuna, vedere due uomini che si baciano, che schifo, io li odio, li sputerei in faccia”
Che ragazzina dolce, tipica rappresentante della gioventù degenerata che si sta venendo a formare: priva di alcun senso critico, e senza alcun pensiero di quel che dice. Per fortuna l’ignoranza di una normativa di legge non salva il colpevole, bensì aggrava la sua posizione. Naturalmente, io come persona, che avrà le sue pare mentali, dissi che:" deficiente, meriterebbe che gli si venisse sputato in faccia."
M. dice, saggiamente, che c’è la libertà della parola e di esprimersi. Beh, che bella cosa. Io credo assolutamente che si può dire qualsiasi cosa, però, dire e proferire cazzate tanto per dimostrare che si ha una falsa opinione sono due cose diverse. Una ragazzina andrebbe punita, o per meglio dire, andrebbe educata ad avere un po’ di senso critico. La libertà d’espressione non può essere appellata per difendere i deficienti, quando dicono menate, o quando bisogna offendere le minoranze: è assurdo. La libertà che ci è stata fornita ha dei limiti, e questi limiti fanno appello all’unico valore a cui bisogna credere in questo mondo, in cui non esiste un senso: la libertà di essere e di vivere, che si configura nella possibilità. Tutto ciò che impedisce di vivere e di essere è qualcosa di estremamente sbagliato. Io sono fortemente convinto di questo. Avere una libertà, un diritto, non comporta solo l’esercitazione passiva di questo diritto o libertà, ma anche una responsabilità. La bambina ha espresso un opinione idiota, per questo va in un qualche modo ripresa. Non lo dico per partito preso, qualunque opinione detta senza criterio va distrutta senza alcun riguardo per la persona, ma lo dico perché non si può appellare qualcosa per proteggere chi attacca qualcuno, è una mossa da perbenisti. Io dico un qualcosa A, la motivo, allora ha senso nel contesto in cui lo dico, se io dico B, non la motivo, e non ha senso nel contesto in cui vivo, cioè per l’appunto quello del rispetto assoluto delle identità personali altrui che non fanno niente di male alla società, dico una menata. Ma A non è uguale a B, A è motivata, ed è presumibilmente una opinione che sta addentro nel sistema in cui viene proposta. Equiparare una menata, con una opinione argomentata, logica e tutto ciò che ci sta dietro è altamente sbagliato e poco proficuo. Se dovessimo assumere che tutto ciò che si dice ha lo stesso “valore”, cioè nel senso che ha la stessa validità, anche le azioni possono essere prese sotto questo punto di vista, e bisognerebbe insegnare il creazionismo a scuola perché l’evoluzionismo, più sensato e logico, ha la stessa importanza. Lungi da me essere conservatore, lungi da me essere in qualche modo reazionario, bisogna essere sempre coscienti che non bisogna prendere certi diritti come assiomi, e se ci si ragiona, viene fuori un quadro estremamente simpatico in cui vivere. Sono fermamente convinto che il fossilizzarsi su opinioni sia sbagliato, ma per esprimere un senso di validità a ciò che si dice, bisogna necessariamente far riferimento al metodo scientifico, argomentativo.La scienza progredisce perché ad ogni teoria viene data una serie di dati e di sperimentazioni che giustificano la propria esistenza, non sono il frutto della fantasia di uno scienziato che prova tanto per a trovare il bosone, o altro.
Io mi ritengo abbastanza liberale, ma a tutto c’è un limite, e il limite sta nell’appunto dare una motivazione concreta di quello che si dice.
La bambina ha espresso una sua opinione, ma bisogna spiegarle tutto ciò che implica la sua posizione, e di quanto danno fa alla società il non considerare anche una sola minoranza, o schieramento politico, come appartenenti ad una categoria a parte.
Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perchè
rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perchè mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi
erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perchè
non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me e non c’era rimasto nessuno a protestare.
Bertolt Brecht


Credo che sia così che si formi una gioventù preparata, e vorrei che mi fosse stata impartita questa educazione, eviterei di essere ottuso a volte. Non me ne voglia M., ma sono fermamente convinto che non si vada avanti con questo perbenismo di fondo, e bisogni soprattutto considerare i diritti, come, innanzitutto, dei doveri. Così come il lavoro è un diritto, e un dovere al contempo, così devono essere tutti i diritti collegati. Infatti cercherò di dare il meglio di me all’università, perché lo studio è un diritto, ma è un dovere verso tutti coloro che me lo finanziano andare avanti.
Ah, mi ritengo un comunista, ovvero un sinistroide, ma so riconoscere le menate che dicono molti. Figli miei, rimanete fedeli alla TERRA, non andate a prendere in altri la vostra guida, ma siate artefici del vostro destino. Un giorno durante l’assemblea universitaria, un mio caro compagno di corso, in relazione al fatto che le maestre hanno portato con loro i pupi, ha detto :” io seguirei i miei insegnati in capo al mondo, anche se non avrei coscienza, perché loro sanno che cosa è giusto” Al di là che sono sempre stato d’accordo con l’opinione comune del mondo dello studio, ma questo commento è un modo artistico per dire immoliamo ciò che ha come primo obiettivo la scuola primaria, e secondaria italiana: insegnare il senso critico e il metodo di analisi della realtà. Lo si sgozza, e lo si distrugge rapidamente, per Diana. Il dovere dell’insegnante non è dire cosa è giusto e cosa è sbagliato, anche perché qui ci sarebbe da dibattere, ma è di dover dire innanzitutto come si trova il nostro giusto, e il nostro sbagliato, nei limiti detti sopra, cioè dell’inattacabilità dell’essere e della possibilità di essere( questo si incarna nel modo di studiare, e di analizzare un problema proposto). Con questo ragionamento sembra che sia la guida a sintetizzare il popolo ed ad essere popolo: il che si configura, inevitabilmente, a mio parere, che lei fa giusto, ma quando fa sbagliato solo lei, questa guida, è lei a prendersi le responsabilità. E’ un ragionamento un po’ idiota. Bisogna farsi un idea di quello che è il problema, prima di prendere posizione, e ci si può ritrovare in un insieme che la pensano in modo similare. L’istruzione prepara all’università, al lavoro, MA SOPRATTUTTO A STARE NEL MONDO CON COSCIENZA, è per questo che chi ha voluto che fosse un diritto/obbligo/ dovere l’ha concepito in tal maniera. Anche Enrique ha fatto un discorso del genere, riguardo al seguire una persona saggia. Ma io preferisco trovare appoggio quando serve, nell’esperienze altrui, ma poi diventare il saggio di me stesso, non essere vincolato ed essere libero e responsabile.
Adieu
Ps: l’ho scritto di getto, spero che si capisca tutto quello che ho scritto, e che sia scritto bene.

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Inno alla Gioia

O amici, non questi suoni!
ma intoniamone altri
più piacevoli, e più gioiosi.

Gioia, bella scintilla divina,
figlia degli Elisei,
noi entriamo ebbri e frementi,
celeste, nel tuo tempio.
La tua magia ricongiunge
ciò che la moda ha rigidamente diviso,
tutti gli uomini diventano fratelli,
dove la tua ala soave freme.

L'uomo a cui la sorte benevola,
concesse di essere amico di un amico,
chi ha ottenuto una donna leggiadra,
unisca il suo giubilo al nostro!
Sì, - chi anche una sola anima
possa dir sua nel mondo!
Chi invece non c'è riuscito,
lasci piangente e furtivo questa compagnia!

Gioia bevono tutti i viventi
dai seni della natura;
tutti i buoni, tutti i malvagi
seguono la sua traccia di rose!
Baci ci ha dato e uva, un amico,
provato fino alla morte!
La voluttà fu concessa al verme,
e il cherubino sta davanti a Dio!

Lieti, come i suoi astri volano
attraverso la volta splendida del cielo,
percorrete, fratelli, la vostra strada,
gioiosi, come un eroe verso la vittoria.

Abbracciatevi, moltitudini!
Questo bacio vada al mondo intero Fratelli,
sopra il cielo stellato
deve abitare un padre affettuoso.

Vi inginocchiate, moltitudini?
Intuisci il tuo creatore, mondo?
Cercalo sopra il cielo stellato!
Sopra le stelle deve abitare!

In Tedesco :

O Freunde, nicht diese Töne !
Sondern laßt uns angenehmere anstimmen
und freudenvollere !

Freude, schöner Götterfunken,
Tochter aus Elysium,
Wir betreten feuertrunken,
Himmlischer, Dein Heiligtum !
Deine Zauber binden wieder,
Was die Mode streng geteilt ;
Alle Menschen werden Brüder,
Wo Dein sanfter Flügel weilt.

Wem der große Wurf gelungen,
Eines Freundes Freund zu sein,
Wer ein holdes Weib errungen,
Mische seinen Jubel ein !
Ja, wer auch nur eine Seele
Sein nennt auf dem Erdenrund !
Und wer's nie gekonnt, der stehle
Weinend sich aus diesem Bund.

Freude trinken alle Wesen
An den Brüsten der Natur ;
Alle Guten, alle Bösen
Folgen ihrer Rosenspur.
Küsse gab sie uns und Reben,
Einen Freund, geprüft im Tod ;
Wollust ward dem Wurm gegeben,
Und der Cherub steht vor Gott !

Froh, wie seine Sonnen fliegen
Durch des Himmels prächt'gen Plan,
Laufet, Brüder, eure Bahn,
Freudig, wie ein Held zum Siegen.

Seid umschlungen, Millionen.
Diesen Kuß der ganzen Welt !
Brüder ! Über'm Sternenzelt
Muß ein lieber Vater wohnen.
Ihr stürzt nieder, Millionen ?
Ahnest Du den Schöpfer, Welt ?
Such'ihn über'm Sternenzelt !
Über Sternen muß er wohnen.